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Isole Lofoten, la luce del Grande Nord

Rispetto alla latitudine e alla stagionalità, l'arcipelago a nordest è lambito dall'acqua calda della Corrente del Golfo, che mitiga le temperature polari.

  • Claudia Patrone
  • Giugno 2023
Lunedì, 5 Giugno 2023
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La spettacolare veduta aerea di Henningsvær, villaggio di pescatori nelle Lofoten. - Foto E. Ohna da www.nordnorge.com La spettacolare veduta aerea di Henningsvær, villaggio di pescatori nelle Lofoten. - Foto E. Ohna da www.nordnorge.com

In Norvegia, non lontano dalla costa dei fiordi in direzione del Polo, incontriamo il luogo ideale per introdurre il tema della Giornata Mondiale degli Oceani, in programma il prossimo 8 giugno in base al calendario indicato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite. Improvvisamente, in confronto alla latitudine e alla stagionalità, ci troviamo di fronte ad un meraviglioso paradosso, che pure presenta precisi riscontri scientifici: il clima innanzitutto è mite, intendendo con questo sottolineare tutta una specifica identità locale, che si riflette sui caratteri, sulle attività, sull'economia e sulle più varie iniziative. Infatti, le isole Lofoten – che si trovano a nordest del Paese – sono lambite dalle acque calde della Corrente del Golfo, che mitigano le temperature marine polari e consentono all'area, a titolo di esempio, di beneficiare di canali aperti per la navigazione nella maggior parte dell'anno. In considerazione di questo, i vecchi del posto interpretano e testimoniano il clima che cambia in maniera più intensa, lungimirante e consapevole. A loro dobbiamo guardare, per immaginare i modi di alleggerire l'impronta ecologica, individuare soluzioni di intervento e impegnarci – individualmente e insieme – a modificare i nostri comportamenti inquinanti e insostenibili, al fine di contenere l'impatto ambientale e contribuire a preservare il mondo così come lo conosciamo.

Fragili e vitali ecosistemi: gli oceani in primo piano, le maree stanno cambiando

La Giornata Mondiale degli Oceani è la ricorrenza voluta dall'Organizzazione delle Nazioni Unite al fine di porre l'accento sul lavoro di conoscenza, studio e sensibilizzazione necessario per la tutela dell'ambiente marino, ecosistema e risorsa straordinaria per il mantenimento della vita sul pianeta, allo stesso tempo vulnerabile e già pericolosamente a rischio di impoverimento a livello della biodiversità. La data di giovedì 8 giugno 2023 si propone di affermare, sul piano internazionale, l'esigenza di uno sforzo comune tra scienziati, decisori politici, industrie, società civile e comunità locali per migliorare la consapevolezza sullo stato reale degli oceani. La comprensione e la connessione con la natura stabiliscono le basi per la convivenza e l'intervento, con l'obiettivo della conservazione. L'azione riguarda la pesca sostenibile, la presenza delle microplastiche, le attività estrattive, l'inquinamento delle acque, ma non solo: l'efficace sintesi linguistica e comunicativa che muove la celebrazione si rivolge, in linea generale, a tutto quello che la superficie liquida del nostro pianeta ci regala ogni giorno, a partire dall'ossigeno che respiriamo fino all'ispirazione che si leva nell'animo dei poeti. Anche perché l'osservazione dell'oceano e la salvezza della Terra sono strettamente legati: il primo, infatti, delinea l'equilibrio dell'esistenza biologica complessiva e svolge un ruolo fondamentale nell'articolato meccanismo di regolazione del clima; monitorare i cambiamenti fisici e chimici nell'acqua di mare consente di prevedere e, secondariamente, affrontare i processi ambientali e i pericoli naturali.

Ha un peso in tutto questo anche l'effetto-serra: l'incremento dell'evaporazione oceanica, indotto dall'aumento di temperatura planetaria, introduce in atmosfera nuovo vapore acqueo – gas-serra potente, a sua volta. Gli scenari che ne derivano implicano evoluzioni che hanno il potere di riconfigurare profondamente gli assetti macroclimatici, stravolgendo i grandi centri ciclonici e anticiclonici e modificando addirittura la direzione delle correnti oceaniche. Hanno già dimostrato gli effetti gli scienziati dell'Istituto per la Ricerca sull'Impatto Climatico di Postdam, in Germania: anche la Corrente del Golfo atlantica – il flusso di acque tropicali che in inverno mitiga, appunto, le temperature dell'Europa del Nord – potrebbe divenire instabile e dissolversi a causa del riscaldamento globale e del conseguente scioglimento dei ghiacci artici, innescando mutamenti potenzialmente distruttivi.

