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Selvaggina a KM 0

Cinghiali, dall'abbattimento selettivo alla vendita di carne di qualità

  • A cura di Emanuela Celona
  • novembre 2013
Martedì, 18 Marzo 2014
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Selvaggina a KM 0

Da anni i parchi del Piemonte contribuiscono alla riduzione della presenza del cinghiale con sistematici abbattimenti selettivi che - applicando i piani approvati dalla Regione per il contenimento dei danni all'agricoltura, la riduzione dei rischi territoriali che il sovra-popolamento di questa specie genera – riescono a contenere numericamente la popolazione degli ungulati notoriamente molto prolifici, e anche causa molto spesso di incidenti stradali. Gli animali abbattuti sono in genere destinati in parte ai selecontrollori come rimborso spese e in parte destinate alla vendita in alcuni macelli piemontesi.

Oggi, però si aggiunge una novità. Per ottimizzare la domanda e l’offerta e permettere di poter gestire meglio i capi abbattuti, che altrimenti andrebbero all'incenerimento con una perdita di valori alimentare che ogni Ente di gestione  vorrebbe evitare, il Parco del Po e della Collina torinese – che ha ridotto nel 2012 il numero degli ungulati presenti, grazie agli abbattimenti selettivi, di ben 263 animali – in accordo con una macelleria (la Bertolone di Pino torinese), ha lanciato un’iniziativa: chi è interessato ad acquistare carne di cinghiale può prendere contatto con il parco, telefonando ai guardiaparco o al macello e prenotare l’animale intero o la mezzena. I guardiaparco procedono all’abbattimento con le caratteristiche di peso richieste e il macello procede a eseguire le visite e la lavorazione delle carni in tagli “da congelatore”, avvertendo poi il cliente che la carne è pronta e consentendo di prendere accordi per la consegna e il pagamento (per informazioni chiamare i guardiaparco: tel. 011 64880164).

Ma perché acquistare la carne dei cinghiali abbattuti dai guardiaparco? Una delle risposte è che la qualità della carne è decisamente elevata, tenendo conto che gli animali sono selvatici e che vivono sulla collina torinese, nutriti a ghiande e a quanto la natura offre, e non in allevamenti. Inoltre, i prezzi concordati con l’Ente parco sono decisamente competitivi: 10 € al kg e ovviamente la  macelleria è a disposizione del cliente per accordarsi su lavorazioni particolari del cinghiale (tipo salami e prosciutti). In questo modo si permette all’Ente di non avere spese di distruzione di ottima carne ma anzi di introitare risorse oggi indispensabili e quanto mai necessarie. Da prossimo autunno sarà anche possibile cedere gratuitamente a istituti benefici alcuni capi di cinghiale.

Ma il Parco del Po e della Collina torinese non è l’unico ad “occuparsi” del cinghiale. Nel Parco Naturale del Monte Fenera, ora confluito nell’Ente di Gestione delle Aree Protette della Valle Sesia, si attua dal 1998 il piano per la gestione e controllo numerico dell’ungulato. Le catture avvengono nella quasi totalmente mediante l’utilizzo di gabbie  e, per una parte minore, con la collaborazione di selecontrollori appositamente formati. Gli animali abbattuti vengono consegnati dal 2007 a un macello con certificazione CEE (Alicarni di Picco Felice con sede a Gattico - NO).
Dal 1998 al 2012 sono stati 2544 i capi di cinghiale abbattuti, con una media di 290 animali all’anno. Nel 2013 è stato approvato dall’Ente di Gestione delle Aree protette della Valle Sesia il piano di gestione e controllo numerico del cinghiale 2013 – 2018 (scaricabile qui: www.areeprotettevallesesia.it).

Anche L’Ente parco del Marguareis (nel Cuneese) gestisce diverse aree protette interessate dall'attività di controllo delle popolazioni di cinghiale e negli ultimi anni le attività di abbattimento si compiono con la sola partecipazione del personale tecnico e di vigilanza dell'ente. Le presenze di questa specie nel Parco del Marguareis sono state oggetto di indagine a partire dal 1985, mediante l'osservazione di tracce su terreno innevato, metodologia considerata ottimale per la specie. L'attività di abbattimento selettivo è iniziata nel 1996 ed è sospesa dal 2008, ultimo anno di abbattimenti, per una loro forte diminuzione, dovuta sia a inverni particolarmente rigidi, sia alla presenza del lupo che ha nel cinghiale una delle prede preferite. In tutti questi anni sono stati abbattuti 360 capi. Nella Riserva di Crava Morozzo, come più in generale nella pianura cuneese, sino agli inizi degli anni ‘80 tali selvatici erano segnalati accidentalmente.
Attualmente, invece, si è di fronte a una presenza stabile, dovuta in parte a un ampliamento dell’areale della specie, in forte aumento numerico nelle aree pedemontane adiacenti, in parte a causa di immissioni incontrollate di soggetti a fini venatori. I piani di controllo sono iniziati nel 1998 e proseguono senza soluzione di continuità, con un totale di 124 capi abbattuti in questi anni. Nella Riserva  delle Sorgenti del Belbo, la particolare tipologia ambientale dell’area e la presenza di istituti gestionali volti alla protezione della fauna delle aree circostanti hanno portato a un incremento della specie che l’attività venatoria stenta a contenere. Sono di conseguenza aumentati in modo esponenziale i danni alle coltivazioni agricole.
Per il rilevamento della consistenza del popolamento di cinghiali, vengono utilizzate le osservazioni serali da punti fissi e i percorsi notturni con faro. I Piani di controllo sono iniziati nel 1997, sono proseguiti ininterrottamente e hanno portato all'abbattimento totale di 260 capi fino al 2012.
Da pochi anni nella Riserva di Bene Vagienna ha fatto la sua comparsa il cinghiale, proveniente probabilmente dalla vicina Langa dove la specie sta conoscendo un continuo incremento dovuto all’abbandono delle zone boschive. A partire dal 2003 le presenze del suide sono aumentate creando notevoli danni alle colture agrarie. I piani di controllo sono iniziati nel 2004 e sino al 2012 hanno portato all'abbattimento di 21 capi in totale. Questa attività costituisce una fonte di entrate finanziarie per l'Ente che per il 2012 ammonta a € 8.150,00. I capi abbattuti vengono conferiti a una macelleria autorizzata in Valle Pesio.

Si ringrazia per la collaborazione dei referenti delle Aree protette citate.

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