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Parco Alpe Devero (e Alpe Veglia): Alpeggio di Corte d’Ardui

Si cammina nel bosco, con i pensieri che non vanno al di là della cima dei larici. Nessuna meta, nessuna aspettativa, solo il ritmo minimale e cadenzato dei passi, fine a se stesso. Così la radura giunge inattesa: una distesa d'erba, o di neve, protetta dal lariceto.
Impossibile non fermarsi, anche solo per qualche attimo, a osservare, a "respirare" frammenti di paesaggio. Che raccontano di natura e di lavoro montanaro.

  • Toni Farina
  • gennaio 2014
Giovedì, 20 Marzo 2014
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Parco Alpe Devero (e Alpe Veglia): Alpeggio di Corte d’Ardui
Corte d'Ardui all'inizio dell'inverno
Foto: Toni Farina
Corte d'Ardui all'inizio dell'inverno
Foto: Toni Farina
Crampiolo
Foto: Paolo Vairoli
Parco Alpe Devero (e Alpe Veglia): Alpeggio di Corte d’Ardui
Inverno a Devero
Foto: Toni Farina
Inverno generoso
Foto: Toni Farina
Macchia di colore nell'inverno
Foto: Toni Farina
Nel lariceto verso Corte d'Ardui
Foto: Toni Farina
Neve
Foto: Toni Farina
Piena estate a Corte d'Ardui
Foto: Toni Farina
Sotto una nevicata leggera
Foto: Toni Farina
Verso Corte d'Ardui
Foto: Toni Farina
Parco Alpe Devero (e Alpe Veglia): Alpeggio di Corte d’Ardui

La radura di Corte d'Ardui, storico alpeggio che si incontra salendo dalla piana di Devero verso il Grande Est, nelle Alpi Lepontine. Mezzora di cammino tranquillo e poi... un lembo di cielo, una distesa d'erba, o di neve, protetta dal lariceto. In fondo alla piccola radura due piccole case di pietra, che d'inverno spesso scompaiono, sommerse dalla neve.

Verso il Grande Est

Corte d'Ardui è il primo incontro della camminata (camminare!) verso le vaste aree di pascolo nell'oriente di Devero. Il nome stesso di "corte" lo qualifica come stazione intermedia nei percorsi di inalpamento estivo tra Devero e gli alpeggi alti del Grande Est, le alpi Sangiatto e Forno in particolare, dove viene ancora oggi prodotto il pregiato formaggio Bettelmatt.
Una radura tra gli estesi lariceti subalpini, pochi rustici di pietra e gli ultimi e più alti prati da sfalcio: a 1700 metri di quota, tra i più elevati delle Alpi.
Ma anche uno snodo di sentieri: è qui si stacca il sentiero che porta all'Alpe Sangiatto e quindi, valicata la Bocchetta di Scarpia, scende nella conca erbosa di Pojala, il grande alpeggio della scomparsa comunità Walser di Agaro.Gli splendidi prati da sfalcio di Crampiolo e di Corte d'Ardui sono il risultato di un'opera secolare dell'uomo montanaro: opere di irrigazione e drenaggio, spietramento e concimazione.

La visita

Breve e di tutto riposo, l'itinerario per Corte d'Ardui coincide con la parte iniziale del sentiero diretto ai laghi e alla zona di alpeggi del Sangiatto. Dall'inizio della piana di Devero ci si dirige a destra seguendo le indicazioni per i citati alpeggi del Sangiatto (a pochi passi si incontra un pannello info).
Si attraversa subito il rio principale e si procede alternando tratti in piano a brevi salite sulla sinistra orografica della gola. Mezzora di tranquillo cammino fra larici, rododendri e mirtilli (l'ambiente è il tipico rodoretum vaccinietum) e si esce nella radura di Corte d'Ardui.
Pochi passi ancora e si esce nella ben più vasta radura di Crampiolo (www.crampiolo.it/).
Ritorno. Sul lato opposto della valle, lungo il Sentiero Natura del Vallaro. Con neve la pista è battuta... e si passa dal Lago delle Streghe (d'inverno vanno in letargo...).
La passeggiata in sintesi
Quota Corte d'Ardui: 1760 m (Crampiolo 1780 m).
Tempo di salita: 1 h. Dislivello: 150 m

Devero, in ogni stagione

A differenza della gemella Alpe Veglia, Devero non pone limiti temporali: si concede in ogni stagione. E ogni stagione ha i suoi perché: l'estate ovviamente, tripudio d'erbe. L'autunno, tripudio di larici (i larici secolari della Val Buscagna). E l'inverno, tripudio di cristalli.
D'inverno Veglia riposa ma Devero è un via vai di tracce. Sci stretti, sci con le pelli, ciaspole: è ideale per vagabondaggi sulla neve l'Alpe sopra Goglio. L'inverno a Devero è davvero magico. E andare a Corte d'Ardui sotto una nevicata leggera è un'esperienza da provare.
Meteo, e condizioni del manto nevoso permettendo, si può poi continuare per cime e bocchette. La Bocchetta di Scarpia, la Bocchetta d'Arbola, per traversare nella Binntal. La Scatta Minoia, per traversare in Val Formazza. Oppure in direzione opposta, in Val Buscagna (Grande Ovest), fino alla remota Scatta d'Orogna.
Sono camminate da "Grande Nord", per fondisti della neve. Più agevoli e alla portata di ogni ciaspolatore (e sci alpinista) sono invece la zona Alpe Misanco-conca del Lago Nero, nel Grande Ovest, e gli splendidi altopiani del Sangiatto, all'inizio del Grande Est.