Si torna in Norvegia e alle Lofoten: spazi selvaggi, spettacoli naturali, suggestioni

Ritorniamo a quella regione lambita dalla Corrente del Golfo, dunque. Si presenta oggi come un Paese popolato da meno di cinque milioni e mezzo di abitanti, che vede nel promontorio di Capo Nord il punto più settentrionale del continente. Reso ricco di valori dalla cultura tradizionale indigena sami, il popolo delle renne che risiede principalmente nel Finnmark, restituisce al visitatore panorami remoti, dove vive in libertà una ragguardevole quantità di specie animali selvatiche, tra alci, cervi, ermellini, linci, volpi artiche, lupi, orsi neri e polari, i rari buoi muschiati, le balene e un'avifauna con rapaci di tutto rispetto. Rivestono attrazioni di rilievo l'aurora boreale e il sole di mezzanotte, fenomeni osservabili rispettivamente dal tardo autunno all'inizio della primavera e in estate. La costa norvegese, dove lo skrei – il merluzzo artico – arriva ogni anno a fine inverno per deporre le uova, si estende per più di venticinquemila chilometri; senza i fiordi e le baie – la più alta concentrazione al mondo – la sua lunghezza supererebbe appena i duemilacinquecento. Record nazionale ed europeo rappresenta il ghiacciaio Jostedalsbreen – quattrocentottantasette chilometri quadrati, per sessanta di lunghezza – che dà il nome anche al Parco naturale che lo tutela: riguarda la porzione che resta del rivestimento glaciale che ricopriva la Scandinavia intera diecimila anni or sono, che riesce a rinnovarsi e mantenersi più per quantità di precipitazioni che per rigidezza di temperature. Qui i fiordi si formarono in seguito al ritiro dei ghiacci, quando l'acqua del mare raggiunse l'interno delle vallate. Riconosciuti patrimonio per l'Unesco sono il Geirangerfjord e il Nærøyfjord; il primo ha ottenuto anche la certificazione di Destinazione Sostenibile, marchio di qualità rivolto a ridurre l'impronta negativa del turismo.

Osservando la parte centrale in direzione del Polo, nella contea di Nordland il litorale è molto frastagliato: comprende la maggior parte delle isole Lofoten e Vesterålen e il Parco Nazionale Rago, che confina con la Svezia. Verso nord, la contea di Troms og Finnmark presenta la popolazione meno numerosa del subcontinente scandinavo, mentre in direzione meridionale, nel Trøndelag, si trovano altri sei parchi nazionali – Blåfjella-Skjækerfjella, Børgefjell, Dovrefjell-Sunndalsfjella, Femundsmarka, Forollhogna e Skarvan og Roltdalen. Ovunque, in ogni modo, la natura riveste un ruolo onnipresente di primo piano: oltre ai quarantasette Parchi Nazionali, di cui quaranta sono sulla terraferma e sette marini nell'arcipelago Svalbard, la Norvegia ha organizzato un'ottima rete di tutela, a salvaguardia del 15% della sua superficie; non mancano, pertanto, pure Monumenti Naturali, Paesaggi Protetti e Riserve Naturali, queste ultime con un livello e obiettivi di conservazione più stringenti.

 

Link utili per approfondimenti:

– www.visitnorway.com

Ha una vetrina in quattordici lingue, l'ente del turismo norvegese: la versione italiana presenta itinerari, descrive attrattive dei luoghi, propone offerte.

– www.nordnorge.com

Contea di Nordland, che comprende la maggior parte dell'arcipelago delle Lofoten: ci sono pagine dedicate alle attività che si possono svolgere tutto l'anno.

– www.visitsorlandet.com

Le attività della regione meridionale della Norvegia, punteggiata da piccoli villaggi: la visita dell'entroterra è consigliata ai naturalisti, gli amanti dei paesaggi apprezzeranno i traghetti di linea che collegano la costa alle isole. In inglese.

– www.visitlofoten.com

Il sito turistico sulle isole, in inglese.

– www.kautokeino.nu

Finnmark, altopiano dove resiste l'antica cultura sami: indirizzo web dell'ente del turismo della regione di Kautokeino, in inglese.

– www.fjordnorway.com

Caratterizzano la Norvegia occidentale i celebri fiordi: il sito, anche in inglese.

– www.visitnordkapp.net

Fotografie, webcam, informazioni per esplorare, conoscere e visitare la falesia di Capo Nord.

– www.kystriksveien.no

Costa centrale, vicino all'isola di Vega: guida online sulla strada litoranea, anche in inglese.

– www.sognefjord.no

Braccio patrimonio dell'umanità dell'Unesco anche per il fiordo Sognefjord: sito anche in inglese.

– www.lillehammer.com

Il sito della città olimpica di Lillehammer propone itinerari per i turisti, in inglese.

– www.unworldoceansday.org

Qui si trovano tutte le informazioni sulla Giornata Mondiale degli Oceani promossa dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

– www.emso.eu

Tutte le attività e le notizie dell'Osservatorio Multidisciplinare Europeo dei fondali marini e della colonna d'acqua, che testimonia sul campo la ricerca scientifica rivolta allo studio del mare.

 

L’aurora boreale, fenomeno osservabile tra il tardo autunno e l’inizio della primavera - Foto V. Moloekken da www.nordnorge.com
Grandi spazi incontaminati offrono alle balene un ecosistema favorevole - Foto M. Bril da www.nordnorge.com
Tramonto sul mare alle Lofoten - Foto K. Folsland Olsen da www.nordnorge.com
L'andamento della costa norvegese fa sì che misuri venticinquemila chilometri, se fosse lineare arriverenbbe appena a 2500 - Mappa Google Maps

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