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Una riserva naturale per la Scrivia

Scrivia, ultimo affluente del Po in Piemonte. I romani la chiamavano Hira, il termine "Scrivia" appare per la prima volta soltanto nel IX secolo, in un documento contenente un elenco di beni dati alla chiesa di San Lorenzo a Tortona da una certa Teberga.
La prima "apparizione" della dicitura "Parco della Scrivia" risale invece al 1984. Un centinaio di ettari di terreni demaniali dati in concessione gratuita al Comune di Castelnuovo.

  • Toni Farina
  • Marzo 2016
Mercoledì, 2 Dicembre 2015
  • Stampa
Alba nella riserva Foto Bruno De Faveri Alba nella riserva Foto Bruno De Faveri
Airone in volo
Foto Bruno De Faveri
Torrente Scrivia
Foto Bruno De Faveri
Torrente Scrivia
Foto Toni Farina
Riflessi d'autunno
Foto Bruno De Faveri
Atmosfera Scrivia
Foto Bruno De Faveri
Atmosfera Scrivia
Foto Bruno De Faveri
Lungo la Scrivia
Foto Bruno De Faveri
La zona dei gerbidi
Foto Toni Farina
Rugiada
Foto Toni Farina
Bruco
Foto Piera Bionda
Maculinea arion
Foto Nicola Scatassi
Zerynthia cassandra
Foto Nicola Scatassi
Airone cenerino
Foto Bruno De Faveri
Pavoncella
Foto Bruno De Faveri
Lepre
Foto Bruno De Faveri
Lepri d'inverno
Foto Bruno De Faveri

Dieci anni più tardi fu presentata alla Regione Piemonte una formale richiesta di istituzione di un'area protetta comprendente una riserva naturale sulla riva destra, fra il ponte dell'autostrada A7 e il ponte sulla SP87, all'altezza di Castelnuovo. La richiesta prevedeva anche  una zona di salvaguardia su entrambe le rive. La richiesta aveva come latori un locale, attivissimo Gruppo ambiente, il WWF, le due associazioni venatorie Arci e Federcaccia, le confederazioni agricole, i pescatori e i comuni di Castelnuovo Scrivia, Guazzora, Alzano Scrivia e Molino dei Torti.
Nonostante l'ampia convergenza la richiesta non ebbe seguito. Ancora acqua doveva scorrere nell'ampio letto del torrente. I primi anni del nuovo millennio furono però periodi di magra, e non furono rare le volte in cui, sotto al ponte di Castelnuovo, non scorresse alcunché: solo ciottoli nel letto della Scrivia, deflusso minimo affatto vitale, segno tangibile di una gestione della risorsa acqua tutt'altro che "sostenibile".
Occorreva attendere il mese di gennaio del 2012. La nascita della riserva fu quasi una sorpresa. Un'area protetta in "tono minore", con una fascia di tutela ridotta rispetto alle ipotesi iniziali, ovvero con la riserva naturale limitata a una porzione della riva destra.
Estensione a parte, fu subito chiaro che un'area protetta, con tutte le sue problematiche, non poteva essere correttamente gestita da forze locali, certo animate da buona volontà e forti motivazioni, ma senza le necessarie competenze e professionalità. Ma la Scrivia confluisce nel Po (a pochi chilometri da Castelnuovo) e fu quindi logico per la Regione Piemonte pensare di affidarla all'Ente di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino.

Scrivia, torrente o fiume?

