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Nuova vita per il vecchio Pertus

Pian del Re, alta Valle Po, 15 ottobre 2014. Alle 9 del mattino sono in tanti a mettersi in cammino per il Colle delle Traversette. Da oriente, un pallido sole stenta a fare capolino nel cielo velato, ma il meteo induce all'ottimismo e il Monviso è vestito a festa. Inzuccherato da un velo di neve fresca, pare aver scelto l'abito delle grandi occasioni.
Il 15 ottobre si inaugura il "nuovo" Pertus. A più di cinque secoli dalla realizzazione, il Buco di Viso inizia una nuova vita, non più al servizio di colonne di muli carichi di sale e relativi conducenti, ma a disposizione dei molti camminatori impegnati sul Tour del Monviso.

  • Toni Farina
  • Ottobre 2014
Lunedì, 20 Ottobre 2014
  • Stampa
Neve fresca sul Monviso Foto Toni Farina Neve fresca sul Monviso Foto Toni Farina
Il Monviso visto dalla Meidassa
Foto Toni Farina
Il Monviso la mattina del 14 ottobre 2014
Foto Toni Farina
In marcia fra il Pian Mait e il Pertus
Foto Toni Farina
All'ingresso sul versante italiano
Foto Toni Farina
Il taglio del nastro
Foto Renzo Ribetto
Il taglio del nastro
Foto Gabriele Mariotti
Sul versante francese
Foto Toni Farina
I saluti ufficiali
Foto Toni Farina
Parco del Po cuneese
Foto Toni Farina
Vessilli
Foto Toni Farina
Vista a occidente sul Queyras; sullo sfondo, gli Ecrins
Foto Toni Farina
Sul Colle delle Traversette; a destra la Meidassa innevata
Foto Toni Farina
Vista a oriente sulla Valle Po
Foto Toni Farina

Il sole infine ha avuto la meglio sulle nuvole, un tiepido sole ottobrino che ha riscaldato il giusto la cerimonia, sobria ma partecipata, di apertura "ufficiale" sul versante italiano. Sono seguiti, sul versante francese, i discorsi: il rappresentante della sottoprefettura di Briançon, i saluti del Sindaco di Crissolo a nome dei comuni della Valle Po, il Presidente del Parco regionale francese del Queyras, Vincenzo Coccolo, direttore della Direzione Economia montana e Foreste, ha evidenziato la celerità dell'intervento, ostacolato da un'estate tutt'altro che propizia sotto il profilo meteorologico, il Consigliere Paolo Alemanno ha portato i saluti del Consiglio regionale del Piemonte. Infine, l'Assessore regionale ai Parchi Alberto Valmaggia ha sottolineato l'importanza dell'opera per lo sviluppo dell'attività escursionistica, basilare per il futuro della montagna.

Attraverso i secoli, attraverso le Alpi

Questo lo slogan scelto per la riapertura del Buco di Viso. Un'opera che ricorda che le Alpi che non sono una barriera, "né per i venti né per le genti".Non lo sono oggi, e non lo state nei secoli. Le attraversava l'uomo "cacciatore e raccoglitore" dei primordi, e millenni più tardi gli eserciti di Roma e Cartagine, gli ultimi con tanto di elefanti al seguito. Pellegrini, emigranti, contrabbandieri, commercianti, semplici viandanti, uomini in fuga e uomini in guerra sono transitati su colli e crinali.Infine sono giunti les touristes, ricchi inglesi in cerca di orizzonti e suggestioni. Spirito coloniale, animo esploratore, il piacere della scoperta: un insieme di fattori li spingeva a passare la Manica per venire a faticare sulle giogaie alpine.
Non era invece la ricerca del piacere, bensì mera necessità a motivare le colonne di uomini e bestie da soma che, nel tardo medioevo, lasciavano il mare e il sole di Provenza per salire sulle Alpi. Par di vederli attraverso i campi di lavanda, e poi a nord in compagnia della Durance. A Guillestre lasciavano la comoda via per Briançon per seguire a oriente l'affluente Guil. Il Queyras: il primo tratto un vero budello, con la promessa tuttavia, passata l'arcigna gola di Chateau, di dolci pascoli e tappeti di larice.
Il Monviso, a dire il vero assai poco "vesulus" in terra di Francia, li accoglieva ormai prossimi al confine. Rimaneva l'erta finale per le Traversette (toponimo non casuale), colle a 2950 metri fra il Monte Granero e le Rocce Fourion. Erta ripida, ma non pericolosa. Il pericolo era oltre, di là del crinale, spesso celato dalle nebbie che dalla pianura risalgono la Valle del Po fin sulle cime, ricacciate dalle brezze d'occidente. Orientato a nord, ingombro di neve e ghiaccio fino a estate inoltrata, il pendio sotto il colle costituiva il punto nodale del viaggio. Un vero problema.

Un "pertus", ecco la soluzione. Il Pertus!

Soluzione velleitaria, rivoluzionaria. Una galleria sotto le Traversette (un by pass, si direbbe oggi), per evitare quell'insidioso pendio sul versante subalpino. Correva l'anno 1475 quando, artefice Ludovico II, Marchese di Saluzzo, si decise l'ardita realizzazione. Settacinque (75) metri scavati nella roccia seppur tenera delle Cozie. Diciotto (18) mesi di piccone e scalpello, nel clima ostico dei quasi 3000 metri.
Ma il sale era più prezioso dell'oro.
Venute meno le finalità commerciali a fine '800 il traforo ha inizia la sua seconda vita: niente più merci ma turisti-camminatori. Il Pertus diventa un elemento di attrattiva che aggiunge pathos al già ricco Tour del Monviso, ragion per cui più volte ci si affanna a garantirne l'agibilità, problematica soprattutto sul versante francese, soggetto a continue colate di detriti.
Gli interventi si succedono, a volte importanti a volte meno, ma sempre provvisori. Di qui la necessità di un intervento più "definitivo", in grado di garantire una più duratura agibilità per i moderni touristes.

 

Il filmato

"Attraverso i secoli, attraverso le Alpi" è anche il titolo di un breve ma coinvolgente filmato realizzato per l'occasione.
Il "corto" sarà proiettato nelle sale cinematografiche convenzionate AGIS prima dell'inizio dei film in programmazione.

Altre notizie...

... e approfondimenti sul sito del Parco del Po cuneese che ha curato la direzione lavori.

Per saperne di più sul progetto

Si può scaricare la brochure "Secoli di storia attraverso il Re di PIetra".
Realizzata a cura dell'Assessorato alla Montagna - Direzione Economia montana e Foreste della Regione Piemonte, oltre al progetto la brochure descrive la storia del Pertus, corredata da immagini d'epoca.

 

 

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Parco del Po cuneese valle po Monviso pertus

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