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Andare lontano

Donna, laureata, insegnante, mamma, non vedente, innamorata della natura e da sette mesi pure sindaco di Sant'Albano Stura. Intervista a Donatella Operti

  • Mauro Pianta
  • marzo 2010
  • Martedì, 30 Marzo 2010
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Ecco, in sintesi, il profilo di Donatella Operti, agguerrita amministratrice 45enne che all'età di dieci anni, a causa di un virus, ha perso la vista. Ma non la voglia di vivere e di combattere per ciò in cui crede. «Conosco i miei limiti – dice lei – , ma questo non significa lasciarsi vivere». La sua ultima battaglia si chiama oasi naturalistica della Madonnina, un'area di 300mila metri quadri sulla sponda destra del fiume Stura nata grazie al recupero di una cava. La giunta comunale ha deliberato a favore dell'inserimento dell'area nel parco Gesso-Stura, nonostante le barricate dell'opposizione.
Partiamo dall'inizio: come è approdata alla politica?
«Per caso, direi. Sono sposata e miei due figli erano già grandi quando nel 2003 mi sono laureata in scienze politiche, un vecchio pallino. Nel contempo frequentavo anche l'Istituto superiore di scienze religiose. Durante una lezione sul rapporto tra aspetto morale e dimensione sociale un professore ha buttato lì: "Si può fare del bene anche impegnandosi direttamente in politica...". È stata la prima scintilla».
Poi cosa è accaduto?
«Nel giugno dell'anno scorso alcuni amici mi hanno chiesto di far parte di una lista civica. Però non c'era il capolista. "E se lo facessi io?" dissi quasi per scherzo.
Tutti hanno risposto sì e così siamo partiti con la campagna elettorale».
Reazioni?
«Beh, inizialmente c'era un po' di sconcerto. La gente si chiedeva come avrebbe fatto un sindaco cieco anche solo a firmare i documenti. Così abbiamo realizzato, mettendoli pure su internet, dei video che mostravano come io potessi leggere, firmare, usare il pc, le mail, il cellulare. E poi abbiamo spiegato che eravamo un gruppo e che gli assessori sarebbero stati i miei occhi laddove io non potevo arrivare».
E avete vinto. Un bilancio di questo primo semestre del suo mandato.
«Positivo, anche se i problemi sono tanti e i soldi sono pochi. Mi sono resa conto di come il sindaco sia davvero il primo punto di riferimento per i problemi dei cittadini».
Qual è, invece, il suo rapporto con la natura?
«Ottimo, sono sempre stata affascinata dal mondo della natura.
Da giovane, aiutata da volontari preparati, andavo in montagna e praticavo molto sci di fondo. La domenica amo frequentare i parchi, respirarne la bellezza».
Cosa le piace, in particolare, della Madonnina?
«Adoro andarci quando non c'è tanta gente, percepire gli odori, i rumori, i canti degli uccelli».
Perché è importante che l'oasi naturalistica faccia parte del parco fluviale Gesso-Stura?
«È il modo migliore per tutelare e valorizzare un patrimonio straordinario anche dal punto di vista turistico. Tra l'altro i lavori dell'autostrada Asti-Cuneo hanno fatto affiorare una necropoli longobarda con oltre 500 tombe: elementi, questi, che potrebbero confluire in un museo dello Stura dal taglio storico e naturalistico».

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