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Per i parchi non si fa mai abbastanza?

"Per i parchi non si fa mai abbastanza" è il titolo di un editoriale pubblicato quasi 20 anni fa sulla nostra rivista (di carta). Ora come allora cercavamo di vivere una vita in equilibrio con l'ambiente, e il mondo naturale in generale: un equilibrio di cui siamo tuttora all'inseguimento e che cerchiamo di raccontare sulle nostre pagine. E oggi? Si fa abbastanza per i parchi? All'indomani dei 30 anni della legge istitutiva di quelli nazionali, eccovi qualche numero riassuntivo di un anno di divulgazione, unito ai nostri auguri di buone feste.
Ci rivediamo l'anno venturo!

  • Emanuela Celona
  • Dicembre 2021
  • Mercoledì, 22 Dicembre 2021
  • Stampa
 Foto: Pixabay Foto: Pixabay

A cosa servono i parchi? A niente, come Mozart!? Solletica una riflessione, la parafrasi usata qualche giorno fa da Gian Antonio Stella sul Corriere.it per ricordare i 30 anni della Legge istitutiva dei parchi nazionali. Per la verità, il giornalista cita Antonio Cederna, deliziato nel riportare la stessa risposta data da uno scienziato ambientalista a una signora impellicciata che chiedeva: "Scusi, a cosa servono i castori vivi?".
Un quesito che racchiude "un universo intero", scrive Stella, mentre punta il dito contro i "principali leader politici italiani se riconoscessero quanto è dimostrato dagli archivi dell'Ansa, dove non trovi a pagarle oro delle citazioni sul tema (parchi, ndr)".

"Sui parchi si può fare di più!", ha scritto il giornalista sulla prima pagina di uno dei quotidiani più diffusi – se non il più diffuso - del nostro Paese e lo stesso scrivevamo su Piemonte Parchi nel lontano 2002, in un editoriale intitolato 'Per i parchi non si fa mai abbastanza' e pubblicato su un numero speciale dedicato alla II Conferenza nazionale delle Aree protette che riportiamo in parte: "[...] L'occasione è particolarmente significativa per dare all'impianto delle Regioni e a quello nazionale della rete di protezione della natura, nuova linfa di idee, di immagine e di contenuti. Rinnovare e ampliare la mission dei parchi. Migliorare e accrescere non soltanto il loro ruolo di "presidio" del territorio, ma potenziarne il ruolo propositivo e culturale. Vivere in equilibrio con l'ambiente, e il mondo naturale in generale, si è fatto in questi anni sempre più complesso e difficile. La necessità al doveroso sviluppo economico e sociale preme talvolta per operare senza le dovute cautele rispetto a un bene, l'ambiente, la cui rilevanza, purtroppo, rischia di diventare importante quando la situazione si fa critica. La natura, inesorabile, non perde occasione per ricordarci la propria forza, il proprio volto dirompente quando errori, omissioni o facilonerie la feriscono o ignorano".

Parole scritte su carta, in un editoriale di 18 anni fa e firmato dai rappresentanti politici della Regione Piemonte di allora: prima del trentennale sulla Legge quadro; prima della Pandemia da Covid-19 (che qualcosa, sulla natura, dovrebbe avercela insegnata) e prima che Piemonte Parchi diventasse una rivista online con 32mila visitatori unici e 112mila pagine scaricate in un anno (dati 2021).

Un anno con Piemonte Parchi

Volendo proseguire, come d'uso, con il bilancio dell'anno che sta per finire, Piemonte Parchi chiude con un numero sempre più alto di lettori della newsletter – che supera i 9mila iscritti (!) – e che registra un tasso di apertura che sfiora un soddisfacente 30% ogni settimana. Nel corso del 2021 di cose ne abbiamo fatte tante: quasi 700 nuovi contenuti pubblicati online, tra articoli di approfondimento e notizie con aggiornamento quotidiano; oltre cinquanta newsletter inviate ogni mercoledì e un numero speciale dedicato ai pesci esotici che ha riscosso successo di pubblico e di critica.

Ma soprattutto, abbiamo rinforzato l'Ufficio stampa diffuso dei parchi piemontesi annoverando due nuovi giornalisti - al servizio di quella che vuole essere una corretta informazione naturalistica - nelle Aree protette del Po piemontese e nelle Aree protette delle Alpi Cozie, a cui altri colleghi si aggiungeranno a compimento del percorso di collaborazione con la nostra rivista.
Un progetto, quello dell'Ufficio stampa diffuso, che nel 2021 è andato via via consolidandosi, tanto che è stato descritto come un "percorso molto positivo per quanto riguarda i rapporti fra le aree protette e i media" (Ermanno Giudici su La Rivista della Natura) e che ci rende molto orgogliosi: per tutto l'impegno profuso in questi anni, ma oltre l'ambito dell'informazione e divulgazione naturalistica. E, naturalmente, un ringraziamento speciale va a tutte le Colleghe e i Colleghi che hanno voluto (e vorranno) prendervi parte, così come a tutti i collaboratori che hanno impreziosito le nostre pagine. 

Perchè: "Sovente raccogliamo, in Italia e all'estero, consensi sulla nostra politica delle aree protette, sulla rete che abbiamo realizzato, su come funziona il sistema. Ovviamente ne siamo lieti, ma proprio in forza di questi riconoscimenti, ci sentiamo particolarmente impegnati [...] per crescere ancora e con noi far crescere altre realtà [...]".
Lo scrivevamo sempre nell'editoriale citato, e auspichiamo di poter confermare anche oggi la stessa buona intenzione. 

Per l'anno che verrà abbiamo in cantiere una serie di progetti ambiziosi: intanto un nuovo numero speciale della rivista che condurrà i suoi lettori alla scoperta di passeggiate nella natura del Piemonte e poi una nuova pagina web di presentazione dei nostri parchi, in modo da avere in una sola 'finestra' indicazioni geografiche e informative relative, ma soprattutto emozioni e inviti alla visita. Dunque, non perdiamoci di vista!

Ci ritroviamo online dopo le festività natalizie. 
Auguri a tutte le nostre Lettrici e ai nostri Lettori.

Questo video, che non è una novità ma è sempre un piacere rivedere, è dedicato a tutta la 'fantastica gente dei parchi'. 
Buone Feste anche a tutti loro!

 

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