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Il “canalot”

Attira l'occhio e invita alla sosta a metà del viale di pioppi cipressini, prima del borgo, importante elemento di natura residuale nella piana coltivata.

 

  • Giovanni Boano, Museo civico di Storia naturale di Carmagnola
  • marzo 2014
Lunedì, 24 Marzo 2014
  • Stampa
Il “canalot”
Folaga
Foto: Luca Ghiraldi
Gallinella d'acqua
Foto: Toni Farina
La lanca detta il Canalot
Foto: Toni Farina
Luci invernali sul Canalot
Foto: Toni Farina
Moretta tabaccata
Foto: Toni Farina
Tuffetto
Foto: Giorgio Gertosio

Una zona umida di forma allungata, con una fitta copertura di ontani neri e, in parte, interessata da un pioppeto di più recente impianto.
Nonostante la relativa lontananza dall'attuale corso del Po (il fiume scorre 2,5 km più a ovest, presso Carignano), questo stagno si è certamente originato in tempi passati dalla divagazione del fiume. L'estensione della zona allagata è molto variabile a seconda delle stagioni e della piovosità, ma anche in caso di forte riduzione la presenza di tife e altre erbe palustri è sufficiente a consentire la riproduzione di anfibi e la sosta di varie specie di uccelli.
Soprattutto in primavera si è accolti da un coro di rospi smeraldini e raganelle. Così come è facile scorgere sull'acqua ferma le folaghe, piuttosto confidenti, mentre le gallinelle d'acqua, più timorose, tendono subito a nascondersi fra le tife. Difficile da vedere è anche il tuffetto, che tuttavia si fa notare per il suo verso: un caratteristico trillo prolungato, talvolta emesso in duetto.
Fra le specie più rare osservate al Canalot va citato l'airone rosso che negli ultimi anni frequenta l'area non solo in periodo migratorio, ma per l'intera stagione riproduttiva (individui che, con molta probabilità, nidificano in zone limitrofe e approfittano dell'abbondanza di anfibi).
Non rara la presenza di rapaci quali la poiana e il lodolaio, che probabilmente sfrutta vecchi nidi di poiana sui pioppi. Più raro il falco pecchiaiolo, osservato però anche in periodo riproduttivo.
Eccezionale nella primavera 2011 è stata la rilevazione del nido di una coppia di moretta tabaccata (è stata tra l'altro osservata la femmina seguita da 6 anatroccoli). Un evento di grande interesse ornitologico che, pur non ripetendosi, è valso a confermare le qualità dello stagno (l'unica nidificazione nota di quest'anatra tuffatrice in Piemonte risale all'inizio del secolo scorso).
Qualità da conservare con opportune misure di tutela, contribuendo così a creare, grazie alla vicinanza del borgo, un prezioso insieme di storia e natura.

Info

Museo civico di Storia naturale di Carmagnola
www.storianaturale.org/carmagnola_old/

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