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Cies

La spiaggia più bella del mondo nel Parco Nazionale delle Islas Atlanticas de Galicia

  • Aldo Molino
  • dicembre 2013
Mercoledì, 19 Marzo 2014
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Cies
Dune e pinete a Cies
Foto: A. Molino
I gabbiani i signori di Cies
Foto: A. Molino
Il catamarano che sbarca i visitatori
Foto: A. Molino
Il cordone sabbioso che unisce le due isole
Foto: A. Molino
Il giglio di mare - Le fortificazioni di Baiona
Foto: A. Molino
Il percorso di Cristoforo Colombo
Foto: A. Molino
Il porto di baiona in galizia con la ricostruzione di una delle caravelle
Foto: A. Molino
La costa settentrionale di Cies dal belvedere
Foto: A. Molino
La spiaggia più bella del mondo
Foto: A. Molino
L'arcipelago di Cies al tramonto
Foto: A. Molino
Non solo bagnati
Foto: A. Molino
Targa commemorativa del ritorno delle caravelle di Colombo
Foto: A. Molino
Una caletta a Cies
Foto: A. Molino

Ci siamo talmente abituati alle comunicazioni in tempo reale con ogni parte del mondo, intenet, cellulari, radio, televisione, che ci è difficile se non impossibile immaginare come potesse funzionare il mondo senza una efficiente e veloce reti di comunicazione. Un problema ben presente a tutti i potentati economici militari che nei vari luoghi e nelle varie epoche si prodigarono nell'escogitare sistemi per comunicare pratici, efficaci e soprattutto rapidi. I romani ad esempio misero a punto una efficiente rete di strade consolari e di corrieri, cos come gli Inca in sud-America.
La mancanza di precisi protocolli (vele bianche,vele nere) costò cara a Teseo nel suo ritorno da Creta.
1492 terra ... terra, era l'alba del 12 ottobre e venne ri-scoperta l'America con tutto quello che ne conseguì. Ma se gli intrepidi naviganti eran ben certi di essere arrivati da qualche parte (che si trattasse delle coste del Catai o di un nuovo continente poco importa) chi poteva portare la notizia in Europa o meglio come e quando la cosa si seppe? In pochi forse se lo chiesto. Baiona nell' estremo lembo d'Euopa che guarda l'Atlantico (da non confondersi con Bayonne che sta nei Paesi baschi francesi). Una targa apposto in occasione dell'anniversario, ci ricorda come il 1 marzo 1493 la sgangherata caravella Pinta comandata da Martín Alonso Pinzón, facesse ritorno dal viaggio transoceanico portando la notizia che Cristobal Colon era alla fine tra molte traversie riuscito a raggiungere la meta e che stava dirigendosi dalle Azzorre a Palos.
Una perfetta ricostruzione della caravella è attraccata nel porto e (pagando) può essere visitata.


Se amate il pesce, Baiona è il posto giusto per fritture, grigliate, zuppe e naturalmente il celebre "pulpo alla Gallega", se invece sono il mare e la natura il vostro obiettivo e pensate che le creature marine anche loro stiano meglio nell'acqua che non in un piatto, Baiona è uno dei punti di partenza per il parco nazionale spagnolo delle Isole atlantiche, frammenti di terra, ultimo avamposti prima dell'oceano. Siamo in Galizia a una trentina di chilometri da Vigo che è la capitale regionale. Nella bella stagione bisogna prenotare per tempo, perché il catamarano che effettua il servizio di traghetto ha un numero di posti limitati essendo l'accesso alle isole a numero chiuso (non più di 2.000 presenze giornaliere). Le richieste di visita sono aumentate da quando una noto quotidiano inglese "The Guardian" ha assegnato il titolo di "spiaggia più bella del mondo" a la playa di Rodas dell'isola di Ciès "materializzazione di un posto da sogno" secondo l'autorevole giornale.


