"Un esemplare di lince è stato immortalato da una videocamera installata dagli agenti della Polizia provinciale del Verbano Cusio-Ossola, in Val d'Ossola che, nei giorni scorsi, avevano notato alcune tracce nella neve fresca". Questo il testo di una news pubblicata su Piemonte Parchi alla fine dello scorso febbraio. Ma non era stata la prima volta che l'animale si faceva vedere nella zona: già negli inverni scorsi alcune fotografie avevano ritratto il felino. La lince - fa sapere la polizia provinciale - è un animale molto diffidente nei confronti dell'uomo e rarissimi sono gli attacchi ad animali domestici.
Gli avvistamenti della lince nel VCO
"La prima volta è stata nel 2013. Poi sono aumentati gli avvistamenti, documentati anche dalle fotografie. Nel periodo invernale, quando c'è neve, è più facile individuarne le tracce" racconta Riccardo Maccagno, comandante della polizia provinciale del Verbano Cusio Ossola. "Un ulteriore aiuto ci viene dalla tecnologia: si utilizzano le fototrappole e le telecamere a transizione che inviano le immagini direttamente sul cellulare. Nel 2015 abbiamo immortalato addirittura due esemplari nello stesso posto. Speravamo si trattasse di una coppia che avrebbe potuto dare inizio ad una nuova popolazione di questo bellissimo felino ma, esaminando più attentamente le immagini, abbiamo avuto una sorpresa: si trattava in realtà di due maschi. Uno dei due esemplari, qualche mese dopo, si è allontanato alla volta della Svizzera".
Se per noi umani valgono i confini degli stati, lo stesso non si può dire per gli animali selvatici, che spesso si spostano da un Paese all'altro. E' il caso del Verbano Cusio-Ossola, a due passi dalla Svizzera. "Siamo in contatto con i colleghi del Vallese e del Canton Ticino che confinano con la Val d'Ossola" prosegue Maccagno. "Successivamente all'abbandono delle nostre zone da parte di uno dei due esemplari maschi di lince, abbiamo continuato a registrare la presenza del secondo, che è rimasto a vivere nella zona. L'ultimo inverno, grazie alle precipitazioni nevose più abbondanti rispetto agli anni scorsi abbiamo scoperto più tracce, scattato più foto e girato più video che in passato. Abbiamo addirittura trovato i resti di una cerva predata dalla lince. A un certo punto ne abbiamo perso le tracce per quasi un mese, ma poi la lince è tornata".
I compiti della Polizia provinciale
"I poliziotti provinciali svolgono l'attività che era un tempo prerogativa dei vecchi guardiacaccia" continua Maccagno. "Ho iniziato la mia attività 41 anni fa nel corpo degli agenti ittico venatori della provincia di Novara. Dal 1995, alla Provincia del VCO, siamo 11 unità nell'istituito Corpo di Polizia provinciale a occuparci di materia ambientale. Dalla caccia alla pesca, dai rifiuti al trattamento delle acque. In tutti questi campi il nostro primo compito è quello di fare osservare le leggi. Controlliamo anche che nessuno esca dai percorsi segnalati e faccia fuoristrada, raccolga frutti e fiori ove non è consentito, ecc."
Ma com'è cambiato il lavoro negli anni? "Si è persa un po' la quotidianità sul campo, si lavora meno sul territorio e di più negli uffici, anche a causa degli adempimenti burocratici che sono aumentati nel tempo. Tra gli aspetti positivi c'è il maggiore utilizzo della tecnologia, che ha sostituito ore di appostamenti al freddo: ora le telecamere riprendono tutto, anche i bracconieri all'opera, che però fortunatamente sono drasticamente diminuiti. Un tempo il bracconaggio riguardava soprattutto camosci, galli forcelli, coturnici e pernici bianche. Oggi, anche se in casi sporadici, sono soprattutto i cervi ad essere abbattuti, per commercializzarne illegalmente le carni".
L'orso che arriva da lontano
"Siamo l'unica provincia piemontese dove si registra la presenza di un orso" prosegue Maccagno. "M29, questo il suo nome, è arrivato nel maggio del 2019. All'epoca fummo allertati dai colleghi svizzeri del Canton Vallese che ne avevano seguito le tracce che puntavano verso il confine di Stato e facevano ipotizzare che si dirigesse in direzione di Domodossola. In effetti, dopo alcuni giorni, fummo allertati dalla centrale operativa del 112 poiché l'orso nel suo cammino aveva incrociato un'auto nelle vicinanze dell'abitato di Crevoladossola, il cui conducente aveva segnalato l'accaduto. Poi l'orso spaventato dall'auto scavalcò alcune recinzioni di villette e si ferì, lasciando del pelo che ci ha permesso di effettuare un campionamento per le analisi genetiche. Dall'esito si è potuto appurare che si trattava di M29, un esemplare originario del Trentino Alto Adige. Da allora non se ne è più andato. E' un maschio adulto di circa dodici anni. Ogni tanto compare, ma non ha mai creato problemi di sicurezza. Ha causato danni sporadici e di piccola entità su arnie, ma comunque in numeri molto contenuti nel tempo. Dal 2019 ad oggi si parla di una trentina di arnie interessate. Ancora a settembre 2024 abbiamo avuto modo di accertarne la presenza nel Comune di Trontano. Agenti della Polizia Provinciale, utilizzando delle termocamere, l'hanno ripreso mentre si avvicinava alle arnie che aveva preso di mira per la cena ma, giunto a non più di 30 metri dagli agenti, si è accorto della loro presenza e si è allontanato velocemente, senza più tornare in zona a dimostrazione della sua selvaticità."
Il ruolo del Parco
Nei parchi gestiti dall'Ente di gestione delle Aree protette dell'Ossola il monitoraggio della lince è iniziato già negli anni '90, in concomitanza con le prime segnalazioni di questo affascinante carnivoro nell'area del parco naturale dell'Alpe Veglia e Devero. Qui, la presenza della lince è molto irregolare e relativa ad animali in dispersione dalla Svizzera. Da molti anni l'ente coordina la rete di monitoraggio formata da Carabinieri forestali, militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, personale dipendente e volontari del Parco nazionale della Val Grande, dell'ente di gestione delle Aree protette dell'Ossola e volontari del CAI. Si tratta di una rete di rilevatori formati per monitorare la presenza del lupo, ma che ovviamente raccoglie anche gli indizi di presenza della lince. In questo contesto, insieme con l'Università di Torino, l'Ente parco dell'Ossola svolge il ruolo di referente per il progetto SCALP, un acronimo per Status and Conservation of Alpine Lynx Population, che riunisce i dati di presenza delle popolazioni di lince dell'Europa centro meridionale e produce annualmente un aggiornamento della loro distribuzione.
