Il Parco Nazionale della Val Grande annuncia l'avvio di un progetto di monitoraggio avanzato della fauna selvatica, con particolare attenzione ai grandi carnivori presenti sul territorio. L'iniziativa nasce dall'esigenza di fornire dati scientifici attendibili, contrastare le fake news e offrire risposte concrete agli allevatori e alla comunità locale.
Attraverso l'utilizzo di radiocollari, in collaborazione con i Carabinieri Forestali, il Parco intende avviare un programma che consenta di raccogliere informazioni precise sulla presenza e sugli spostamenti di lupi e orsi.
Il progetto, ispirato a esperienze già attuate in altri parchi italiani, richiederà tempo e impegno, considerata la complessità della cattura e del rilascio degli animali con dispositivi di monitoraggio. Tuttavia, rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare un tema che negli ultimi mesi ha assunto grande rilevanza mediatica, anche a causa di fake news e casi di predazioni.
"La gestione attiva dei grandi carnivori non è solo monitoraggio: significa raccogliere dati oggettivi, genetici e scientifici, per dare risposte concrete e smontare posizioni strumentali o prive di basi. Ad oggi sappiamo con certezza, grazie alle analisi genetiche, che nella Val Grande è presente un solo orso. Se in futuro emergeranno nuove evidenze, saremo i primi a comunicarle. La trasparenza e la correttezza scientifica restano la nostra priorità " – sottolinea Cristina Movalli, tecnico del Parco Nazionale della Val Grande.
È in corso, la definizione di un progetto che sarà presentato al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica per l'ottenimento delle necessarie autorizzazioni.
