Tre specie di piccoli mustelidi – l'ermellino (Mustela erminea), la donnola (Mustela nivalis) e la puzzola europea (Mustela putorius) – convivono nel paesaggio variegato del Nord-Ovest italiano, ma rimangono largamente elusive e poco conosciute. Un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani, tra cui Luca Maurino delle Aree Protette delle Alpi Cozie, ha utilizzato modelli di nicchia ecologica (ENM) e un'ampia rete di segnalazioni per mappare la probabilità di presenza di queste specie e confrontarne i requisiti ambientali su scala regionale. I risultati, pubblicati in un articolo scientifico lo scorso 22 novembre sulla rivista Mammal Research, forniscono indicazioni utili per orientare azioni di conservazione mirate e mettere a fuoco le minacce emergenti.
Lo studio ha raccolto segnalazioni georeferenziate (2000–2023) provenienti da banche dati aperte e da una rete collaborativa di istituzioni – tra cui parchi, musei e gruppi di ricerca – che hanno verificato immagini e osservazioni per garantire l'affidabilità dei dati.
Il confronto dei dati evidenzia differenze nette nelle preferenze ambientali delle tre specie. L'ermellino occupa principalmente gli habitat d'alta quota – praterie alpine e aree rocciose – e mostra una forte sensibilità alle variabili climatiche, aspetto che lo rende particolarmente vulnerabile ai rapidi cambiamenti che hanno investito la montagna. La donnola presenta un'ampia nicchia ecologica che include territori sia di pianura, sia di montagna spaziando tra paesaggi agricoli meno intensivi e boschi di conifere. La puzzola europea, infine, è stata individuata soprattutto nelle aree di pianura con risaie e foreste decidue planiziali, dove la combinazione di temperatura e disponibilità di prede la rende maggiormente adatta. Le analisi di sovrapposizione delle nicchie mostrano una moderata affinità tra donnola e faina, mentre l'ermellino appare ecologicamente più distinto.
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