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Riciclare l’acqua in agricoltura per combattere la siccità

Tra le misure con cui la Regione Piemonte cerca di far fronte all'attuale siccità ci sono le norme, non ancora abbastanza conosciute, che consentono il riutilizzo di determinate tipologie di acque reflue (cioè già usate dall'uomo) per scopi irrigui e anche per la preparazione delle miscele a base di prodotti fitosanitari, come ad esempio il verderame o i trattamenti diserbanti utilizzati in agricoltura.

  • Alessandro Paolini
  • Marzo 2022
  • Martedì, 29 Marzo 2022
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Foto Pixabay Foto Pixabay

Il periodo di siccità che stiamo attraversando in questi primi mesi del 2022 rischia di diventare in futuro, se non proprio una condizione permanente, almeno una congiuntura sempre meno rara, così come tutti gli altri fenomeni meteorologici estremi con cui stiamo imparando a confrontarci. In attesa - e nella speranza - che l'umanità riesca a invertire questa tendenza, il problema della siccità - per evitare ulteriori perdite economiche nei settori agricoli, già colpiti dalla pandemia e dall'aumento dei costi di approvvigionamento energetico per la guerra in Ucraina - deve essere affrontato mettendo in campo soluzioni innovative e intelligenti.

La siccità in Piemonte 

L'inverno 2021-2022 in Piemonte è stato il terzo più mite e secco degli ultimi 65 anni, con un deficit medio di precipitazioni di circa il 70% rispetto alla norma climatica 1991-2020 (fonte: ANSA).

La situazione complessiva sta mostrando forti deficit di approvvigionamento idrico principalmente del comparto agricolo, anche se siamo ancora in una stagione in cui la domanda è ridotta. La situazione però è destinata a peggiorare quando l'irraggiamento solare estivo e le alte temperature richiederanno rilevanti volumi di acqua.

La Regione Piemonte sta cercando di intervenire come può, con misure che vanno dalla manutenzione delle rete degli acquedotti con fondi PNRR, per diminuire le perdite, alla presa in considerazione di progetti di realizzazione nuovi invasi di riserva. Tra le misure già esistenti, e non abbastanza conosciute, ci sono quelle che contribuiscono al risparmio idrico e concorrono a promuovere l'economia circolare in agricoltura. Alcuni provvedimenti adottati dalla Regione Piemonte, infatti, consentono il riutilizzo di determinate tipologie di acque reflue (cioè già usate dall'uomo) per scopi irrigui e uno, in particolare, per la preparazione delle miscele a base di prodotti fitosanitari, come ad esempio il verderame o i trattamenti diserbanti utilizzati in agricoltura.

Ma di che cosa si tratta più precisamente?

Il riciclo delle acque reflue 

"In Piemonte lo studio di queste misure nacque in seguito alla grande siccità che colpì il Piemonte e, in particolare, le Langhe nel 2003" spiega Elena Anselmetti del Settore Tutela delle Acque, Direzione Ambiente, Energia e Territorio della Regione Piemonte.

"In seguito a quell'emergenza la Regione Piemonte si pose il problema di come riutilizzare acque che normalmente andavano perse e affidò al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell'Università degli Studi di Torino l'incarico di effettuare uno studio, che si è rivelato prezioso per stabilire la possibilità e le modalità del riutilizzo delle acque reflue non fitotossiche, che cioè non contengono sostanze nocive per le piante"

Le acque di cui parliamo sono quelle derivanti dalle operazioni di lavaggio nell'ambito delle attività di trasformazione dell'uva in vino - compreso il lavaggio delle attrezzature custodite nelle cantine dove vengono lavorati i mosti.

Le regole europee, nazionali e regionali

La Direttiva Europea 91/676/CEE (detta anche "Direttiva Nitrati") mira a proteggere la qualità delle acque in Europa prevenendo l'inquinamento delle acque sotterranee (che sono il 99% delle acque dolci) e superficiali provocato dai nitrati utilizzati in agricoltura e favorendo l'uso di corrette pratiche agricole. A questo fine definisce i criteri e i vincoli a cui attenersi nella gestione della fertilizzazione organica.

A livello nazionale, il Ministero delle Politiche Agricole ha emanato nel 2006 il Decreto c.d. "Effluenti" poi aggiornato nel 2016, che prevede anche l'utilizzo a indirizzo agronomico delle acque reflue di aziende ortofrutticole, vitivinicole, zootecniche e caseifici, stabilendo in particolare che queste ultime, per l'elevato contenuto di azoto, debbano essere disciplinate e regolamentate.

In Piemonte l'utilizzazione agronomica delle acque reflue di cantina è regolamentata dal Regolamento regionale 10/R/2007, che stabilisce che le acque reflue provenienti dalle operazioni di trasformazione dell'uva in vino, effettuate dalle aziende agricole che esercitano anche attività di trasformazione e valorizzazione della produzione viticola, possono essere reimpiegate a fini agronomici tramite l'applicazione al terreno e utilizzate per diluire e applicare i prodotti fitosanitari.

Se tali acque sono utilizzate per veicolare i prodotti fitosanitari il loro uso è disciplinato dall'All. 1 della D.G.R n. 33-12520 del 9 novembre 2009, che ne definisce le modalità di utilizzo, vincolandone l'uso ai soli trattamenti fitoiatrici svolti fino alla fase della fioritura, oppure ai trattamenti diserbanti.

Prospettive e scenari del riutilizzo delle acque reflue

In che cosa si traducono, in pratica, tutte queste norme e regole?

"Nella possibilità, tanto per fare un esempio, che le acque reflue prodotte da un'azienda vitivinicola siano utilizzate da un'azienda ortofrutticola per effettuare, quando necessario, i trattamenti fitosanitari. Aziende di comparti diversi possono, quindi, interagire tra loro in modo sinergico, con un significativo risparmio dei consumi idrici applicando il principio dell'economia circolare. Un altro vantaggio per le aziende che entrano a far parte di questo circolo virtuoso è la semplificazione amministrativa prevista dalla 'comunicazione semplificata' che consente alle aziende di operare nel rispetto delle regole, e di eventuali controlli" conclude Anselmetti.

 

Per approfondimenti:

Utilizzare le acque reflue di cantina per le miscele fitoiatriche e diserbanti

Utilizzazione agronomica delel acque reflue 

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