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Piemonte Parchi

Camargue, tra terra e mare

Nel Midì francese la tradizionale meta turistica rappresentata dalla foce del Rodano è un parco regionale, emozionante scrigno di biodiversità

  • Mino Lodola
  • Agosto 2014
Giovedì, 7 Agosto 2014
  • Stampa
Capanna in Camargue A. Molino Capanna in Camargue A. Molino
Cavalcare in Camargue
Foto A. Molino
Posto di guardia in Camargue
Foto A. Molino
Garzetta
Foto A. Molino
Tori in Camargue
Foto A. Molino
Cavalieri in Camargue
Foto A. Molino

Camargue frequentata meta di vacanzieri italiani, nota per il famoso pellegrinaggio tzigano, per i cavalli bianchi, e i tori neri, per le leggende che narrano di come le tra "sante marie" (non quelle dei panettoni!) approdassero 2.000 anni fa su questi lidi e per la Mirella di Mistral, il premio Nobel per la letteratura in provenzale è anche un autentico paradiso naturalistico e luogo di elezione per gli appassionati di bird-watching. Basta scegliere il periodo adatto quando la folla bagnante è meno numerosa oppure allontanarsi dai percorsi più battuti e a portata delle ruote delle auto.

La Camargue è luogo davvero unico terra e mare sono in continuo conflitto tra di loro, le onde che si frangono erodono la costa e il Rodano imponente continua a sversare i fini sedimenti raccolti sulle Alpi. Chilometri di un deserto fatto di dune, spiagge immense, stagni acquitrini e paludi.
I rari alberi si stagliano all'orizzonte dove di tanto in tanto si nota la presenza di qualche "cabane".
Le antiche case ricoperte in canna di palude con l'abside semicircolare rivolta in direzione del vento da cui si eleva un corno o una croce a cui fissare all'occorenza robuste funi. Dapprima dimenticate, sono diventate oggi ricercate seconde case. In Camargue non solo si costruiscono ancora tetti in paglia nuovi, ma si produce la paglia di canna (l'unica reperibile sul mercato essendo pressoché estinta quella di segale) per mezza Europa. Il Mistral è l'altro grande attore di questo paesaggio.

Vento terribile che soffia verso il golfo spazzando ogni cosa e sollevando nugoli di sabbia è bene non incontrarlo se si va in bicicletta. In favore di vento di sembra di volare quasi fossi in moto ma risalire contro-vento è una fatica davvero improba. Bicicletta perché, a meno non si possegga un cavallo che ha il vantaggio di poter allargare un po' più dall'alto l'orizzonte, è l'ideale per muoversi (cioè pedalare) sulle stradina bianche chiuse al traffico o sui lunghissimi argini che separano il mare dalle lagune salmastre e dalle saline. Nelle saline di Guerande (dove c'è anche un ecomuseo) il sale è ancora prodotto all'antica con il sole e le vasche salanti. E proprio al centro di questo abbagliante sistema di camere sull'isolotto di Fangassier, migliaia di coppie di fenicotteri provenienti da tutto il bacino del mediterraneo, si accoppiano e allevano le nuove generazioni. Il numero di coppie oscilla di anno in anno ma può arrivare sino a 30.000. Attenzione però perché il minimo disturbo potrebbe essere fatale e scatenare un panico distruttivo.
I fenicotteri sono i signori del cielo della Camargue , all'alba e al tramonto li vedi volare in formazione dai e ai quartieri notturni. Ma è impossibile elencare tutte le specie ornitiche che nei vari periodi dell'anno è possibile osservare. Sono presenti più o meno tutti gli ardeidi del paleo-artico e d'inverno un gran numero di paperi e svassi.

Il Parco ornitologico di Pont de Crau (privato, ingresso a pagamento) è il posto più idoneo per osservare gli uccelli della Camargue in libertà. Ci sono si alcune gabbie riservate però ad animali problematici che non è più possibile rimettere in libertà (cicogna nera, gufo reale, capovaccaio, biancone) ma negli stagni circostanti la presenza di cibo garantisce un regime di semilibertà e assidue frequentazioni da parte di molte specie. Gli uccelli comunque possono andare e venire a loro piacimento. Al Pont de Rousty si trova in Centro visite del parco regionale e il l Musée de la Camargue presenta l'esposizione titolata "Le fil de l'eau...le fil du temps en Camargue" . Dal parcheggio inizia pure il sentiero du mas du Pont de Rousty oche si sviluppa per circa 3,5 Km illustra le attività agricole proprie del XIX secolo con i terreni a pascoli, le coltivazioni e che raggiunge una "cabane" restaurata.

A la Capelliére, troviamo invece la sede della Riserva nazionale della Camargue : un sentiero di scoperta permette un primo approccio. Ma a la Cappelliére si può ottenere il permesso di visita alle vicine Saline de Badon dove un circuito di scoperta di 4,5 chilometri e numerosi capanni di osservazione permettono di ammirare qualcuno delle oltre 260 specie di uccelli presenti su questo territorio..
Nel Demajne (privato) di Mejan, troviamo infine un trenino turistico, l'arena per il combattimento dei tori (fortunatamente incruenta) e un sentiero percorrendo il quale si possono anche fare interessanti incontri naturalistici.

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