Il numero totale di terremoti localizzati in Italia nel 2023 è pressoché identico a quello del 2022 e si mantiene stabile intorno ai 16 mila terremoti dal 2019, in calo rispetto agli anni 2016, 2017 e 2018 in cui avvenne la sequenza sismica in Italia centrale che ha portò agli eventi distruttivi di Amatrice e dintorni. E' questo uno dei dati contenuti nel comunicato ufficiale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), uscito a gennaio di quest'anno.
Il terremoto più forte in terraferma è stato registrato in Toscana (con una magnitudo Mw 4.9) mentre la regione che ha fatto registrare più terremoti di un certo rilievo è stata la Sicilia, con 81 eventi di magnitudo pari o superiore a 2.0.
La regione con meno terremoti, infine, è stata la Sardegna, come da tradizione consolidata per gli esperti.
La sismicità del 2023, registrata dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV, può esere consultata in una mappa interattiva disponibile nella galleria di story maps di INGVterremoti, dove sono rappresentati i 16.307 terremoti con la lista dei terremoti di magnitudo maggiore, le classi di magnitudo ed infine il grafico della distribuzione del numero di eventi nei 12 mesi dell'anno regione per regione.
La situazione del Piemonte
Il territorio piemontese è circondato lungo i confini settentrionali, occidentali e meridionali dai rilievi montuosi del sistema alpino occidentale e così pure i rilievi collinari rappresentano l'espressione superficiale delle forze endogene originate dai movimenti relativi delle placche litosferiche riconducibili, in termini molto generali, alla collisione fra la la zolla dell'Eurasia e quella dell'Africa.
Il contesto tettonico ed i regimi geodinamici attivi fanno sì che il Piemonte sia sede di attività sismica, generalmente modesta dal punto di vista energetico, ma notevole come frequenza.
Ogni anno si registrano diverse centinaia di eventi sismici, solitamente d'intensità medio-bassa
(Distribuzione epicentri misurati dalla rete sismica – arch. Arpa Piemonte), i cui epicentri si concentrano lungo due direttrici, note storicamente come arco sismico piemontese e arco sismico brianzonese.
Le due direttrici si estendono a nord fino al Vallese, caratterizzato da una diffusa sismicità, e convergono a sud nel Cuneese, con una maggiore dispersione verso la costa del Mar Ligure, interessando il Nizzardo e l'Imperiese. Una diffusa sismicità è inoltre presente lungo i rilievi a sud del Piemonte e in particolare nell'Appennino settentrionale, nelle zone sud-orientali della regione.
I terremoti che interessano il territorio piemontese avvengono generalmente a profondità superficiali, prevalentemente entro 20 km dalla superficie, sebbene si rilevino alcuni eventi con maggiori profondità ipocentrali, in relazione a porzioni litosferiche in subduzione
La rete sismica regionale rileva ogni anno diverse centinaia di terremoti locali o regionali, con epicentri quindi localizzati in Piemonte o nelle aree circostanti, generalmente non percepiti dalla popolazione. Negli ultimi decenni ve ne sono stati solo una decina di un certo rilievo, in parte avvertiti dalla popolazione. Gli eventi più gravi, che provocano danni, sono soltanto pochi ogni secolo.
In particolare i due massimi eventi storici sono quello del 9 ottobre 1828 tra Val Curone e Valle Staffora e quello del 2 aprile 1808 nel Pinerolese
(Carta delle isosiste - Gianfranco Fioraso "La Terra trema"), entrambi con magnitudo stimata pari a circa 5.7 Mw. Sismi di magnitudo maggiore sono avvenuti a relativamente breve distanza dai confini regionali, tali da produrre effetti apprezzabili anche in Piemonte: si ricorda in particolare l'evento del 23 febbraio del 1887 nei pressi della costa ligure occidentale, a meno di 50 km dai confini piemontesi, che distrusse Bussana Vecchia e ebbe una magnitudo stimata pari a 7.0 Mw.
Nel Pinerolese, considerata tradizionalmente l'area più sismica della regione in quanto prima area classificata, il terremoto del 1808 è ricordato per la sua durata (le scosse si sono susseguite per una durata di circa due anni) e perché vide l'evacuazione di molte abitazioni che furono abbandonate per mesi anche se non fece né vittime né danni rilevanti. Inoltre fu uno dei terremoti storici più studiati perché il Piemonte, all'epoca sotto la dominazione francese, fu oggetto di approfondite indagini e valutazioni da parte di amministratori ed esperti inviati da Napoleone per occuparsi dell'emergenza.
