"Buono, pulito e protetto. L'agro-biodiversità delle Aree protette piemontesi sulla tavola" è il titolo dell'educational rivolto principalmente ai giornalisti (ore 15.00, Spazio Foreste, Montagna e Biodiversità, Piazzetta Reale) in cui si racconteranno le storie dei prodotti enogastronomici selezionati da quattro parchi piemontesi.
A seguire (ore 17.00, Spazio Incontri Eccellenza Piemonte) la degustazione dei formaggi di testun di pecora, prosciutto di cinghiale e diverse varietà di pomodorini di montagna a marchio "Qualità Parco APAM" delle Aree Protette Alpi Marittime, del vino Timorasso ("bianco" delle Aree protette dell'Appennino piemontese) e dei formaggi tipici delle Aree protette delle Alpi Cozie.
Abbiamo incontrato tre produttori che hanno gentilmente deciso di offrire gratuitamente i propri prodotti in degustazione, per farci spiegare in che cosa i loro prodotti differiscano da quelli concorrenti e perché un marchio di qualità assegnato dal parco, o una particolare relazione con un'area protetta, siano importanti.
Il formaggio di pecora delle Langhe, razza autoctona a rischio di estinzione
L'azienda agricola e agriturismo Cascina Veja, gestita da Massimiliano Gastaldi a Chiusa di Pesio (Cuneo), è una realtà d'eccellenza legata alla tutela della biodiversità piemontese.
L'allevamento di punta della struttura è incentrato sulla pecora delle Langhe, una pregiata razza autoctona inserita dalla Regione Piemonte nell'elenco delle specie a rischio di estinzione. Dal latte di questi ovini l'azienda ricava formaggi di altissima qualità che le sono valsi l'assegnazione del marchio "Qualità Parco APAM" da parte delle Aree Protette delle Alpi Marittime, che certifica le produzioni sostenibili, trasparenti e profondamente integrate con la tutela dell'ambiente montano locale.
"Produciamo robiola, toma, testun, ricotta e Blu di pecora, lavorati a latte crudo proveniente dagli animali del nostro allevamento di razza Langhe" racconta Massimiliano Gastaldi. "La nostra azienda è rimasta l'ultima del settore a lavorare in Alta Valle Pesio. Pascoliamo le nostre pecore su prati in affitto, garantendo un presidio del territorio che, altrimenti, verrebbe definitivamente abbandonato. La razza che abbiamo scelto è a rischio di estinzione: basti pensare che ne sopravvivono solo più duemila capi, di cui circa 150 sono i nostri" conclude Gastaldi, dandoci appuntamento alla degustazione del 24 settembre a Terra Madre.
Il Marchio "Qualità Parco APAM"
E' uno strumento di identificazione che l'Ente Aree Protette Alpi Marittime assegna agli operatori del settore agricolo, artigianale e del turismo impegnati in un percorso di qualità e sostenibilità e che garantisce ai consumatori l'origine dei prodotti, la trasparenza dei processi di lavorazione e l'assunzione di impegni concreti per la tutela del territorio. Tra i requisiti necessari per conseguire il marchio c'è il rispetto di rigorosi standard di compatibilità ambientale e di legame con il territorio.
Chi si impegna a rispettare questi impegni può fare domanda per ottenere il riconoscimento. Sul sito dell'Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime si trovano tutte le informazioni e la modulistica per fare richiesta, oltre al Regolamento d'uso del marchio e ai disciplinari di produzione.
Il "Rosso vestito da bianco" che ha rischiato di scomparire
Il vino Timorasso è un grande vino bianco autoctono piemontese di antica selezione, legato principalmente alla zona preappenninica collinare dei Colli Tortonesi e ad aree pedemontane della Val Borbera, in provincia di Alessandria. Questo vino ha una storia affascinante, caratterizzata da qualità uniche. Il vitigno, che predilige i terreni marnosi e calcarei tipici delle valli tortonesi (Val Borbera e Val Curone), era quasi scomparso dopo l'epidemia di fillossera e l'abbandono delle campagne nel dopoguerra. A partire dagli anni '80 è stato recuperato e rilanciato da un gruppo di vignaioli locali. Viene spesso definito "un rosso vestito da bianco" perché - se da giovane regala note floreali e di frutta a polpa gialla - dà il meglio di sé con l'invecchiamento, sviluppando una straordinaria complessità.
Tra i principali produttori c'è l'azienda vinicola Poggio.
