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Droni in natura, risorsa o problema?

Gioiellini dell'elettronica, i droni sono strumenti innovativi che offrono nuove prospettive nella ricerca dei dati scientifici e possibilità di ripresa impensabili soltanto fino a poco tempo fa. Tuttavia, quando li usiamo in contesti naturali, è importante riflettere sui loro potenziali impatti, soprattutto sulla fauna selvatica.

  • Serena Fornò, Alice Gado
  • Marzo 2025
  • Giovedì, 3 Aprile 2025
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Foto Pixabay Foto Pixabay

I droni hanno conquistato sempre più cieli e notorietà perche sono in grado di fornire immagini spettacolari dall'alto e raccogliere velocemente dati preziosi in vari settori.
Sono strumenti innovativi che offrono nuove prospettive e possibilità di ripresa e di indagine. Grazie a questi 'gioiellini' dell'elettronica possiamo rapidamente raggiungere un'isola, scalare una montagna, attraversare una distesa di campi e soddisfare senza fatica la nostra curiosità.

Tuttavia, quando si tratta di utilizzarli in contesti naturali, è importante riflettere anche sui loro potenziali impatti negativi. Sebbene i droni possano essere estremamente utili, ad esempio per monitorare lo stato di salute dei boschi o valutare velocemente i danni causati da eventi climatici estremi, sfruttando una rapida visione dall'alto, se usati in modo non professionale e non adeguatamente regolamentato, possono avere un impatto inopportuno sul mondo naturale.

Diversi studi e monitoraggi infatti hanno documentato i potenziali effetti dannosi sulla fauna selvatica di cui si fornisce di seguito una rapida panoramica.

Disturbo acustico per la fauna

Uno dei principali problemi legati all'uso dei droni in natura è il rumore che producono. Il suono delle eliche e dei motori, seppure ridotto per noi esseri umani, può essere molto fastidioso per gli animali selvatici, che possono percepirlo come una minaccia, dandosi alla fuga. Pensiamo ad esempio a una volpe dedita all'inseguimento di una preda: distratta dal rumore del drone potrebbe perdere l'opportunità di un pasto.

Alterazione dei comportamenti naturali

Un animale che preso dal panico fugge da un drone, consuma ingenti energie vitali. Un esempio calzante è quello del cervo. In inverno questi animali, per sopravvivere, riducono la propria frequenza cardiaca, abbassano la temperatura corporea e minimizzano anche l'assunzione di cibo. Questa condizione di "risparmio" energetico però, è possibile solo quando l'animale si sente al sicuro ed è rilassato. La percezione del pericolo risveglia l'istinto di fuga nell'animale che, abbandonando questo stato di torpore, consuma importanti riserve energetiche.

Stress da predazione

Il drone può essere scambiato da piccoli roditori e volatili per un minaccioso predatore e causare stress negli animali. Pensiamo, ad esempio, a un evidente nido di cicogna che può facilmente diventare una meta di pellegrinaggio per i curiosi possessori di un drone: lo stress cronico può portare a una diminuzione delle difese immunitarie, rendendo gli animali più suscettibili a malattie.

Impatto sui cicli di vita e invasione di habitat

Il disturbo causato dai droni può anche influenzare i cicli di vita degli animali. Questi strumenti consentono l'accesso ad aree remote e inaccessibili, il che può sembrare un vantaggio.
Tuttavia, ciò significa invadere quegli habitat che gli animali considerano sicuri e lontani dalla presenza umana. Una invasione che può distoglierli dalle attività quotidiane come nutrirsi o accoppiarsi. I volatili risultano particolarmente disturbati dal passaggio continuo del drone e potrebbero abbandonare il proprio nido mettendo a rischio la sopravvivenza dei propri piccoli.
Ad esempio, gli animali che migrano possono alterare i loro percorsi naturali per evitare i droni, con ripercussioni sui loro modelli migratori e sulle risorse a cui accedono. Questo può avere effetti a catena sull'ecosistema, poiché le specie migratorie svolgono ruoli critici nei loro habitat.

