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Il risveglio del riccio

Un riccio lo abbiamo visto tutti, almeno una volta nella vita. Abitante dei nostri giardini, spesso vittima sulle nostre strade, non è un animaletto che conquisti gli onori delle cronache. Lo conosciamo, è vero, ma cosa sappiamo veramente di lui? Noi abbiamo deciso di raccontarvelo attraverso le sue fasi 'vitali', cominciando da quella che caratterizza questo periodo: il risveglio dal letargo. 

  • Paola Viviana Trovò
  • Marzo 2022
  • Giovedì, 17 Marzo 2022
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Il risveglio del riccio

Nell'emisfero boreale, il 20 marzo, l'equinozio dà inizio alla primavera e la stagione del risveglio si manifesta in tutte le sue forme. Le giornate si allungano, spuntano fiori e germogli, i raggi del sole scaldano l'aria piena di canti e cinguettii, gli uccelli migratori tornano dall'Africa e alcuni animali si svegliano dal letargo o dal torpore invernale.

Tra questi, anche il riccio... e chissà se, al suo risveglio, fa un lungo sbadiglio? Tanto lungo quanto i mesi che ha dormito! Di sicuro vorrà fare colazione perchè ha fame, terribilmente fame.

Conosciamolo meglio

Il riccio europeo (Erinaceus europaeus) vive in Europa occidentale, Irlanda, Gran Bretagna e Scandinavia meridionale. E' un animale solitario di abitudini notturne e crepuscolari. Lo troviamo sia in ambienti naturali, ovvero in ambienti ecotonali come i margini di boschivi, ma anche nei boschi stessi, ricchi di rifugi e prede, in cespuglietti, ma anche in ambienti agricoli, parchi, giardini ed aree suburbane. Ama gli ambienti tranquilli, bui e silenziosi.

Ottimo camminatore, è anche un buon nuotatore ed arrampicatore ed è abitudinario nei suoi percorsi. Davanti ad un pericolo si appallottola su se stesso e questo suo comportamento, innato, lo porta alla morte sulle strade perché, invece di scappare, attua la sua consueta strategia di difesa.

Un animale dormiglione

Il riccio, che tutti conosciamo perché osservabile anche nei nostri giardini e tristemente sulle strade, è uno degli animali dormiglioni per eccellenza. Dormiglione sì, ma per necessità, perché in inverno non troverebbe da mangiare.

Dopo i lunghi mesi invernali, questo animaletto perde un terzo del suo peso corporeo e ha una fame pazzesca: per questo inizia subito una disperata ricerca di cibo.

E' il suo istinto di sopravvivenza che lo muove alla ricerca frenetica e a risolvere, in questo modo, il primo grande problema dell'anno. All'inizio della primavera, la presenza di insetti è ancora scarsa quindi deve proprio darsi tanto da fare! E in un ambiente urbano, in particolare dopo le piogge, per lui è più facile trovare cibo sull'asfalto: così si avvicina pericolosamente alle strade... Per questo non dobbiamo dimenticare, quando siamo alla guida di un auto, di prestare molta attenzione ai nostri incontri per strada e di moderare la velocità. 

Forse non tutti sanno che il riccio è un insettivoro onnivoro, quindi mangia principalmente insetti, lombrichi e lumache. Per aiutare questo animaletto, protagonista dell'anno appena iniziato, in questa stagione si può mettere un po' di cibo a disposizione nei nostri giardini. E' sufficiente del cibo per gatti ma mai mettere a disposizione pane, latte e formaggio perché gli sarebbero fatali nella digestione. 

Il momento del risveglio

I normali ritmi della natura fanno risvegliare i ricci fra marzo e aprile, in base alla temperatura: in questo periodo, però, fa troppo caldo! 

Molti ricci non sono neanche andati in letargo - fase che dovrebbe iniziare fra ottobre e novembre - perché le temperature, sempre più miti a causa dell'emergenza climatica, non permettono ai ricci di addormentarsi.

Un'emergenza, quella climatica, che sta alterando i bioritmi di molte specie animali che, restando attive anche in inverno, vanno incontro a innumerevoli pericoli fra cui la fame, la colonizzazione di parassiti e altre nuove abitudini, ancora più pericolose, fino alla morte: per questo sono all'ordine del giorno estinzioni locali ma anche cambiamenti etologici dalle conseguenze imprevedibili! 

 

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