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Parco d'Abruzzo: attenzione, orso in transito

Crossing paths, letteralmente 'percorsi di attraversamento', è il titolo della foto vincitrice - scattata da Marco Colombo - nella categoria 'Urban Wildlife' del prestigioso concorso Wildlife Photographer of the Year, edizione 2018, e immortala un orso in attraversamento. Abbiamo intervistato l'autore per farci raccontare la storia di quell'istante catturato dalla macchina fotografica.

  • Emanuela Celona
  • Febbraio 2019
  • Giovedì, 7 Febbraio 2019
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Crossing paths, foto vincitrice nella categoria 'Urban Wildlife' del concorso Wildlife Photographer of the Year, edizione 2018 (Foto Marco Colombo) Crossing paths, foto vincitrice nella categoria 'Urban Wildlife' del concorso Wildlife Photographer of the Year, edizione 2018 (Foto Marco Colombo)

Marco Colombo, intanto complimenti per il meraviglioso scatto in notturna. Puoi descriverci la situazione in cui hai scattato la foto?

Era notte e stavo guidando la mia auto quando, a un certo punto, è apparsa la sagoma di un orso marsicano, sulla curva della strada, pronto ad attraversare. Mi sono quindi fermato, ho spento il motore, abbassato i fari e fatto in tempo a prendere la macchina fotografica, aiutato dalla luce del lampione. L'orso poi ha attraversato, permettendomi di realizzare una breve sequenza di immagini, delle quali solo una risulta nitida a causa dei tempi di scatto lenti. E' una foto imperfetta tecnicamente ma molto "story-telling", narrativa.

Eri sulle tracce dell'orso oppure è stato un incontro fortuito?

Conosco bene la zona e spesso vado in Abruzzo a fotografare, ma non sono un "inseguitore". Faccio appostamenti per osservare e ritrarre cervi, lupi appenninici e orsi marsicani, ma l'incontro con questi ultimi è sempre un regalo più o meno inaspettato e stupendo. Sono già contento anche solo quando trovo un'orma nel fango o un graffio su un albero, in ogni caso! E' importante sapere che questi animali esistono, se poi riesco anche a vederli e fotografarli è tanto di guadagnato.

Hai avuto occasione di trovarti in una situazione anche più ravvicinata con il plantigrado? E nel caso, come ti sei comportato?

L'orsa nella mia fotografia è chiamato Giacomina, una femmina di pochi anni di età. L'ho già incontrata altre volte, così come altri individui, e ogni occasione è una grande emozione. E' importante però sapere come comportarsi per non disturbare questi animali che sono molto sensibili. Ad esempio io in quel frangente non sono sceso dall'auto, non ho inseguito l'orso per fare foto o video col cellulare, come spesso accade e si vede purtroppo su Facebook. E' necessario essere rispettosi, per il bene degli animali. Quando si incontra un orso a piedi nel bosco, normalmente quest'ultimo fugge a gambe levate appena si accorge della nostra presenza.

Hai avuto modo di percepire quale sia il sentimento della popolazione locale nei confronti di questo grande carnivoro? Tollerano che si spinga così vicino a centri abitati?

La mia immagine mostra il rapporto tra uomo e natura, elevato alla terza potenza: 1) ovviamente l'orso all'interno del borgo appenninico; 2) sullo sfondo ci sono dei poster con lupo e lince, che parlano di ecoturismo, una forma di rapporto tra uomo e natura; 3) sul muro a sinistra c'è un murales che rappresenta Rihanna con un copricapo indiano costituito da lupo e aquila, una sorta di antico rapporto tra uomo e natura. Nonostante l'incontro sia stato bellissimo, razionalmente mi dico che l'orso non dovrebbe stare lì, per il suo bene più che altro! Non esistono casi di aggressione all'uomo da parte di orsi marsicani, che sono animali molto miti, ma rimangono comunque dei selvatici da rispettare, in quanto tali: non si tratta di cartoni animati o pelouches. Nonostante qualcuno si preoccupi della presenza saltuaria di questi animali in paese, in generale l'orso marsicano è benvoluto dagli abitanti. Il suo futuro è anche nelle loro mani. Il rischio maggiore è per l'orso che entrando in paese può finire sotto un'auto oppure farsi male: per questo motivo il personale dell'Ente Parco effettua dissuasione per cercare di tenere quei 6-7 individui più "opportunisti" fuori dai centri abitati. Il motivo per cui alcuni di questi animali entrano occasionalmente nei paesi è legato a vari fattori, tra i quali le gerarchie degli orsi (spesso femmine e giovani vengono relegati nelle zone meno idonee dai maschi più grandi); inoltre, l'abituazione alle attività antropiche e alle fonti di cibo può essere un problema se l'individuo non ha esperienze negative dal contatto con l'uomo che gli insegnino a starne lontano.

Probabilmente, l'esistenza del parco nazionale ha favorito il vostro incontro. Qual è oggi, secondo te e in quel territorio, il suo ruolo?

Dire che probabilmente l'esistenza del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise (che ringrazio per il supporto) ha favorito il mio incontro con l'orso è riduttivo. L'esistenza stessa dell'orso marsicano oggi è interamente merito del parco più antico d'Italia, che con grandi sforzi cerca di salvare questa sottospecie prioritaria. Il suo ruolo è fondamentale e insostituibile. L'orso marsicano infatti sopravvive con circa 50-60 individui al mondo, e sono quasi tutti localizzati all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise o poco al di fuori di esso. Nonostante siano molto pochi e quindi gravemente minacciati di estinzione, la densità è elevata per cui competizione e meccanismi di autoregolazione della popolazione (es.infanticidio), nonché morti accidentali per cause antropiche, rendono la crescita del numero di questi orsi molto lenta. Sarebbe importante proteggere ulteriormente dei corridoi di dispersione verso altre zone, in modo che questi animali si diffondano in maniera più stabile su altri comprensori montuosi.  E tutti noi possiamo fare qualcosa per aiutare la sopravvivenza dell'orso marsicano: io, ad esempio, ho donato metà del mio premio del Wildlife Photographer of the Year al parco. Chi vuole contribuire può diventare socio e/o donare dell'Associazione Salviamo l'Orso che è molto impegnata sul fronte della conservazione degli ultimi orsi marsicani


Per seguire i lavoro fotografici (e non solo) di Marco Colombo: www.calosoma.it

E' possibille visitare la mostra WildLife Photographer of The Year fino al prossimo 2 giugno 2019 al Forte di Bard (AO).

 

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