Torrente certo, con significative variazioni di portata. Un torrente "anomalo", considerate le dimensioni dell'alveo che in talune zone ricordano davvero un fiume.
Un torrente prezioso per gli uccelli: con il suo andamento sud-nord, la Valle Scrivia costituisce una via di transito ideale per le specie migratorie in transito fra il Mar Ligure e le Alpi. I numeri testimoniano il valore ambientale del torrente: sulla Scrivia sono state censite ben 244 specie, ossia il 50% di tutte le specie di uccelli presenti in Italia.
Diffusi sono gli ardeidi, dal comune airone cenerino alle nitticore al più raro airone rosso. Osservabili con relativa facilità sono la pavoncella, il cavaliere d'Italia e molte varietà di anatre, come il codone e il fischione.
La colorazione del piumaggio è l'elemento che facilita l'osservazione del martin pescatore e del gruccione. Proveniente dall'Africa a inizio estate, quest'ultimo è uso fare il nido nelle pareti d'argilla. Abitudini simili ha il topino, piccola rondine un tempo molto diffusa ma che oggi che ha, proprio nella bassa Valle Scrivia, fra Castelnuovo e Alzano, una delle poche zone di nidificazione.
Una delle caratteristiche di maggior interesse della riserva naturale è l'estesa zona di praterie aride (denominate anche "gerbidi)", situata nel tratto meridionale. Una zona all'apparenza povera sotto il profilo naturalistico, in realtà ricca di elementi di pregio, a partire dalle farfalle.
La zona in questione ospita infatti specie rare, come Zerynthia cassandra e Maculinea arion. La prima è una specie precoce (vola tra aprile e maggio per circa due settimane), molto localizzata, presente sulla Scrivia con pochi individui. Stessa condizione per Maculinea arion, che pur con una popolazione di pochissimi individui è molto importante dal punto di vista della conservazione. Il particolare ciclo biologico la rende infatti molto vulnerabile e, per tale ragione, è specie tutelata dalla Direttiva Habitat e considerata "Endangered" (in pericolo) dalla Lista rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature).
La zona dei gerbidi è anche il luogo ideale per osservare la lepre, Lepus eropaeus. Il nome lepre europea, o anche lepre comune, la contraddistingue dalla lepre variabile alpina. Comune lo è però solo di nome: un tempo diffusa in molte zone di pianura, la specie ha oggi ridotto in modo sensibile il suo areale e, proprio lungo la Scrivia, ha trovato una vera roccaforte di sopravvivenza.

Grande ricchezza vegetale

Di pregio, non solo nella piccola area protetta, è la componente vegetale del torrente, sia come specie arbustive e floreali, sia come specie d'alto fusto.
Biancospino, ligustro, equiseto, finocchio selvatico, fusaggine, luppolo, rosa canina e sanguinello arricchiscono di profumi e colori le rive della Scrivia nel corso della primavera e dell'estate.
Una citazione a parte va riservata al gualdo, Isatis tintoria, specie arbustiva che ha avuto un ruolo importante nella storia di Castelnuovo e del territorio circostante. Le foglie del primo anno erano infatti utilizzate per ricavare la tinta blu: il blu dei blue jeans. Scomparsa nel corso del Novecento, la specie è stata reintrodotta a margine della Scrivia, in sponda destra, a monte di Castelnuovo.
A proposito di interventi non si può non citare il Bosco dei Neonati: un albero piantato per ogni nato a Castelnuovo, a partire dal 1994. Una bella operazione che ha dato esiti più che lusinghieri: il bosco si è consolidato e a fine 2015 si sono superati i mille alberi. Querce, frassini, aceri campestri, ciliegi selvatici e pioppi bianchi ombreggiano un'area in parte demaniale e in parte di proprietà comunale collocata all'interno della riserva naturale, mezzo chilometro a monte della confluenza con il Torrente Grue.
Le chiome degli alberi dispensano ombra e frescura anche a beneficio di quanti percorrono la pista ciclopedonale sulla riva del torrente durante la calda stagione estiva. Alcuni notevoli esemplari di pioppo bianco si incontrano anche nel circondario, preziose occasioni d'ombra per quanti percorrono gli itinerari suggeriti.

Visitare la riserva naturale

Nella riserva informati

Ente di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino

Comune di Castelnuovo Scrivia

Leggi anche: "In bicicletta tra Tanaro e Scrivia"

 

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torrente scrivia gualdo castelnuovo scrivia

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