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La selvaggia Valle Maira

"Le montagne non sono l'assoluto, ma lo suggeriscono" scriveva lo scrittore francese Samivel alcuni decenni fa...

  • di Alessandra Corrà
  • Ottobre 2018
  • Martedì, 2 Ottobre 2018
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Scorcio sul Lago Resile (Foto A. Corrà) Scorcio sul Lago Resile (Foto A. Corrà)

E' proprio una sensazione di assoluto che si percepisce varcando i confini della Valle Maira, territorio situato in Provincia di Cuneo.
Con una superficie di 63.297 mq, la valle confina a Nord e a Sud con le vicine Valli Varaita, Grana e Stura, e a Ovest con le valli francesi dell'Ubaye e dell'Ubayette, mentre ad Est si apre sulla pianura verso le città di Saluzzo e Savigliano.
Nascosta in mezzo alle Alpi, distante dal turismo di massa, senza strade caotiche, né piste sciistiche, questo luogo sembra uscire da un passato lontano.
Le sue montagne sono davvero scrigni pieni di tesori, ed è solo camminando lentamente, attraverso i suoi innumerevoli sentieri, che si può cercare di scoprire questa terra e apprezzarla per ciò che realmente è.
Gli amanti del trekking non resteranno delusi, vi sono numerosi percorsi, con diversi gradi di difficoltà, che si inoltrano e snodano in mezzo a meravigliosi boschi di faggi e querce, e che, superando numerosi villaggi medioevali dimenticati dal tempo, arrivano in altissimi colli dove lo sguardo può spaziare su orizzonti lontani.
Tra gli itinerari più facili, che possono essere praticati anche dai bambini, ricordiamo il Lago Resile. Lo specchio d'acqua si trova poco dopo il Comune di Marmora, molto vicino alla carrozzabile del colle del Mulo su un ripiano ai piedi di M. la Bianca.
In soli venti minuti di cammino, si arriva al meraviglioso lago: uno specchio d'acqua verdissimo, circondato da larici che toccano il cielo. Da qui, a nord, nelle giornate limpide, si può scorgere il Re di pietra, il Monviso.
Ma anche l'arte non manca, infatti, nei piccoli borghi si trovano spesso suggestive chiese romaniche e gotiche, molte delle quali conservano ancora al loro interno magnifici affreschi.
Tra tutte, ricordiamo la chiesa di Elva, vero e proprio luogo di preghiera, racchiuso in un paesaggio di fiaba.
La data della costruzione della basilica è incerta, anche se alcuni studiosi sostengono che fu eretta intorno al 1355.
All'interno si trova un gioiello di inestimabile valore, qui, infatti, spicca il bellissimo affresco, dedicato alla crocefissione. Questo capolavoro pittorico è stato attribuito al pittore fiammingo Hans Clemer, ed è risalente all'anno 1493.

Gli abissi di Elva

I dintorni di Elva meritano di sicuro una visita approfondita. Lasciato il villaggio, dove si trova anche l'interessante Museo dei Pels, situato in una caratteristica casa elvese "La Meridiana", che fa rivivere l'antica tradizione della raccolta dei capelli, si può incamminarsi lungo una facile mulattiera che scende a mezza costa verso il Colle San Giovanni.
In mezzo a pascoli fioriti e alberi altissimi, si arriverà, in meno di un paio di ore, davanti una profonda gola dove vi sono enormi pietre posate a ridosso di un orrido.
Osservare questo luogo ci fa ricordare i primordi della terra, quando, secondo alcuni studiosi, il continente Pangea iniziò a sprofondare.
Secondo alcune teorie, il mare 250 milioni di anni fa iniziò a ingrandirsi, fino a diventare l'oceano ligure-piemontese, dopodiché, altri secoli dopo, i movimenti si invertirono, portando allo scontro tra Europa e Africa, da cui ebbero origine le Alpi.
Ciò che oggi si può osservare, guardando queste enormi pietre, è il risultato della forza della natura, che nella collisione fece sollevare i fondali marini fino a trasformarli in montagne.
Superati gli abissi del vallone, ci si ritrova su di un pianoro verdissimo, il Colle San Giovanni, dove si trova la piccola e affascinante chiesa circolare che prende il nome del colle.
Il caratteristico edificio sacro viene aperto solo una volta all'anno; ovvero, il 24 giugno, per la festa del patrono di San Giovanni, in concomitanza anche con il solstizio d'estate.

La cucina locale

Dopo aver accumulato tante emozioni, non c'è niente di meglio che cercare un ristoro dove poter assaggiare qualche piatto caratteristico, annusandone il profumo e gustandone il sapore.
In Val Maira si ha davvero l'imbarazzo della scelta, vi sono sparse per tutto il territorio molte locande di alto livello, che propongono piatti succulenti e sfiziosi.
La cucina è caratterizzata da sapori semplici, legati soprattutto a ciò che produce la terra, in alcuni casi ispirati ai gusti occitani e provenzali, tramandati dalle donne che, in passato, stagionalmente andavano a lavorare in Francia per la raccolta delle olive o delle mimose.
L'inizio non può che prevedere il classico "antipasto occitano", composto da patate lesse, formaggio e salsa all'aglio.
Come primi dominano tra tutti le raviòlas, pasta di patate e toma conditi con tomini e burro. Piatto forte, che veniva usato anche durante le feste di fidanzamento per augurare buon auspicio ai futuri sposi.
Tra i secondi, spicca la carne, come l'agnello con le castagne o lo spezzatino di manzo cotto dentro il vino. Prima di arrivare ai dolci, si possono assaggiare i tanti formaggi come la toma, la ricotta, il ciarafi o il nostrale.
I dessert prevedono i biscotti alla lavanda o alla salvia, il bonèt , o la torta di pane con la frutta secca.
Insomma, ce ne è davvero per tutti i gusti e i palati più fini, vale proprio la pena lasciarsi avvolgere dalle saporite pietanze locali.

 

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