Sul sentiero glaciologico di Alagna Valsesia si trova il Giardino alpino di Fum Bitz, a quasi 1.700 metri di altezza. In prossimità del giardino è possibile osservare le forme di erosione e di accumulo che i ghiacciai, nella loro evoluzione hanno modellato. Lungo il percorso sentieristico si riconoscono le tracce lasciate dai ghiacciai nella loro continua evoluzione: rocce montonate, forma della valle come la lettera U, massi erratici, striature glaciali, morene, circhi glaciali, marmitte dei giganti, forre, valli pensili.
Per informare i visitatori di queste particolarità sono posizionati lungo il percorso pannelli esplicativi a partire dalla località "Acqua Bianca", dove si può arrivare anche con una navetta, fino a raggiungere l'Alpe Fun D'Ekku con una splendida vista sui ghiacciai valsesiani e sui depositi morenici di età recente. Il percorso parte da 1.500 metri di altezza e raggiunge i 2.700; il periodo migliore per percorrerlo va da giugno a settembre.
A circa 20 minuti dal punto di partenza si trova il giardino botanico che anche per la Stagione 2026 propone laboratori botanici per bambini, per adulti, per famiglie.
Le fioriture del giardino botanico
Le fioriture più spettacolari che si posizionano, a livello temporale, nel periodo di apertura del giardino sono le orchidee alpine, le peonie officinali, le genziane, i gigli martagone e croceum, l'arnica.
Sono diversi gli ambienti proposti, a cominciare dall'aiuola rocciosa, formata da un accumulo di rocce e detriti. Molto diffusi sulle montagne, questi ambienti rappresentano un habitat estremamente ostile e selettivo, nel quale le piante, insediate tra gli interstizi rocciosi, devono possedere un elevato temperamento pioniero ed adattarsi a condizioni ambientali veramente difficili, come la mancanza di terreno e di acqua in superficie, il forte riscaldamento delle pietre nelle ore centrali del giorno ed il loro continuo movimento. Generalmente, le piante hanno dimensioni ridotte, ma sviluppano un robusto ed esteso apparato radicale, con il quale si insinuano tra le fessure alla ricerca di nutrienti, umidità e ancoraggio. Spesso assumono una forma a cuscinetto o a rosetta, che permette loro di resistere ai venti freddi, di diminuire la traspirazione e di usufruire meglio delle piccole quantità di calore assorbito dal substrato durante il giorno. Tre le specie più tipiche ci sono quelle appartenenti ai generi Saxifraga, Sempervivum, Primula, Cerastium, Papaver, Arenaria, Achillea,Armeria, Isatis, Silene, Androsace, Crepis, Myosotis, Artemisia.
Nella zona acquitrinosa è presente un ricco mosaico di specie e habitat, tipici degli ambienti umidi, che raramente si presentano tutti insieme in pochi ettari di territorio.
Il segreto per riuscire a coltivare specie d'alta quota sta nel comprendere che queste minuscole piantine, a dispetto del loro aspetto a volte gracile e delicato, vivono in condizioni estreme e devono la loro sopravvivenza al loro specifico habitat. Benché molte di loro godano di una certa rusticità, non possiamo coltivarle in condizioni troppo diverse da quelle naturali. Tanto più ci avvicineremo a riprodurre la struttura ecologica originaria, maggiormente potremo ottenere buoni risultati.
Le aree montuose sono la zona d'origine di una gran parte di piante ornamentali tra le più attraenti in coltivazione. La notevole variabilità di situazioni ecologiche che caratterizzano le catene alpestri hanno come riscontro la presenza di un elevato numero di specie: per esempio la flora delle sole Alpi racchiude i tre settimi di tutta la flora europea. Le condizioni climatiche e l'habitat montano hanno plasmato piante che per adattarsi hanno dovuto evolversi in forme che caratterizzano la flora d'alta quota. Sono forme che si riscontrano un po' ovunque nelle catene montuose. Piante basse e striscianti, per assorbire maggiormente il calore del suolo e sopportare meglio al peso della neve, tipiche forme a 'cuscinetto' per resistere ai venti. L'apparato fogliare permette di trattenere meglio l'umidità, soprattutto nelle specie che vegetano in pieno sole: foglie carnose o ricoperte di peluria, tessuti cuoiosi e ridotti oppure protetti da cere. I risultati di questi anni sono stati incoraggianti e per questo motivo ci si è concentrati su generi "difficili" quali Gentiana, Helleborus, Corydalis, Pulsatilla, Astrantia, Aconitum,Ranunculus, Saxifraga. Un'interessante collezione di "piante madri" di flora endemica valsesiana che, nelle intenzioni, verrà incrementata.
