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Carte geologiche, perché sono importanti?

La cartografia geologica è un patrimonio importante di conoscenza del territorio, indispensabile per amministratori e professionisti e utile a tutti, che contribuisce alla gestione e all'utilizzo consapevoli del territorio, anche nelle Aree protette.

  • Alessandro Paolini
  • Aprile 2021
  • Lunedì, 28 Giugno 2021
  • Stampa
Geologi che svolgono attività di rilevamento lungo la Stura di Lanzo presso Villanova Canavese Geologi che svolgono attività di rilevamento lungo la Stura di Lanzo presso Villanova Canavese

Il Progetto CARG (CARtografia Geologica) è un progetto nazionale nato alla fine degli anni '80, coordinato dal Servizio Geologico d'Italia e realizzato in collaborazione con Regioni e Province autonome, CNR e Università. Prevede la realizzazione di 636 fogli - o mappe - in scala 1:50.000 che, nel loro insieme, costituiranno il "puzzle" dell'intero territorio nazionale.

Anche in Piemonte, grazie alle convenzioni fra ISPRA (che ingloba l'ex Servizio Geologico Nazionale), Regione Piemonte, Arpa Piemonte, CNR e Università di Torino sono stati realizzati negli anni passati diversi fogli geologici. Nel 2019 la legge statale di bilancio ha previsto dei nuovi finanziamenti per il triennio 2020 – 2022, in virtù dei quali il lavoro di mappatura avrà ora un nuovo, importante impulso. La Regione Piemonte realizzerà infatti, con il supporto di ARPA ed in collaborazione con il CNR-IGG di Torino, due nuovi fogli ("Novi Ligure" e "Tortona"), per i quali ha ottenuto fondi che ammontano ad oltre cinquecentomila euro.

Cartografia geologica: che cos'è e a cosa serve?

La cartografia geologica di base è un importante strumento di conoscenza del territorio ed è di fondamentale importanza nella valutazione, prevenzione e mitigazione dei rischi naturali. Rappresenta infatti il presupposto per qualsiasi intervento di ricerca di georisorse, valorizzazione ambientale e turistica, difesa del suolo, pianificazione territoriale e progettazione di opere ed infrastrutture.

La "geologia di base", dal canto suo, non è una disciplina accademica, appannaggio dei soli esperti, ma riguarda molti aspetti della vita comune. È utile, per esempio, a stabilire la pericolosità geologica, idrogeologica e sismica di un territorio e a prendere tutte le misure di prevenzione che possano evitare danni a cose e persone in caso di terremoti, frane e alluvioni.

Per capirne di più ne abbiamo parlato con Gianfranco Fioraso, geologo e ricercatore dell'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR, che è anche uno dei "veterani" del progetto CARG in Piemonte, avendo seguito e svolto i rilievi sul campo fin dal 1995, in occasione della realizzazione del foglio "Bardonecchia".

"Il mio lavoro consiste nella raccolta di dati sul campo e nell'effettuazione di rilievi geologici" spiega Fioraso. "Una carta geologica è molto più complessa rispetto alle classiche carte geografiche che tutti abbiamo in casa. In quelle geologiche viene infatti rappresentata la natura delle rocce, sia al di sopra che al di sotto del suolo. Al di sopra, ad esempio, vi possono essere rocce in affioramento mentre nel sottosuolo viene rilevato e rappresentato l'assetto stratigrafico del terreno utile per lo sfruttamento delle risorse idriche".

Perché è importante conoscere questi elementi del territorio che - nelle carte di uso comune - sono assenti?

"È fondamentale, ad esempio, per la valutazione, prevenzione e mitigazione dei rischi naturali. Individuare le faglie attive, cioè le fratture del terreno che potenzialmente possono generare dislocazioni nelle rocce e quindi i terremoti, consente di fare prevenzione" prosegue Fioraso. "Altre informazioni morfologiche possono sconsigliare la realizzazione di nuove costruzioni, ad esempio ove sono presenti accumuli di vecchie frane, così come la presenza di scarpate fluviali molto prossime ai corsi d'acqua può rappresentare un pericolo in caso di alluvioni. Sono elementi che ci aiutano a capire dove si può costruire in sicurezza e dove invece è assolutamente da evitare. Le carte sono quindi indispensabili sia per le costruzioni civili che nella pianificazione e realizzazione di grandi opere come la TAV e il Terzo valico, ma anche nella difesa del suolo, nella ricerca di acqua, di risorse minerarie, nella geotermia e nella valorizzazione ambientale e turistica del territorio. Si tratta del primo documento da consultare, purché siano aggiornate".

La mappatura geologica del Piemonte e i suoi usi

Ma qual è l'estensione del territorio piemontese finora mappato? 

