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'Sopravvissuti all'homo sapiens' diventa un film

Parte il crowdfunding per la realizzazione del nuovo documentario del fotografo-regista Paolo Rossi, questa volta dedicato a volpi, faine, tassi, gatti selvatici e a tanti altri piccoli abitanti silenziosi dei boschi dell'Appennino piemontese. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare questo suo nuovo progetto. 

  • Lorenzo Vay
  • Febbraio 2021
  • Mercoledì, 17 Febbraio 2021
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Volpe di Paolo Rossi e Nicola Rebora; a sinistra, il regista Paolo Rossi.  Volpe di Paolo Rossi e Nicola Rebora; a sinistra, il regista Paolo Rossi.

 

Si chiama Sopravvissuti all'Homo sapiens – Una storia di resistenza selvatica il nuovo progetto del fotografo e regista Paolo Rossi, ormai di casa nel territorio delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese.

Nel 2017 e nel 2019 ha partecipato al Marcarolo Film Festival organizzato all'Ecomuseo di Cascina Moglioni con i documentario Vacche ribelli e La vendetta del lupo monco.

L'anno scorso il suo cortometraggioFelis – gatto sarvægo è stato selezionato per ATTRAVERSO FESTIVAL la rassegna di musica e cultura del Basso Piemonte, al quale l'Ente di gestione delle Aree protette dell'Appennino piemontese aderisce dalla prima edizione.

Paolo Rossi è stato inoltre il primo a documentare la presenza del gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris) sull'Appennino piemontese del quale abbiamo scritto nell'articolo Beccato! Il gatto selvatico avvistato sull'Appennino piemontese.

 

Prima femmina di Gatto selvatico europeo (filmata) in Piemonte !!! from Paolo Rossi Wolves Photographer on Vimeo.

 

Nel 2021 lo stesso regista ha dato avvio a una campagna di raccolta fondi per la realizzazione del suo quarto cortometraggio dedicato agli animali che sono "sopravvissuti" alla convivenza non sempre pacifica con l'uomo prima che fosse riconosciuta una tutela alla fauna selvatica con la legge 968 del 1977: storie "partigiane" del mondo selvaggio in cui volpi, faine, tassi, gatti selvatici e tanti altri piccoli abitanti silenziosi dei nostri boschi, saranno i protagonisti.

Ecco cosa Paolo Rossi ci ha raccontato del suo nuovo progetto

Dove nasce l'idea del cortometraggio Sopravvissuti all'Homo Sapiens – Una storia di resistenza selvatica?

L'idea di partenza è stata quella di rendere pubblici i tanti video eccezionali, qualcuno davvero suggestivo, realizzati negli ultimi 3-4 anni nell'ambito del mio lavoro di fotografo naturalista e regista di piccoli documentari dedicati alla fauna dell'Appennino ligure-piemontese.

Qual è il territorio interessato dal documentario?

È quello dell'Appennino delle "quattro province" un territorio di confine tra Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia: Val Borbera, Val Curone, Val Trebbia, Valle Staffora, Val Boreca.

Nei tuoi precedenti documentari associ i filmati ripresi da video-trappole a suggestivi paesaggi dell'Appennino, con interviste e commenti di esperti e abitanti locali. "Sopravvissuti all'Homo Sapiens" sarà così?

La struttura del nuovo cortometraggio sarà semplice. La parte predominante, come sempre, sarà quella dedicata alle riprese delle videotrappole che utilizzo per le indagini naturalistiche: ci sarà poi la voce narrante di un esperto di cultura locale e di fauna selvatica che racconterà l'evoluzione del rapporto tra gli animali e l'uomo in relazione anche alle differenti norme di tutela della fauna selvatica. Infine faremo un'intervista a un biologo che risponderà alle domande che io stesso, da semplice fotografo e videomaker, mi sono posto per capire le motivazione per le quali certi animali, per esempio la volpe, la faina, il gatto selvatico, sono riusciti a sopravvivere mentre altri, come il lupo o la lince, a livello locale, si sono estinti.

Ci saranno anche interviste ad abitanti dei luoghi interessati dal documentario?

Ne inseriremo soltanto una, la più bella e significativa, in cui l'intervistato racconterà alcune aneddoti del papà che era un cacciatore di pelli. Non voglio dedicare troppo spazio a questo tema perché temo possa diventare un "manuale del bracconiere" con la descrizione dei metodi di cattura degli animali. Ci limiteremo a inserire le parti che daranno un po' di colore al film, per far capire quanto, un tempo, fosse diffusa nella cultura popolare l'idea di dover eliminare tutti gli animali cosiddetti "nocivi", ossia quelli che creavano in qualche modo problemi all'uomo.

C'è un tuo filmato del quale sei particolarmente orgoglioso ?

L'emozione più grande è stata per il video della femmina di gatto selvatico con due cuccioli che la seguono. Rappresenta la prima prova della riproduzione di questa specie sull'Appennino ligure-piemontese.

Nel prossimo documentario invece inseriremo un altro video altrettanto speciale, registrato l'estate scorsa, nel quale sono ripresi di nuovo due cuccioli di gatto selvatico, di notte, sopra ad un piccolo crinale, che giocano con la mamma e inseguono delle lucciole. Non ci saremmo mai immaginati di arrivare a filmare delle scene del genere, dopo così poco tempo dalla prima segnalazione.

Chi sono i tuoi collaboratori?

Nicola Rebora - fotografo naturalista; Alessandro Ghiggi - naturalista e videomaker; Dario Casarini – naturalista e videomaker. 

Come si può contribuire al crowfunding?

Sulla pagina web dove si può vedere il trailer del film è possibile anche fare una donazione.  Per i sostenitori sono previsti anche dei premi, tra cui il posto riservato alla prima proiezione del film, la t-shirt ufficiale, un link segreto per vedere o scaricare in anteprima il documentario, oppure fotografie a tiratura limitata firmate e numerate che ritraggono volpe, lupo e gatto selvatico in libertà, una copia a scelta tra Felis (il primo libro fotografico in Italia sul gatto selvatico) e Le ombre tra i faggi (Libro fotografico che ritrae lupi e caprioli in ambienti selvaggi) e, infine,  un'escursione di un'intera giornata sulle tracce dei protagonisti del film (lupi, mustelidi, volpi e gatti selvatici) nel cuore dell'Appennino ligure/piemontese.

Con il ricavato, inizialmente acquisteremo ulteriori video trappole e altra attrezzatura tecnica per le riprese audio e video. Poi utilizzeremo i fondi per pagare gli spostamenti in auto necessari per il controllo delle videotrappole e realizzare le riprese. Successivamente, abbiamo il lavoro di editing. Infine ci dedicheremo alla produzione dei premi per i sostenitori (T-shirt, foto e workshop). Il 5 % resterà alla piattaforma produzionidalbasso.com che ci ospita.

 

 

Le prime prove che il Gatto Selvatico si riproduce sull'Appennino Ligure from Paolo Rossi Wolves Photographer on Vimeo.

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aree protette dell'appennino piemontese documentari

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