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Sulle tracce di Ypa

Della Regina Ypa, si sussurra ancora oggi in Canavese in quanto in certe notti di luna il suo fantasma vagherebbe inquieto lungo la Dora alla ricerca del suo ultimo amante con il quale però non potrà mai riunirsi per l’eternità…

  • di Aldo Molino
  • settembre 2013
  • Lunedì, 10 Marzo 2014
  • Stampa
Sulle tracce di Ypa
La Dora Batea alla stretta di Mazzé
Foto: A. Molino
Strada di accesso al Castello
Foto: A. Molino
Un'anatra svernante sulla Dora Baltea
Foto: A. Molino
Un cartello segnaletico
Foto: A. Molino
Stemma su muro - La facciata del castello di Mazzè - Carta
Foto: A. Molinocastello - A. Molino

Strega, maga, amante perversa, sacerdotessa druidica, fata buona, la leggenda ha infinite varianti così che la verità storica (ammesso che c’è ne’ sia mai stata una) si confonde e si sovrappone a mille altre narrazioni. E il tempo si contrae e si dilata, anni, secoli, millenni, Celti, Liguri, Salassi, Romani si confondono tra di loro intrecciandosi in percorsi improbabili. Ma come Hugo Pratt fa dire a Morgana in una delle storie di Corto Maltese “il nostro mondo non morirà mai …sinché ci sarà qualcuno capace di sognare … noi esisteremo.”, così anche Ypa e la sua rivale Mattiaca (più che regina questa, una dea) continuano ad essere ricordate e sono tornate di attualità con la segnalazione di un sentiero che percorre Mazzè e i suoi dintorni. Siamo sulle ultime propaggini delle colline moreniche del grande ghiacciaio balteo nel punto in cui la Dora forzando il cordone detritico si apre un varco verso la pianura. Che esistesse un grande lago a monte della stretta è fatto dato per scontato, come e quando si sia svuotato non è invece del tutto chiaro, in ogni caso si trattò di un fenomeno naturale e non certo opera delle macchinazioni di Ypa.

“Sulle tracce di Ypa “ è uno dei due itinerari (l’altro è dalle vigne al lago) realizzati all’interno di un progetto di valorizzazione delle “Morene frontali”.

Il sentiero segnalato è dotato di bacheche esplicative (anche se i vandali sono già attivamente all’opera) ed inizia dalla piazza della Repubblica a Mazzè basso per terminare al borgo alto a due passi dallo scenografico castello.

Il percorso comunque intercetta la viabilità ordinaria in diversi altri punti per cui può essere iniziato anche da altre parti.

Si tratta di un anello dello sviluppo di circa 10 Km , in gran parte su strade sterrate e percorribili agevolmente anche in bici da campagna con dislivelli modesti (150 m, e un unico tratto al termine un poco ripido). Alla partenza della passeggiata troviamo subito una stele funeraria dell’età del ferro poi il Mulino nuovo e poco oltre l’area archeologica, dove cumuli di ciottoli analoghi a quelli della Bessa, testimoniano dell’attività estrattiva dell’oro di Salassi e Romani. Attraversata la strada provinciale, si scende a costeggiare la Dora a monte della diga. D’inverno si possono osservare svariati specie di paperi svernanti. Si supera la Darsena, approdo privato dei signori di Mazzè e dopo un tratto in salita si raggiunge la Roca Plà sulla collina della Bicocca, poi si continua alla volta del Castello e del Borgo antico che è uno dei più interessanti del Canavese.

Molto utile per orientarsi è la carta 1:20.000 Mu edizioni n.7 :Carta dell’Anfiteatro morenico d’Ivrea Agliè-Caluso-Masino.

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