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Armando Bottelli, un artista al servizio della natura

Cogliere la bellezza e l'importanza della biodiversità delle nostre aree protette e saperla trasmettere agli altri: è quanto ha saputo fare il fotografo Armando Bottelli, che in una mostra di oltre cento scatti esposta in tutte le sedi delle Aree protette del Ticino e Lago Maggiore restituisce l'immagine di un territorio prezioso, da proteggere e valorizzare.

  • Massimo Losito
  • Maggio 2026
  • Lunedì, 29 Giugno 2026
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Armando Bottelli e la sua macchina fotografica - Foto p.g.c. EGAP Ticino e Lago Maggiore Armando Bottelli e la sua macchina fotografica - Foto p.g.c. EGAP Ticino e Lago Maggiore

La mostra fotografica "Natura in mostra. Il corridoio ecologico del MAB" di Armando Bottelli è un progetto di più di cento scatti totali che raccontano un grande corridoio ecologico e ne sottolineano l'importanza per l'ambiente e la biodiversità. Una mostra che unisce l'aspetto artistico a quello divulgativo.

L'Ente di gestione delle Aree protette del Ticino e Lago Maggiore ha voluto inserire questa esposizione nell'ambito del programma culturale 2026 "Proteggiamo la natura con la cultura", portandola non solo in una delle proprie sedi territoriali, come da prassi, ma in ognuna di esse, per permetterne la fruizione al maggior numero di interessati possibile.

L'autore Armando Bottelli è un esperto fotografo naturalista, con una particolare sensibilità verso il paesaggio e la fauna selvatica, autore di volumi fotografici, collaboratore di riviste del settore e consulente di diversi enti pubblici, operanti su entrambe le sponde del Lago Maggiore e del fiume Ticino, su tematiche legate alla tutela e alla valorizzazione dei territori.

Lo abbiamo incontrato per conoscere meglio il suo lavoro e il suo progetto artistico e culturale.

Cosa ci puoi dire di "Natura in Mostra"?

Da tempo sto portando avanti un progetto fotografico legato alla Riserva Biosfera Ticino Val Grande Verbano, un racconto per immagini che celebra la straordinaria bellezza di questo territorio immenso, composto da oltre 100 pannelli che mostrano flora, fauna e paesaggi. Si tratta di una mostra che nel tempo mi ha regalato grandi soddisfazioni, anche perché riguarda immagini e ricordi che porto dentro fin dalla giovinezza e ambienti a cui sono profondamente legato.

Come è nata l'idea di esporre quasi in contemporanea in tutte le sedi delle Aree protette del Ticino e Lago Maggiore?

L'idea è stata della Direttrice, Monica Perroni, che mi ha proposto di presentare questa mostra, frazionandola in tre mostre distinte, quasi contemporaneamente nelle diverse sedi espositive utilizzate dall'Ente. Ho accolto con entusiasmo questa proposta di collaborazione, per quanto impegnativa a livello logistico ed organizzativo, come occasione unica di promuovere e valorizzare i nostri territori, elemento alla base del mio lavoro di fotografo.

Come nasce la tua passione per la fotografia e in particolare per quella naturalistica?

Ho ereditato questa passione da mio padre, cacciatore ma anche grande appassionato di fotografia, che - con il tempo - sono riuscito a coinvolgere in questo percorso, portandolo a dedicarsi a questa forma più silenziosa e profonda di osservazione della natura. Ho sempre amato la campagna e fin da bambino giocavo a cimentarmi con la macrofotografia, andando alla ricerca di fiori, insetti e farfalle, soprattutto da quando mi è stata regalata la prima Reflex, dopo aver giocato per anni con l'attrezzatura di mio padre.

Quali sono i soggetti preferiti dalla tua fotografia?

Oggi sono attratto soprattutto da una fotografia non tradizionale, quello che mi appassiona veramente è la ricerca di animali notturni come faine, martore, allocchi e pipistrelli. È un tipo di fotografia basato sull'utilizzo di flash e fotocellule, che richiede tempo, pazienza e dedizione. Spesso porta con sé delusioni, ma sa anche regalare grandi soddisfazioni legate anche solo al breve istante in cui la natura decide di manifestarsi.

Amo anche fotografare animali diurni e paesaggi, sopratutto all'alba, quando la luce crea atmosfere sospese e ambienti quasi magici.

Come vedi il ruolo degli Enti Gestori nel prossimo futuro?

Il ruolo degli enti gestori deve diventare sempre più centrale, in quanto il nostro benessere individuale e collettivo passa anche dalla capacità di riconoscere e vivere le straordinarie bellezze che la natura ci offre. La sfida è quella di rafforzare il dialogo tra gli enti che gestiscono i territori ed i cittadini che li abitano, per migliorare la cultura del rispetto dell'ambiente aumentando la comprensione del fatto che le regole di fruizione delle aree interessate non sono divieti fini a sé stessi, ma strumenti necessari per proteggere equilibri fragili. Realtà come la Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano ed il Parco del Ticino lago Maggiore esistono per tutelare la fauna e preservare il territorio e non per limitare i medesimi o vincolare i comportamenti individuali e sociali. 

Una mostra preziosa e importante, dunque, come sottolinea la direttrice dell'Ente parco, Monica Perroni:"Armando Bottelli con questa mostra restituisce, attraverso i suoi scatti, scorci di fiumi, boschi, zone umide e fauna selvatica, cogliendo dettagli spesso invisibili a uno sguardo distratto. Ogni immagine diventa così testimonianza della bellezza del territorio delle aree protette del Lago Maggiore e del Ticino e del valore della sua conservazione. Questa esposizione invita il visitatore a rallentare, osservare e riscoprire la meraviglia della natura vicina a noi: un patrimonio prezioso fatto di paesaggi, silenzi, colori e vita, che merita di essere conosciuto, custodito e tramandato". 

 

Un vespertilio ripreso nel Parco Regionale Campo dei Fiori, territorio ricco di grotte - Foto A. Bottelli
Giovane tarabusino alle prime esperienze di caccia - Foto A. Bottelli
Alba di settembre nel Parco del Ticino, durante una piena il fiume trasporta grandi tronchi che, arenandosi, diventano posatoi per cormorani e aironi - Foto A. Bottelli

 

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