"La cartografia geologica più recente copre circa il 20% del territorio regionale, mentre un altro 35% è stato mappato prima degli anni Quaranta" spiega Daniele Drago, funzionario del Settore Geologico, Direzione Opere Pubbliche, Difesa del suolo, Protezione Civile, Trasporti e Logistica della Regione Piemonte. "La prima idea di una mappatura geologica che coprisse l'intera nazione nacque già con Quintino Sella e durante l'epopea americana del West i primi esploratori e conquistatori portavano con sé persone esperte di geologia per cercare l'oro".

Quale utilità o interesse possono avere queste mappe per il "comune" cittadino?

"Oltre che come documentazione per scopi specifici, come l'edilizia civile, sono utili e interessanti anche per capire le peculiarità del nostro territorio – prosegue Drago – Mi spiego meglio: ci aiutano a capire, ad esempio, che se una montagna come il Musiné è brulla ci sono delle ragioni geologiche legate alla natura del suo suolo. Oppure il motivo per cui si trovano fossili nella zona di Cesana e San Sicario: se consultiamo il relativo foglio possiamo trovare la rappresentazione di quelli che un tempo erano i fondali oceanici, i cui resti emergono oggi tra il Piemonte e la Francia".

Queste carte raffigurano anche il territorio delle aree protette e possono essere utili all'attività dei parchi?

"Certo, alcuni dei fogli realizzati comprendono una parte del territorio delle Aree protette. Il foglio 'Novi Ligure', ad esempio, comprende il Parco naturale Capanne di Marcarolo. Le carte geologiche possono essere utili agli enti di gestione, ad esempio nell'ideazione di itinerari turistici che affianchino all'aspetto naturalistico anche elementi di interesse storico-culturale o geologico" osserva Fioraso. "Per fare un esempio concreto, nel foglio 'Bardonecchia' troviamo la rappresentazione dei trinceramenti naturali dell'Assietta, che furono utilizzati e fortificati dalle armate sabaude nella battaglia a difesa del territorio e che sono visibili e visitabili ancora oggi".

Dove possono essere reperite le carte già realizzate?

"La cartografia geologica viene prodotta non solo su supporto cartaceo, ma anche in formato digitale, funzionale all'implementazione di un database nazionale. I fogli geologici sono venduti dall'ISPRA e consultabili presso la sua Biblioteca. Inoltre sono disponibili online, in formato flash, sul sito ISPRA mentre le note illustrative si possono anche scaricare in formato pdf gratuitamente" conclude Fioraso.

Lo stato dell'arte del progetto

Attraverso criteri condivisi a livello nazionale, a partire da febbraio 2020 si sono avviate le procedure per l'attribuzione dei finanziamenti assegnati dalla legge di bilancio. Nel mese di febbraio 2021 ISPRA ha concluso le procedure di selezione, riconoscendo la validità della proposta presentata da Regione Piemonte ed approvando i fogli "Tortona" e "Novi Ligure" con un finanziamento complessivo di 550 mila euro da utilizzare in quattro anni, termine massimo per la conclusione dei lavori e la pubblicazione della cartografia.

I due fogli coprono un territorio di poco meno di 1.200 km2, e interessano 72 comuni piemontesi: l'area ha notevole interesse scientifico, considerata ad esempio la presenza del sistema collinare appenninico cui si associano importanti strutture tettoniche e neotettoniche, ma anche notevole rilevanza ambientale per le numerose zone di ricarica delle falde, l'affioramento di amianto naturale, per la presenza di importanti stabilimenti produttivi e di numerosi progetti infrastrutturali; inoltre l'area è caratterizzata da un complesso reticolo idrografico e da numerosi dissesti di versante. I fogli realizzati in Piemonte si integrano perfettamente con quelli realizzati da altre regioni. La Regione Liguria, ad esempio, sta realizzando il foglio "Albenga" che copre anche una piccola parte di territorio piemontese.

NB: Le foto di questo articolo, gentilmente concesse dal CNR-IGG, raffigurano elementi del paesaggio piemontese tipicamente rappresentati nelle carte geologiche e che sono oggetto di rilevamento cartografico.

Per approfondimenti:

Progetto CARG 

Riparte il progetto CARG 

Istituto di Geoscienze e Georisorse – CNR

Contrasti cromatici per la diversa composizione delle rocce, versante settentrionale del Monte Chaberton (alta Valle di Susa).
Le morene laterali visibili al centro testimoniano il forte regresso del ghiacciaio della Capra (alta Valle Orco)
Campionamento geologico lungo la Stura di Lanzo presso Villanova Canavese
Stralcio del Foglio 171 Cesana Torinese della Carta Geologica d’Italia
Ripiegamenti di rocce di origine oceanica risultanti dalla deformazione tettonica presso il Rifugio Gastaldi (alta Val d’Ala).
Il grande ghiacciaio roccioso alla base della dorsale tra Monviso e  Cima delle Lobbie lungo lo spartiacque Varaita-Po

 

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