Il "Parco nazionale delle isole atlantiche" istituito il 1 luglio 2002 interessa sia una zona terrestre, in tutto 12 kmq. che marina (72 kmq.) ed è composto da quattro gruppi di piccole isole situate di fronte ai Rias (i fiordi galleghi) nel tratto di costa compreso tra Pontevedra e la Corunà . Gli arcipelaghi sono quelli di Cìes, Ons, Salvora e Cortegada protetti con il mare che le circonda.
Il clima è molto meno rigido e mutevole di quello della vicina costa con minori precipitazioni e temperatura mite. Nell'antichità le isole chiamate Siccae vennero (secche), ed erano sicuramente abitate come evidenziano reperti databili al 3500 a.C.. Più tardi vi si insediarono, tra cui i Romani, lo testimoniano ritrovamenti fittili e monili (conservati nel museo di Pontevedra) e alcuni passi negli scritti di Strabone, Plinio e Diodoro. Nel Medioevo le isole furono abitate da monaci: francescani, benedettini e cluniacensi: i resti di alcuni monasteri come San Estevo – nell'isola del Faro – e San Martino, nell'omonima isola sono tutt'ora visibili. Per la loro posizione strategica da cui si poteva controllare la costa Gallega attirarono a più riprese pirati e avventurieri turchi e normanni, ma anche gli inglesi da Sir Francis Drake con inevitabili distruzioni e fuga degli abitanti.
Oggi non ci sono più residenti stabili, sino alla fine degli anni '50 su Ciès vivevano una quarantina di persone che sopravvivevano con la pesca e l'allevamento. Dopo l'abbandono delle attività tradizionali e il totale spopolamento, negli anni 70 le isole furono scoperte turisticamente dai galiziani rischiando il degrado totale: solamente l'istituzione nel 1980 della Riserva naturale e l'acquisizione nel 1984 della proprietà da parte della Xunta de Galicia evitò il peggio.
Sulle isole non ci sono così strutture ricettive permanenti esistono alcune zone di campeggio e di bivacco su Once e su Ciès (prenotazione è indispensabile) e qualche ristorantino funzionante nei mesi estivi
A Cìes si sbarca sul molo dove un percorso protetto attraversa il delicato ecosistema dunale (bellissime fioriture estive di Pancratio marittimum, il giglio di mare) e in pochi metri si è al punto informativo del parco, dove preparate guide naturalistiche organizzano escursioni guidate lungo i principali sentieri. Anche se la tentazione rappresentata delle vicine spiagge è forte, bisogna almeno prima percorrere i sentieri 3 e 4 per raggiungere lo spettacolare e panoramico Alto do Principe (111 m) e quindi al Faro do Peito dove si trova un capanno di osservazione da cui si possono ammirare gli uccelli marini.
Alle spalle delle Praia das Rodas una falce di sabbia dorata lunga 1.200 m che si stempera in un mare di cobalto è uno stagno salmastro separato da un ponte diga dall'oceano. Il ponte diga unisce le due isole: un paio di volte all'anno durante tempeste particolarmente violente il mare supera lo sbarramento e attraversa stagno e spiaggia.
In due ore e trenta minuti andata e ritorno si può anche salire sino ai 175 metri del Monte Faro, il panorama compensa della fatica.
Anche l'isola di Ons più a nord escursionisticamente è piuttosto interessante. I traghetti in questo caso partono dalle principali località della Ria di Pontevedra. Anche qui troviamo spiagge di sabbia, e panorami indimenticabili sull'oceano.

Fauna e flora

Dal punto di vista della flora si possono distinguere tre ambienti principali: le dune costiere dove si possono rinvenire molte piante divenute rare sulle coste continentali. La macchia sulle pendici delle ripide falesie dalle caratteristiche mediterranee con specie interessanti e alcuni endemismi esclusivi e il bosco degradato con eucalipti e pini marittimi che in seguito a scriteriati rimboschimenti hanno sostituito le specie autoctone come il cerro e il fico selvatico (progetti di rinaturalizzazione sono allo studio).
Se è il mare la vera ricchezza biologica (maschera e pinne consentono di ammirare le meraviglie del mondo sottomarino con ricci, polipi, anemoni, granchi etc. anche se l'acqua è piuttosto fresca ) delle isole interessante è anche la fauna ornitica. Gabbiani reali (alcune decine di migliaia)e cormorani la fanno da padrone, ma troviamo anche la gazza marina minore (Alle alle) un raro uccello della famiglia degli alcidi e sulle scogliere più impervie il falco pellegrino.

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