Rischio di collisioni

I droni, se non pilotati con attenzione, possono facilmente essere persi o collidere causando la dispersione di detriti plastici e metallici nell'ambiente naturale. Gli incidenti potrebbero però anche essere causati dagli animali stessi che, come mostrano alcuni video amatoriali con protagonisti soprattutto rapaci, attaccano i droni in volo scambiandoli per prede o per proteggere il proprio territorio. In questi casi è alta la possibilità che l'animale riporti ferite.

Interferenza con la ricerca scientifica

I droni possono essere strumenti utili per la ricerca scientifica ma, un uso non regolamentato, può interferire con gli studi sul campo. Per questo motivo quando si incontrano cartelli che indicano che un'area è interdetta al pubblico e al sorvolo con drone, è bene rispettare il divieto.

Impatto sull'ecosistema

Ogni perturbazione nell'ecosistema naturale può avere effetti a cascata. Il disturbo di una specie può avere ripercussioni su altre, alterando le dinamiche dell'ecosistema. Ad esempio, se un predatore è disturbato e non riesce a cacciare, le sue prede possono aumentare in numero, portando a uno squilibrio ecologico. Parimenti, se le sue prede vivono in uno stato di stress, difficilmente riusciranno a riprodursi ed accudire la prole.

Migrazione degli animali stanziali

L'uso eccessivo dei droni può contribuire alla perdita nella variabilità di specie animali che abitano stabilmente una zona. Disturbando ripetutamente gli animali che occupano un dato luogo, questi percepiranno lo spazio come insicuro, preferendo spostarsi. Questo fenomeno, già tristemente in atto a causa dell'emergenza climatica, porta le specie a concentrarsi in ambienti sempre più ristretti. Viene quindi favorita la diffusione di malattie e le risorse alimentari diventano insufficienti portando a fenomeni sia di lotta interspecifica (fra specie diverse) che intraspecifica (fra animali della stessa specie).

Regolamentazioni e leggi

E' importante rispettare le regolamentazioni e le leggi che disciplinano l'uso dei droni, condizioni necessarie a garantire la sicurezza, la privacy e la tutela ambientale.
In Italia, con il fine di promuovere la cultura del corretto uso, è stato reso necessario ottenere un'apposita abilitazione dall'Ente Nazionale per l'aviazione Civile (ENAC) per pilotare questi sistemi aerei con un peso superiore ai 250 grammi.
Inoltre, in alcuni ambiti naturali come in parchi e riserve dove la tutela di habitat e specie è prioritaria, l'utilizzo di droni in periodi specifici e in aree note per essere siti di accoppiamento e nidificazione non è permesso, per evitare di favorire condizioni di deterioramento dei fragili equilibri naturali tutelati non solo a livello regionale e nazionale, ma anche europeo.

La Legge quadro sulle Aree protette (n. 394/91) vieta, infatti, il sorvolo di velivoli non autorizzati sul territorio delle aree protette, mentre il Decreto del Presidente della Repubblica n. 357/97 - unitamente  alle Misure europee di conservazione generali e sito specifiche - regolamentano il sorvolo, il decollo e l'atterraggio all'interno dei siti Rete Natura 2000, Siti di Interesse Comunitario (SIC) per proteggere la biodiversità.

Zone interdette in Piemonte 

La Regione Piemonte, insieme agli Enti di gestione delle Aree naturali protette, ha elaborato una cartografia delle aree interdette e/o regolamentate e ha presentato un'istanza a ENAC per la sua pubblicazione sulla piattaforma ufficiale D-Flight. A breve, quindi, gli appassionati di droni potranno fruire delle informazioni aggiornate per utilizzare la strumentazione in sicurezza evitando un uso improprio dei droni e senza incorrere in sanzioni legali e, nei casi più estremi, nell'abbattimento del drone durante il volo.

I droni costituiscono strumenti con un potenziale immenso: tuttavia, affinché il loro utilizzo non si trasformi in una minaccia per l'ambiente, è cruciale utilizzarli responsabilmente, soprattutto in ambienti naturali. Possono infatti trasformarsi, da fornitori di immagini e dati di pregio, in nemici della fauna selvatica: per questo occorre adottare pratiche che non le rechino disturbo.  Proteggere la natura è (anche) un dovere collettivo che richiede innanzi tutto attenzione e rispetto. 

 

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