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Un cammino di profumi, donne e resilienza in Val Chisone

Viaggio in Val Chisone toccando luoghi ricchi di storia religiosa e di resilienza,  con prodotti del territorio unici e tutti da provare.

  • Bruno Usseglio
  • Giugno 2025
  • Lunedì, 9 Giugno 2025
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Le violette la cui fragranza conferisce unicità al formaggio Plaisentif, - Foto arch. EGAP Alpi Cozie Le violette la cui fragranza conferisce unicità al formaggio Plaisentif, - Foto arch. EGAP Alpi Cozie

Con le precedenti tappe del cammino "Le strade dei forti" abbiamo avuto modo di conoscere alcuni aspetti della pianura pinerolese. Ora il cammino inizia a salire per la val Chisone toccando luoghi ricchi di storia religiosa e di resilienza. Se in precedenza la catena delle Alpi occidentali faceva da sfondo, ora i versanti ricchi di boschi iniziano a caratterizzare i lati del percorso e le cime sempre più alte ci immergono in un paesaggio del tutto diverso.

Per avere un quadro più preciso di questo tratto del cammino rimandiamo al sito istituzionale che descrive bene il percorso e le tappe con la possibilità di scaricare le tracce gps.

Anche qui, come nella parte pianeggiante, abbiamo la possibilità di allargare la prospettiva, soffermandoci su alcune piccole realtà altamente caratteristiche. In effetti, la ricchezza di questo cammino, è data dalla possibilità di connettere e aggiungere molte peculiarità, tipiche dei diversi territori.

Villar Perosa e Perosa Argentina i rifugi aerei

Una suggestiva deviazione nella parte mediana della valle può essere rappresentata dai rifugi aerei sotterranei di Villar Perosa e Perosa Argentina. I primi, costruiti nel 1943 e lunghi 730 metri, sono ancora perfettamente conservati. Il loro scopo era quello di proteggere la popolazione locale dai bombardamenti aerei. Il loro sviluppo è tale che potevano ospitare sino a 3.500 persone. Il rifugio di Perosa Argentina fu costruito nel 1942. La galleria, lunga 138 metri, si sviluppa a forma di S per contrastare un eventuale spostamento d'aria causato da una incursione aerea. Questi siti rappresentano delle testimonianze preziose, che raccontano con uno sguardo diverso, la storia drammatica dei conflitti.

Le aperture di queste strutture sono gestite da mediatori culturali, volontari e associazioni del territorio, cui fare riferimento per ulteriori approfondimenti e per organizzare una visita. 

Perosa Argentina e il formaggio delle viole

Dalla terza domenica di settembre, con la Rievocazione storica e fiera di Poggio Oddone, che si tiene a Perosa Argentina, è acquistabile il Plaisentif: un formaggio di montagna, realizzato seguendo un preciso disciplinare di produzione. È davvero particolare che da questo giorno, quando ormai incominciano a far capolino i colori dell'autunno, si possa iniziare a gustare il sapore della primavera. Il Plaisentif, infatti, è un formaggio che deve essere prodotto negli alpeggi collocati a una altitudine minima di 1.800 metri, in un periodo compreso fra inizio giugno sino alla fine di luglio, con una stagionatura minima di 70 giorni. Questo periodo, di norma, coincide con la fioritura delle viole, da qui il soprannome di "formaggio delle viole". Ogni forma viene valutata da un organo tecnico: quelle che vengono giudicate idonee ricevono un marchio raffigurante una P e una violetta stilizzata.

Con il tempo, molte cose sono mutate, ma rimane stupefacente accorgerci che oggi è ancora possibile gustare un formaggio certificato che, insieme a tanti altri prodotti di qualità, ci racconta l'attività plurisecolare della produzione casearia e dell'utilizzo degli alpeggi di montagna.

La selva di Chambons

Proseguendo lungo la val Chisone, prima di giungere a Fenestrelle, si incontra la selva di Chambons, un bosco di protezione tra i più noti. I documenti d'archivio ci raccontano che, nei secoli scorsi, ogni villaggio alpino della valle aveva un bosco che lo proteggeva dalle valanghe. Queste selve erano collocate a monte dei centri abitati, sui versanti esposti. Cambiando le abitudini di sfruttamento dei versanti, nello spazio di alcune generazioni, la loro funzione è scivolata verso l'oblio, e di molti si è persa la memoria, tranne rari casi, quale ad esempio proprio la selva di Chambons. Oggi un sentiero, dotato di pannelli, illustra le peculiarità storiche e naturalistiche del sito. Qui si è sviluppato un racconto di cittadinanza attiva perseguito dalle donne: sono infatti loro le protagoniste di un salvataggio della selva di fine Ottocento quando gli alberi del bosco di protezione hanno rischiato di essere abbattuti. Le nostre protagoniste si sono incatenate ai tronchi, salvando la loro selva. Questo fatto, a distanza di tempo, ha suscitato un grande interesse: prima alcuni studi hanno studiato i documenti storici conservati negli archivi, poi è stata ripresa la canzone popolare nata in seguito per ricordare l'accaduto. L'insieme di questo materiale è stato utilizzato recentemente da Irene Borgna per realizzare una suggestiva pièce teatrale dal titolo "La canzone della foresta".

Ricordiamoci di partire con un abbigliamento e attrezzatura adeguata per i luoghi che desideriamo visitare, avendo cura di informarci sulle condizioni meteorologiche, normative e organizzative.

 

Il Plaisentif, ovvero il formaggio delle viole - Foto arch. EGAP Alpi Cozie
Pannello esplicativo del percorso della selva di Chambons - Foto arch. EGAP Alpi cozie
La cartina del cammino “Le strade dei forti” con evidenziate le tappe di riferimento - Infografica di B. Usseglio

 

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storia aree protette alpi cozie

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