La classificazione sismica
In Italia è solo dagli anni '80 che si è iniziato a classificare la sismicità dei territori in via preventiva, mentre in precedenza la classificazione avveniva solo dopo un evento sismico.
In Piemonte la prima classificazione sismica del territorio regionale è stata decretata nel 1982 facendo riferimento principalmente al terremoto del 1808 e di conseguenza comprendeva solo una quarantina di comuni del Pinerolese, mentre la restante parte della regione risultava non classificata.
In seguito, anche sulla spinta dell'impatto conseguente all'evento sismico del 2002 che vide il crollo di una scuola a San Giuliano di Puglia localizzata in una zona ancora non classificata, si provvide ad una riclassificazione generale del territorio italiano, utilizzando criteri probabilistici che tengono conto di diversi aspetti, compresi modelli crostali.
In tal modo, dal 2003 l'intero territorio nazionale risulta interamente classificato nelle 4 zone di pericolosità sismica, di cui la zona 1 è quella maggiormente pericolosa, e la zona 4 a pericolosità più bassa.
Il territorio del Piemonte è ricompreso nelle zone 3 e 4 ed è dunque considerato a basso rischio
(Storia della classificazione sismica in Piemonte - infografica p.g.c. Settore Sismico).
E' importante sottolineare che la classificazione sismica ha specifica rilevanza per quanto riguarda le azioni di controllo e gestione da parte della pubblica amministrazione sulle attività urbanistiche ed edilizie.
La misurazione dell'intensità dei terremoti
Esistono due modi per misurare la forza dei terremoti. Il primo misura gli effetti e fu definito per la prima volta all'inizio del '900 dal sismologo italiano Mercalli attraverso una scala empirica a dodici gradi (numeri romani): indicativamente, il III grado corrisponde a terremoti di cui si percepiscono appena le scosse, il VI grado se si registrano piccoli danni, mentre il XII grado corrisponde alla distruzione totale di un'area.
Gli effetti del terremoto del 1808, per esempio, raggiunsero nella zona epicentrale l'VIII grado.
Più utilizzata, in tempi recenti, è invece è la determinazione dell'intensità con metodi oggettivi a partire da misure strumentali introdotta dal sismologo americano Richter verso il 1930; questa seconda scala prende in considerazione l'energia sprigionate da un terremoto, e viene espressa in Magnitudo (M).
La scala di Magnitudo è una scala aperta e di tipo logaritmico per cui una differenza di 1 grado di Magnitudo corrisponde ad una differenza di energia rilasciata di circa 30 volte; il più grande terremoto registrato è il Terremoto del Cile del 1960 che raggiunse la magnitudo di 9,5 MW.
Il monitoraggio dei terremoti
Il monitoraggio avviene principalmente grazie all'attività della Rete sismica regionale
(Stazioni sismiche in Piemonte e nelle aree limitrofe – infografica p.g.c. Arpa Piemonte), attivata dal 1982: attualmente la rete è composta da 12 stazioni gestite dal Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Genova che ha competenza in un'ampia area del nord ovest: oltre al Piemonte gestisce stazioni in Liguria, Valle d'Aosta e Toscana occidentale e si coordina anche con stazioni francesi e svizzere.
I dati vengono distribuiti da Arpa Piemonte alle strutture con competenza di Protezione Civile e gestione delle emergenze.
In Piemonte, inoltre, esistono due stazioni gestite direttamente dall'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). I dati della nostra regione sono misurati con un buon grado di dettaglio a partire dal 1982.
Per approfondimenti:
Prevenzione rischio sismico (Sito Regione Piemonte)
(con particolare attenzione alle schede informative, tra cui Cenni sulla sismicità piemontese, Classificazione sismica)
Mappa GIS ultimi terremoti (Sito web Arpa Piemonte)
I terremoti (Sito web Arpa Piemonte)
Rete Sismica Italia Nord-Occidentale (Università Genova):
I più forti terremoti di sempre in Piemonte (Sito Firenze meteo)
Per informazioni sugli ultimi terremoti:
* Funzionari del Settore Sismico, Direzione Opere pubbliche, Difesa del suolo, Protezione civile, Trasporti e logistica.
