Dalle funzioni di polizia giudiziaria e amministrativa al monitoraggio delle specie protette vegetali e animali. Dai servizi al territorio dello Sportello Forestale al controllo del rispetto di norme e prescrizioni in materia ambientale, la partecipazione ad eventi e il coinvolgimento di cittadini e volontari in attività di sensibilizzazione e tutela della biodiversità. Sono queste soltanto alcune delle attività svolte dai guardiaparco delle Aree protette del Po piemontese nell'ambito delle loro mansioni di vigilanza. Per saperne di più siamo andati a vedere cosa è stato fatto nel 2025, a partire dal resoconto pubblicato sul sito dell'Ente, con l'aiuto del guardiaparco Fabrizio Nobili.
Il cervo volante a Superga
"Fin dal 2018 abbiamo iniziato a effettuare il monitoraggio del cervo volante, una delle specie tutelate dalla Direttiva Habitat: durante le nostre perlustrazioni serali prendiamo nota degli esemplari nel Parco naturale di Superga" racconta Fabrizio Nobili, guardiaparco presso le Aree protette del Po piemontese.
Il cervo volante (Lucanus cervus) è il più grande coleottero europeo. Oltre ad essere una specie protetta è importante come bioindicatore dello stato di salute dei boschi, che contribuisce a migliorare con il suo lavoro di degradazione del legno e trasformazione della sostanza organica in humus. Il monitoraggio avviene regolarmente nella Zona Speciale di Conservazione della Collina di Superga (ZPS IT1110002), all'interno del Parco naturale omonimo, anche grazie al lavoro di volontari. I cittadini, infatti, possono candidarsi a svolgere questa attività su Inaturalist, o iscrivendosi all'albo degli Amici del Po Piemontese. La situazione attuale vede una presenza di esemplari di cervo volante limitata nei valori massimi ma sostanzialmente stabile.
Le attività di censimento e di monitoraggio
A quella del cervo volante si affiancano altre attività di monitoraggio, principalmente delle specie inserite nella Direttiva Habitat.
"Durante l'inverno vengono effettuati i censimenti dell'avifauna acquatica svernante e monitorate alcune specie come le gru, i cormorani e i loro 'dormitori' cioè i siti dove riposano, oltre al conteggio delle garzaie, ossia i siti di nidificazione, degli ardeidi come gli aironi e le garzette" prosegue Nobili.
L'inanellamento dell'avifauna migratrice è un'altra delle attività peculiari di un parco fluviale come quello del Po piemontese.
"A marzo è il turno degli anfibi, in particolare delle 'rane rosse' come la rana di Lataste e la rana agile o dalmatina, in seguito del rospo smeraldino e della raganella e infine dei tritoni, nei pochissimi siti dove sono ancora presenti. Più avanti nella stagione è il turno delle libellule e soprattutto dei lepidotteri, come ad esempio la Lycaena dispar o licena delle paludi.
Preziosissima è stata la collaborazione di numerosi volontari, delle guide del parco e di sei operatori del Servizio Civile Universale nel monitoraggio del lupo, del cervo volante e nei censimenti dell'avifauna. E' anche grazie a loro che è stato possibile censire ben 5000 gru svernanti nel parco nel 2025!" osserva Nobili.
Un'attività complessa e variegata
Per avere un'idea delle tante sfaccettature dell'attività di vigilanza condotta dai guardiaparco è sufficiente un'occhiata al resoconto 2025 sul sito delle Aree protette del Po piemontese.
Si tratta di un servizio attivo tutti i giorni dell'anno, con personale che opera su turni.
"Con la stabilizzazione di due guardiaparco che erano a tempo determinato, necessaria anche per fare fronte all'emergenza della Peste suina africana (PSA), tutto il personale di vigilanza possiede ora la qualifica di agente o ufficiale di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza. Questi incarichi ci obbligano a trasmettere alle Procure della Repubblica territorialmente competenti le eventuali violazioni in materia di attività venatoria, danneggiamento di proprietà dell'Ente-Parco e, soprattutto, abbandoni di rifiuti. Le attività sempre più impegnative in questi anni sono l'attuazione dei piani di contenimento dei cinghiali oltre che delle specie esotiche invasive come gli ibis sacri".
Lo Sportello forestale e le altre attività
Altra funzione fondamentale, soprattutto per i proprietari di fondi e per gli utilizzatori dei boschi che si trovano all'interno delle aree protette, è quella svolta dallo Sportello Forestale.
"Durante i mesi autunnali e invernali sono state oltre sessanta le nostre uscite sul territorio per marcare le piante e controllare i cantieri forestali, con la successiva trasmissione della comunicazione di taglio alla Regione Piemonte. La nostra attività consiste nell'individuare le piante che possono essere tagliate, numerarle e contrassegnarle con la vernice e verificare che le operazioni di taglio seguano le normative forestali e, laddove presenti, quelle di conservazione specifiche dei vari siti Rete Natura 2000 affidati in gestione al parco. L'obiettivo è quello effettuare dei prelievi di legna compatibili, anche al fine di contenere la diffusione delle specie vegetali esotiche invasive, che sono spesso in concorrenza con le specie autoctone, soprattutto lungo il corso del Po. In collina cerchiamo di migliorare gli habitat originari con interventi di mantenimento o ripristino, in pianura cerchiamo di salvaguardare gli alberi, sia singoli che in filari, cercando di limitare, laddove possibile, le colture intensive come il riso nell'alessandrino e vercellese e il mais nel torinese. In collina, dove le esotiche sono fortunatamente un po' meno diffuse, cerchiamo di migliorare gli habitat forestali originari con interventi di mantenimento o ripristino" conclude Nobili.
Ma non è tutto. Il personale di vigilanza nel 2025 ha dedicato diverse giornate di lavoro a coadiuvare gli ittiologi nei campionamenti previsti nel Life Minnow, progetto europeo che prevede la gestione di sei specie ittiche inserite nell'Allegato II della Direttiva Habitat: la lampreda, la lasca, la savetta, il cobite, il vairone e lo scazzone.
Rientrano nell'attività del servizio anche le ricerche e i controlli floristici delle specie protette oggetto di monitoraggio.
Per non parlare della partecipazione del servizio di vigilanza a innumerevoli eventi, incontri, serate divulgative, uscite e sopralluoghi spesso coordinati o in sinergia con il servizio promozione dell'Ente-Parco: Festival del cicloturismo – di cui l'edizione 2026 si terrà il 18/19 aprile - Puliamo il Mondo di Legambiente, giornate di raccolta rifiuti con l'associazione Plastic free, passeggiate botaniche, Festa dell'Albero e molti altri ancora.