Nel Grande Est

Oltre Crampiolo si allunga sinuoso il "fiordo" di Codelago. L'itinerario descritto conduce però più in lato, sugli ampi terrazzi che caratterizzano la zona del Sangiatto, sul lato sinistro orografico della valle.
Raggiunta Corte d'Ardui, e lasciata a sinistra la via per Crampiolo, si attraversa il Rio Sangiatto per proseguire su pista trattorabile. Abbandonata la pista, si risale la valletta detta Canaleccio con direzione Lago di Agaro. Si va così verso il Passo della Forcoletta (1899 m), poco prima del quale si intuisce sulla sinistra la traccia di sentiero diretta al Lago superiore di Sangiatto. Superato un tratto ripido, si attraversa su terreno più aperto un ampio avvallamento.
Con andamento a semicerchio, si supera ora una successione di avvallamenti e panoramici crinali. Si va poi in direzione nord verso l'ampia conca che ospita il Lago superiore del Sangiatto (2034 m; 2,15 h da Devero). Percorrendone la sponda destra, si raggiunge una palina segnavia e si scende aggirando un dosso verso le casere dell'Alpe Sangiatto (2010 m, luogo di produzione del formaggio Bettelmatt). Sullo sfondo, la Punta d'Arbola segna il limite del Grande Est. Dall'alpe, con neve sicura è possibile risalire gli ampi pendii verso la Corona Troggi (ideale per sci-alpinismo).
Dall'alpeggio si ritorna a valle lungo la via diretta. Scesi al Lago inferiore del Sangiatto, con percorso evidente e segnalato si prosegue lungo la pista trattorabile, tagliandone per convenienza alcuni tornanti. Con percorso costante nel bosco, prestando attenzione ad alcuni tratti ripidi, si scende nella valletta dove scorre il Rio Sangiatto per proseguire senza difficoltà sul sentiero verso Corte d'Ardui. Raggiunto l'alpeggio, è immancabile la breve variante per visitare Crampiolo.
In sintesi
Quota max: Lago Superiore di Sangiatto, 2034 m. Dislivello: 400 m
Tempo: 4 h.

Nel Grande Ovest

Si va nel Vallone di Buscagna, al cospetto delle guglie del Cervandone, del Cornera e dell'Helsenhorn. Da Piedimonte (in fondo alla conca, oltre gli impianti di risalita), si attraversa il ponte sul Rio Buscagna e si sale con percorso evidente seguendo le indicazioni Alpe Misanco-Lago Nero. Tra i larici, costeggiando il torrente, si raggiungono in circa un'ora i pascoli dell'Alpe Misanco (1907 m), con le sue casere restaurate. Si prosegue tra vallette e crinali in direzione di un'evidente sella, passando accanto a larici secolari. Superato un tratto ripido, si accede a una valletta oltre la quale, spostandosi a destra, si rientra nel lariceto. Con saliscendi in mezzo a cospicui massi, si devia a sinistra verso la depressione del Lago Nero (1,30 h da Devero). Prosecuzione possibile sugli ampi e aperti pendii verso i Passi di Buscagna (2280 m).
Con neve assestata, è possibile il rientro a Devero lungo la Val Buscagna (sentiero GTA).
In sintesi.
Quota max: Lago Nero, 2000m. Dislivello 350 m. Tempo: 2,5 h.

Come arrivare

Con mezzi propri
Con l'autostrada Voltri-Sempione si raggiunge Gravellona Toce, da dove una veloce superstrada porta a Crodo, all'imbocco della Valle Antigorio. Da Crodo si va a Baceno e quindi a Goglio, da dove un'impervia strada porta a Devero.
Con mezzi pubblici
Linea ferroviaria del Sempione fino a Domodossola, quindi con autobus Linee Comazzi a Baceno. Da Baceno a Devero con servizio Prontobus (info presso il parco).

Nel parco informati

Ente di Gestione delle Aree protette dell'Ossola, via Castelli 2 Varzo.
Tel. 0324 72572. E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.areeprotetteossola.it

Un pensiero dall'Alpe

All'Alpe Devero ci si riappropria del lento fluire delle stagioni. L'Alpe è magnifica in ogni momento, ma soprattutto quando l'inverno cede il passo all'esplosione della natura durante la rinascita della primavera, o quando lentamente la frenesia dell'estate sfuma nei colori dell'autunno. È in questi giorni che si assapora pienamente la solitudine e la bellezza di questi luoghi che sembrano appartenerti. Diventa allora rigenerante percorrere i sentieri e ritrovare il ritmo lento dei passi scandito dal proprio ansimare, scoprire le tracce furtive degli animali con cui condividere questo angolo di paradiso. Dietro ad ogni curva, a ogni balza rocciosa, ci attendono paesaggi maestosi o incontri inaspettati.
La bellezza fa bene all'anima, apre la mente intrappolata in logiche non più a misura d'uomo e spesso insensate. Vivendo qui, capisci l'importanza di difendere questi luoghi non solo perché li porti nel cuore, ma soprattutto perché permettono a tutti di trovare in montagna il tempo di pensare, di immaginare un'altra vita. Abituati al suolo coperto dal cemento ed ai fiumi imbrigliati in argini e condotte, qui entri in un'altra dimensione, quella di un futuro che non rinnega gli insegnamenti del passato quando la natura e le stagioni dettavano i ritmi di una vita rispettosa dell'ambiente, fonte di ogni ricchezza.
Ritrovare questo equilibrio diventa un impegno personale e un nuovo modo di dare un senso alla propria vita, e soprattutto a quella delle generazioni future.

Devero, 12/12/2013
Rosy e Bruno Geiger
Associazione Parkè (www.park-e.org/home.html)

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