"Io e mia sorella Mary siamo partiti nel 2003 con l'ambizioso progetto di recuperare il Timorasso" racconta il titolare Ezio Poggio. "Nel 2011 siamo entrati a far parte dei Colli Tortonesi con la nostra sottozona Terre di Libarna, che comprende Valli Borbera e Spinti. Produciamo diverse tipologie di vino fermo e di spumante da uve Timorasso in purezza. Attualmente la produzione ammonta complessivamente a circa cinquantamila bottiglie all'anno".
Il Timorasso e le Aree protette dell'Appennino Piemontese: un legame stretto e virtuoso
All'interno delle aree naturali tutelate dall'Ente di gestione delle Aree protette dell'Appennino piemontese, la viticoltura del Timorasso autoctono trova espressione nella Zona Speciale di Conservazione "Strette della Val Borbera": in particolare, il versante di Costa Merlassino in Comune di Cantalupo ligure è stato inserito tra i paesaggi vitivinicoli del Piemonte tutelati all'interno dei siti UNESCO (paesaggi vitivinicoli Langhe, Roero e Monferrato). La presenza di una viticoltura di qualità entro il Sito protetto ha creato le premesse per l'avvio di un progetto in collaborazione con i produttori locali, per l'implementazione della biodiversità in vigneto tramite pratiche nature based solutions elaborate da ARPA Piemonte per la Rete Natura 2000. In che cosa consista ce lo racconta ancora Ezio Poggio: "Prevede la conduzione del vigneto in modo biologico. Il Parco e ARPA Piemonte individueranno dei prati donatori e selezioneranno alcune sementi di specie erbacee spontanee autoctone con le quali procederemo all'inerbimento alternato tra i filari, per creare una continuità fra la zona esterna al vigneto e quella interna. Anche così tuteliamo il paesaggio, che è di grande bellezza, tanto da essere inserito tra i siti UNESCO".
Il formaggio che profuma di fiori di campo
L'Azienda Agricola Agù Chiaffredo di Villar Perosa gestisce l'alpeggio che si trova all'interno delle Aree protette delle Alpi Cozie e che montica con bovini di razze Montbeliarde ed Abondance.
Nel caseificio di alpeggio vengono prodotte da metà giugno a fine settembre diverse tipologie di prodotto: il Plaisentif (dalla salita all'alpeggio fino al 24 luglio), tipo toma fresca e stagionata, toma del lait brusc, blu di montagna, erborinato, tomette alle erbe, ricotta, yogurt, latte pastorizzato.
La versione stagionata dell'Alpe Selleries di Roure, prodotta da Chiaffredo Agù è stata premiata da una giuria ONAF quale miglior formaggio Parchi Alpi Cozie 2015.
"La marchiatura del formaggio come prodotto tipico delle Alpi Cozie è per noi un valore aggiunto e una vera e propria marcia in più che, negli anni, ci ha portato ad aggiudicarci diversi premi di qualità. Il formaggio che porteremo in degustazione a Terra Madre è una qualità simile al Plaisentif, ilformaggio delle viole, perché realizzato con il latte prodotto dalle mucche in primavera, quando i pascoli sono ricchi di fioriture. Una condizione che si è fortunatamente verificata anche quest'estate, fino a giugno, prima della grande siccità che ha colpito anche i pascoli in quota" racconta Chiaffredo Agù, titolare dell'azienda.
Il Marchio Formaggio Tipico delle Alpi Cozie
E' un riconoscimento ufficiale creato dall'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie per valorizzare le produzioni casearie tradizionali degli alpeggi locali. Riguarda i formaggi tipo Toma d'alpeggio e Toma del Lait brusc, prodotti con latte vaccino (intero o parzialmente scremato) proveniente esclusivamente dai pascoli d'alta quota durante i mesi estivi. La stagionatura deve essere superiore a 60 giorni. Le aziende aderenti seguono un regolamento specifico dell'Ente Parco che prevede la marchiatura a fuoco e controlli qualitativi a campione. Il logo prevede un contrassegno che raffigura una mucca e una capra stilizzate su uno sfondo montano a forma di forma di formaggio.
Foreste, Montagna e Biodiversità a Terra Madre 2026
Dal 24 al 27 settembre la Regione Piemonte porta a Terra Madre 2026 le foreste, la montagna, la biodiversità e la sostenibilità.
Quattro giornate di incontri, laboratori, esperienze e momenti di confronto sul patrimonio naturale del Piemonte, le attività messe in campo per tutelarlo e le nuove prospettive per costruire territori più resilienti e sostenibili.
Gli appuntamenti, a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, si svolgeranno presso lo stand della Regione Piemonte in Piazzetta Reale a Torino, all'interno di due spazi dedicati: lo Spazio Incontri Eccellenza Piemonte e lo Spazio Foreste, Montagna e Biodiversità.
Il programma completo è pubblicato sul sito della Regione Piemonte.
