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Al via il progetto per tutelare il Pelobate in Piemonte

Si tratta di un piccolo rospo a rischio di estinzione che è tutelato a livello europeo: il progetto riguarda tre enti parco piemontesi e la Città metropolitana di Torino.

Venerdì, 11 Settembre 2020
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Tutelare il Pelobates fuscus insubricus, uno degli anfibi italiani più rari, in 14 Siti Natura 2000 tra Lombardia e Piemonte: è lo scopo del progetto LIFE Insubricus che è stato presentato dagli enti partner lombardi e piemontesi nell'ambito del programma di finanziamento europeo LIFE 2014-2020 e del settore di azione prioritaria dedicato a natura e biodiversità. Il partenariato del progetto comprende la Città Metropolitana di Torino, l'Ente di gestione del Parco Paleontologico Astigiano, la società cooperativa Eleade, l'Istituto Delta di Ecologia Applicata, il parco Pineta Appiano Gentile-Tradate, l'Ente di gestione delle Aree Protette Po del Torinese e quello delle Aree Protette Ticino Lago Maggiore.

Ma che cos'è il Pelobate? Si tratta di una specie particolarmente rilevante, essendo uno degli anfibi italiani più rari. Il Pelobate fosco viene anche chiamato "Rospo della vanga" a causa delle sue abitudini fossorie. Si tratta di un piccolo anuro, dalla colorazione variabile e dal caratteristico odore di aglio. La specie è endemica della Pianura Padana e nel territorio del Parco del Ticino si trova il sito più importante al mondo. Questo anfibio è considerato in Pericolo (EN) dalla Lista Rossa della IUCN e risulta come specie prioritaria della Direttiva Habitat.

Nel breve periodo è concreto il rischio di estinzione della specie, attualmente presente nel Nord Italia, nel Canton Ticino e in Croazia, in considerazione del cattivo stato di conservazione del suo habitat riproduttivo.

Il progetto prevede interventi sia sulla specie che sull'habitat e punta a migliorarne sensibilmente lo stato di conservazione fornendo le basi per una crescita delle popolazioni anche nel periodo successivo alla conclusione del LIFE. In particolare durante i 6 anni di attività sono previsti il ripristino e il miglioramento delle zone umide esistenti, la creazione di nuovi siti idonei alla riproduzione e al ripopolamento all'interno dei 14 Siti Natura 2000 identificati e il recupero delle popolazioni locali estinte sarà perseguito attraverso la rimozione delle cause di estinzione. Importante il coinvolgimento attivo della popolazione e dei principali stakeholder locali, attraverso l'organizzazione di eventi aperti al pubblico e in particolare agli studenti delle scuole del territorio. Inoltre, è stata sollecitata e ottenuta la disponibilità di privati proprietari e agricoltori a contribuire alla conservazione del Pelobate fosco: sia con la messa a disposizione delle aree interessate dagli interventi previsti dal progetto, sia per la condivisione di buone pratiche per il mantenimento di condizioni idonee alla riproduzione e alla vita dell'anfibio tutelato.

I risultati che ci si attende sono la reintroduzione di 3.000 esemplari, con un incremento del 2.627% rispetto alla popolazione stimata nel 2018. 

Una sessantina di agricoltori saranno coinvolti nella gestione e nella conservazione a lungo termine del Pelobate fosco, mentre una task force di 100 volontari sarà creata al fine di monitorare e supervisionate le attività in favore della specie. Le linee guida e le strategie nazionali per la conservazione sviluppate nel corso del progetto saranno pubblicate contestualmente alla loro formale adozione da parte dell'ISPRA. La comunicazione sarà assicurata da un portale Internet e da pagine social costantemente aggiornate, da materiale informativo sul progetto, da eventi locali e da conferenze stampa per sensibilizzare l'opinione pubblica.

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rospo ticino lago maggiore Parco del Po e della Collina Torinese parco paleontologico astigiano biodiversità

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