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C'è roditore e roditore

Dopo l'annunciato e gradito ritorno del castoro, il Friuli Venezia Giulia è impegnato nel contenimento della nutria.

  • Clizia Bonacito
  • Gennaio 2019
Venerdì, 18 Gennaio 2019
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Sulla destra, una coppia di nutrie. A sinistra, un esemplare di castoro (Foto Pixabay) Sulla destra, una coppia di nutrie. A sinistra, un esemplare di castoro (Foto Pixabay)

Quando frequentavo l'Università a Trieste, si potevano approfondire argomenti di biologia marina, di licheni, di cervidi, ma non riguardanti i roditori... Forse oggi, i tempi sono cambiati e qualche professore, invece, parlerà di roditori ai propri studenti, considerato il recente ritorno del castoro in Friuli Venezia Giulia e il piano triennale per l'eliminazione della nutria, altro roditore, varato dalla stessa regione.

Il ritorno del castoro

Precisiamo innanzitutto che, se si parla di "ritorno" del castoro, va da sé che una volta questa specie c'era. E quindi non lo si può ritenere né alloctono né esotico né alieno, ovvero non presente naturalmente sul territorio italiano nei tempi storici, né tanto meno invasivo.

Il ritorno del castoro in Friuli attraverso le Alpi Carniche, che per loro caratteristiche di "montagne basse" (la cima più alta è il monte Coglians con 2780 m) hanno sempre permesso facile accesso a chiunque - persone e animali alla penisola italiana, è forse sintomo di un leggero miglioramento della qualità degli ambienti? Di un minore disturbo antropico e il risultato degli sforzi che hanno fatto altri Paesi europei per la sua protezione?

All'inizio del XX secolo l'intera popolazione europea di castori era ridotta ad appena 1200 individui, in otto popolazioni. L'ultimo castoro italiano sembra si sia estinto nel XVI secolo.
I castori europei sono stati cacciati sin quasi all'estinzione per due motivi: la loro pelliccia, calda folta e idrorepellente, e il castoreum, un olio dall'odore muschiato che in passato era la base per molti profumi e varie medicine e generato dall'accumulo, nelle ghiandole dell'animale, dell'acido acetilsalicilico dei salici, il principio attivo dell'aspirina.

Quindi il castoro un tempo già era in Friuli e la sua presenza in Italia non rappresenta l'ingresso di una nuova specie nel territorio: semplicemente, non fa parte della memoria collettiva ed è da tempo che non lo si incontra nel bosco vicino ai torrenti. Una storia, la sua, che è simile a quella del lupo fino tornato sulle nostre Alpi.

Per fortuna, né l'una né l'altra specie si sono totalmente estinte in Italia o in Europa, e pian piano la pressione "uomo", che le aveva portate a una notevole riduzione di numero di individui e di areale di presenza, si è ridotta e stanno riconquistando i loro territori di origine.

Il contenimento della nutria

Altro discorso va fatto per le specie aliene, o alloctone o esotiche che, invece, sono organismi introdotti dall'uomo in maniera accidentale o volontaria al di fuori della loro area di origine: alcune riescono a insediarsi e proliferare causando impatti negativi e diventando invasive (come la nutria), e sono tra i principali responsabili della perdita di biodiversità, oltre che di problemi sociali, sanitari ed economici. A volte una specie alloctona ci mette anni prima di diventare "invasiva" e quindi non è sempre immediato il riconoscimento della stessa come tale.
Il fenomeno è in forte crescita, soprattutto negli ultimi 30 anni, durante i quali la velocità di movimento di merci e persone (che sono tra i principali vettori di introduzione di nuovi organismi) ha accelerato l'aumento del numero di specie aliene in Europa e quindi in Italia.

La risposta dell'Unione Europea è stato il Regolamento UE 1143/2014, recepito in Italia con il Decreto legislativo n. 230/2017 che prevede azioni sì mirate, ma coordinate, per eradicare o almeno controllare la diffusione delle specie aliene su territori naturalmente interconnessi tra loro.

Il regolamento UE ha individuato 49 specie aliene di "rilevanza unionale", ovvero quelle i cui gli effetti negativi sono talmente rilevanti da richiedere un intervento coordinato e uniforme a livello di Unione Europea: 33 sono in Italia e una di queste è, appunto, la nutria (Myocaster coypus).
Su queste specie l'Italia, anche su iniziativa regionale, dovrebbe elaborare Piani d'azione per l'eradicazione o per misure di gestione. Il Friuli Venezia Giulia ha già deciso di affrontare il problema dell'invasività della nutria con la legge regionale del 9 giugno 2017 che, anticipando le indicazioni europee, contiene "Misure per il contenimento finalizzato all'eradicazione della nutria (Myocastor coypus)."

Per saperne di più:

Www.lifeaasp.eu

www.nationalgeographic.it

 

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