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Piemonte, come ti conservo l'erpetofauna

Il Piemonte è la regione europea con la maggiore diversità erpetologica. Una consapevolezza acquisita grazie anche all'instancabile lavoro del Centro di referenza per l'Erpetofauna della Regione Piemonte, istituito presso Aree Protette dell'Appennino Piemontese in associazione con l'Ente di gestione delle Aree Protette del Po vercellese-alessandrino. 

  • Lorenzo Vay
  • Giovedì, 16 Aprile 2020
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Nella foto: in alto, Rana appenninica ZSC dell'Antola; in basso, Salamandrina del Savi Rio Riazzo | Foto G. Gola (Archivio APAP) Nella foto: in alto, Rana appenninica ZSC dell'Antola; in basso, Salamandrina del Savi Rio Riazzo | Foto G. Gola (Archivio APAP)

 

Forse non tutti sanno che il Piemonte è una - fra le regioni italiane ed europee - con la maggiore diversità erpetologica: sono state infatti censite 26 taxa (categorie sistematiche delle specie erpetologiche) di anfibi e 36 di rettili ed è stata rilevata una notevole diversificazione ecoregionale secondo la classificazione del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Alcune aree risultano puntuali o circoscritte (ad esempio, Bormida Morta di Sezzadio, i Comuni di Sezzadio e Cassine - AL; la Grotta dell'Orso, il Comune di Ormea - CN; l'Acquitrino e stagno Pistono, i Comuni di Loranzè e Fiorano Canavese - TO), altre comprendono parte di reticoli idrografici di media ampiezza (Asta del torrente Pellice, i Comuni di Vigone, Cavour, Villafranca Piemonte - TO), altre ancora porzioni di territori montani (Bacino Busalletta, Comune Fraconalto - AL; Rio Riazzo, Comune di Mongiardino - AL; Valle Strona sud, Comuni di Rimella, Sabbia, Cravagliana - VC, Valstrona - VCO).

Il Centro di referenza per l'Erpetofauna

A dare ulteriore lustro alla situazione, c'è il Centro di Referenza per l'Erpetofauna della Regione Piemonte che svolge attività di conservazione e ricerca per l'erpetofauna su tutto il territorio regionale. Istituito nel 2016 dal Settore regionale Biodiversità e Aree Naturali, presso l'Ente di gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese, in associazione con l'Ente di gestione delle Aree Protette del Po vercellese-alessandrino, ha messo in campo azioni importanti come la raccolta di dati scientifici per il Sistema di Banche dati naturalistiche regionali e la promozione di ricerche finalizzate alla predisposizione di Piani d'azione e Piani di gestione per le specie erpetologiche del Piemonte. Per il triennio 2020/2022 l'attenzione sarà focalizzata sulle procedure amministrative di messa in sicurezza di tutti i siti di rilievo erpetologico collocati all'esterno di Aree Protette e della Rete Natura 2000, mappati durante questi primi anni di lavoro.

La Carta dei siti esterni ad Aree naturali protette

Sono 52 i nuovi siti importanti per l'erpetofauna in Piemonte, esterni ad Aree protette o Siti della Rete Natura 2000. L'importante studio è stato realizzato, con il coordinamento del Centro di Referenza per l'Erpetofauna della Regione Piemonte, sulla base di dati validati messi a disposizione dalla Societas Herpetologica Italica (SHI), con il contributo di ricercatori esperti e la collaborazione del personale degli enti di gestione dei parchi e dei Siti Natura 2000 piemontesi.

A ogni sito è stato attribuito un valore che esprime il livello di priorità di intervento per la presenza di taxa (categorie sistematiche delle specie erpetologiche) con stato di conservazione particolarmente sfavorevole e/o habitat particolarmente minacciati. Il punteggio varia da 1 (richiesta di maggiore attenzione) a 3 (un po' meno a rischio) in base a parametri di valutazione standard: priorità nazionale; priorità regionale; stato di conservazione delle specie a livello nazionale; grado di naturalità dell'habitat sito specifico; entità delle minacce incidenti sul sito; importanza nel contesto della Rete Ecologica Regionale. Il valore medio risultante per ogni sito individuato restituisce indicativamente il valore conservazionistico.

Il significato della redazione di questa cartografia è quindi quello di fornire una base tecnica-operativa, facilmente interpretabile, per la definizione puntuale delle successive azioni di tutela e gestione da adottare in questi aree.

La delimitazione cartografica degli habitat e delle specie che presentano situazioni critiche di conservazione, rappresenta inoltre il presupposto necessario per un inquadramento normativo, nell'ambito degli strumenti previsti dalla L.R. 19/2009 (Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità), necessario per la predisposizione della Carta della Natura Regionale e l'attuazione di appositi Piani di Azione, anche in riferimento all'applicazione delle direttive comunitarie "Habitat" 92/43/CEE e "Uccelli" 2009/147/CEE.

Cosa sono la Carta della Natura e la Rete ecologica regionali

La Carta della Natura regionale è la cartografia di riferimento regionale per la pianificazione territoriale e l'individuazione dello stato dell'ambiente naturale del Piemonte, in cui vengono evidenziati i valori ecosistemici e i profili di vulnerabilità territoriale. La sua funzione principale è la delimitazione della Rete ecologica regionale che è costituita, ai sensi dell'art. 2 della L.R. 19/2009, dal sistema delle Aree Protette del Piemonte (Parchi e Riserve naturali) e le relative aree contigue, integrate con i Siti della Rete Natura 2000 ossia le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), i Siti di Importanza Comunitaria proposti ed approvati (pSIC e SIC) e le Zone di Protezione Speciale (ZPS) con le relative zone naturali di salvaguardia, i corridoi ecologici e le aree e gli elementi territoriali importanti per la biodiversità. I Corridoi ecologici sono aree di collegamento ecologico funzionale che, per la loro struttura lineare continua o per il loro ruolo di raccordo, costituiscono elementi essenziali per la migrazione e la diffusione delle specie.

Le nuove aree importanti per la conservazione dell'erpetofauna potranno quindi essere inserite nel contesto della Rete ecologica Regionale attraverso l'ampliamento dei Siti Natura 2000 già esistenti oppure la proposta di nuovi Siti di Importanza Comunitaria oppure con l'individuazione di questi siti tra le aree importanti per la biodiversità.

 

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