Il programma dei laboratori botanici
L'Ente di gestione delle Aree protette della Valsesia propone tra luglio e agosto un ricco programma di inizative. Ecco di seguito gli appuntamenti.
Sabato 25 luglio - ore 10.00
Un prato: un ecosistema e una moltitudine di specie
Per famiglie.
Un semplice "prato" nasconde una moltitudine di specie. L'osservazione approfondita, sia pure di un piccolo riquadro, ce ne fornisce la prova. Stimolazione dell'interesse dei ragazzi verso la moltitudine di specie presenti in una realtà apparentemente semplice quale un prato; conoscenza delle diverse possibilità di sviluppo delle specie vegetali in rapporto alle condizioni ambientali; osservazione di specie vegetali cresciute in diverse condizioni di luminosità e umidità.
Sabato 25 luglio - ore 15.00
Laboratorio per bambini
Verranno estratti i pigmenti dai petali di diversi fiori che, secondo la teoria degli indicatori, verranno mescolati con sostanze acide e basiche, creando magiche variazioni di colori
Domenica 26 luglio - ore 10.00
Caccia al Tesoro botanica
Per famiglie dedicata ai fiori e agli insetti impollinatori.
Domenica 26 luglio - ore 15.00
Un giardino di storie
Raccontiamo la storia di alcune piante alpine. Durata un'ora. Famiglie con bambini scuola primaria
Venerdì 31 luglio - ore 10.00
Caccia al Tesoro botanica per famiglie
Venerdì 31 luglio - ore 15.00
Genziane per adulti
Il cielo sul prato: quante sono le Genziane, quando fioriscono, come riconoscere una Genziana quando non è fiorita e come non confondere con specie velenose.
Sabato 1 agosto - ore 10.00
Caccia al Tesoro botanica per famiglie
Sabato 1 agosto - ore 15
Anche gli alberi raccontano
Ogni albero può narrare la storia dell'ambiente in cui è cresciuto Durata un'ora. Famiglie con bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado.
Domenica 2 agosto - ore 10
Le piante, adattamenti e competizioni
Alla scoperta degli adattamenti delle piante alpine di alta quota attraverso le loro caratteristiche sensoriali. Per famiglie.
Domenica 2 agosto - ore 15
Risorsa semi
Alcuni dei più bei fiori delle nostre montagne sono in pericolo: saperli riconoscere per conservarne i semi permette di proteggerli. Ambiente di vita e strategie di conservazione: banca del germoplasma e Index seminum degli Orti botanici; tecnica di raccolta, pulizia e conservazione dei semi. Laboratorio per adulti.
Domenica 16 agosto - ore 15
Le piante: adattamenti e competizioni.
Alla scoperta degli adattamenti delle piante alpine di alta quota attraverso le loro caratteristiche sensoriali. Caccia al Tesoro botanica per famiglie.
Lunedì 17 agosto - ore 10
Angelica e le altre apiacee
Sia Angelica archangelica, sia Angelica silvestre, sono piante straordinarie che raccontano rapporti ecologici molto complessi. La famiglia di appartenenza comprende piante utilissime e ricche di sapore ma, anche, specie mortali come la Cicuta maggiore. Come riconoscerle? Laboratorio per adulti.
Lunedì 17 agosto - ore 15
Magie di colori con i petali dei fiori
Laboratorio per bambini
Martedì 18 agosto - ore 10
Caccia al tesoro botanica
Per famiglie dedicata ai fiori e agli insetti impollinatori.
Martedì 18 agosto - ore 15
Un prato: un ecosistema e una moltitudine di specie
Un semplice "prato" nasconde una moltitudine di specie. L'osservazione approfondita, sia pure di un piccolo riquadro, ce ne fornisce la prova. Stimolazione dell'interesse dei ragazzi verso la moltitudine di specie presenti in una realtà apparentemente semplice quale un prato; conoscenza delle diverse possibilità di sviluppo delle specie vegetali in rapporto alle condizioni ambientali; osservazione di specie vegetali cresciute in diverse condizioni di luminosità e umidità. Durata: un ora e 30 per bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado.
Per informazioni e approfondimenti:
Sito Ente di gestione delle Aree protette della Valsesia
