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Uno dei parchi più "green" al mondo

Il Parco nazionale Gran Paradiso è una delle 24 aree protette migliori al mondo.

  • Emanuela Celona
  • Febbraio 2015
Lunedì, 9 Febbraio 2015
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Uno stambecco maschio, simbolo del Parco nazionale Gran Paradiso
Foto di Toni Farina

Il Parco nazionale Gran Paradiso è entrato, lo scorso novembre, nella Green List della IUCN (International Union for Conservation of Nature) dimostrando di essere un parco impegnato nella salvaguardia della natura ma anche interessato all'importanza dei rapporti con la popolazione locale.

La IUCN ha chiesto a dieci Nazioni di presentare candidature per la Green List e l'Italia ne ha presentato soltanto due: il Parco nazionale Gran Paradiso e la Riserva naturale di Torre Guaceto che però è risultata non candidabile poiché l'Italia, nelle aree marine protette, permette l'assunzione di personale soltanto con contratti "a progetto" e per la IUCN la sorveglianza di un'area protetta non può essere precaria.

Nel corso del 2015 saranno avanzate nuove candidature per offrire una vasta gamma di modelli di gestione del territorio efficaci cui potersi ispirare.

Abbiamo intervistato dell'importanza del premio e del riconoscimento ottenuto dal Gran Paradiso con Paolo Pigliaceli, coordinatore del gruppo di lavoro IUCN Green List per l'Italia.

1. Cos'è la Green List dell'IUCN?
Green List è un processo volontario di livello mondiale che certifica l'efficacia del lavoro di un'area protetta rispetto agli obiettivi che si è data.

2. Cosa è successo a Sidney (lo scorso novembre ndr.) al Congresso mondiale dei parchi?
A Sidney sono stati presentati i risultati della fase pilota Green List alla quale l'Italia ha partecipato con un gruppo di lavoro coordinato da Federparchi composto da esperti del Ministero dell'Ambiente, di Ispra e di alcune Università. Ora siamo già alla fase di consolidamento degli standard e del processo di valutazione che entro febbraio 2015 permetterà a tutte le AAPP del mondo la possibilità di misurarsi con questo processo e, eventualmente, vedersi riconosciuta la bontà e utilità del proprio lavoro.

3. Puoi farci capire il valore di questo riconoscimento?
Il valore di Green List non risiede unicamente in una gratificazione sulle capacità di un parco, ma ha risvolti molto importanti per le politiche di sostenibilità di tutto il Pianeta. Riuscire a dimostrare, come Green List intende fare, l'efficacia e i risultati delle attività di un parco per il territorio e gli abitanti significa affermare con forza il proprio ruolo e poter ottenere anche maggiore ascolto e risorse sia dal pubblico che dal privato.

4. Si tratta di obiettivi ambiziosi anche alla luce del disastrato stato delle politiche ambientali...
Sì è vero abbiamo volutamente posto l'asticella Green List molto in alto, ma non potevamo fare altrimenti, oggi nel mondo ci sono oltre 200.000 aree protette diffuse in tutti i Paesi e a tutte le latitudini geografiche, economiche e sociali: abbiamo parchi in tutte le piccole isole degli oceani come a entrambi i poli, ma anche nel cuore di stati islamici o di democrazie occidentali, ciò ha prodotto un campionario diversificato del significato di area protetta ed era necessario individuare standard di riferimento credibili per riportare su un piano condiviso la missione e i servizi di un parco.

5. Quali sono gli elevati standard di gestione che un parco deve avere per entrare nella Green List?
Va innanzitutto precisato che Green List non intende premiare i parchi con le stelle o le bandiere e relative classifiche come accade in altri casi, lo spirito è di verificare l'efficacia delle azioni messe in campo rispetto agli obiettivi e di certificare i risultati raggiunti sia per migliorare la gestione interna sia per comunicarli all'esterno. Quindi non si deve dimostrare di poter cambiare i destini del mondo ma di saper far bene il proprio lavoro.

6. Quali sono gli aspetti in cui si è distinto il Gran Paradiso?
Prima di tutto è d'obbligo un ringraziamento a tutto lo staff e alla dirigenza del Gran Paradiso a partire dal presidente Italo Cerise e dal direttore Michele Ottino, grazie a loro infatti come gruppo di lavoro italiano, siamo riusciti in poco tempo a dimostrare, documenti e risultati alla mano, che questo parco raggiunge tutti gli obiettivi che si è posto: dalla conservazione di alcune specie e habitat, alla integrazione con le dinamiche economiche e sociali del territorio, fino al monitoraggio delle minacce derivanti dai cambiamenti climatici, punto di eccellenza ampiamente encomiato da tutti i rappresentanti presenti a Sidney, che pone il Gran Paradiso quale riferimento scientifico fondamentale per lo studio delle conseguenze di questi processi per tutta l'area alpina e per le relative minacce: dal dissesto idrogeologico, alle modifiche sociali derivanti dalla diminuzione dell'innevamento sulla quale si basa una parte consistente dell'economia turistica alpina.

7. Quali sono gli sviluppi che attendono un parco dopo l'inserimento nella Green List?
Come per tutti questi tipi di processi è prevista una verifica costante del livello degli standard che culminerà con un report approfondito nel 2016 per valutare l'eventuale riconferma del riconoscimento. Inoltre, essendo il Gran Paradiso tra i primi al mondo a ottenere questo riconoscimento, il loro lavoro sarà di riferimento per tutte le altre aree protette con obiettivi simili che vorranno migliorare la gestione.

8. Cosa ha significato questo riconoscimento a livello internazionale, per i parchi e l'ambiente italiano?
A Sidney l'Italia ha fatto veramente una gran bella figura, basti pensare che siamo stati l'unico gruppo di lavoro tra i dieci Stati coinvolti che ha valutato con rigore le proprie aree protette senza operare alcuna pressione sui valutatori internazionali. La serietà e la professionalità con la quale abbiamo svolto tutto il processo ci è stata riconosciuta dalla stessa IUCN che ci ha assegnato il ruolo di guida per lo sviluppo di IUCN nei Balcani e nel Nord Africa.

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