Tra gennaio e febbraio il biologo spagnolo Daniel Ojeda ha svolto un periodo di ricerca sul campo nelle valli del Monviso nell'ambito del progetto "Time to Ascent Monviso", dedicato allo studio degli effetti del cambiamento climatico sull'alpinismo. Il Monviso, al centro della Riserva della Biosfera UNESCO più alta d'Europa, rappresenta un caso di studio privilegiato per osservare l'impatto del riscaldamento globale in ambiente di alta montagna.
Durante la permanenza sul territorio, il ricercatore ha raccolto interviste a guide alpine, alpinisti esperti, istruttori del CAI, gestori di rifugi e autori di pubblicazioni sul Monviso, affiancando un questionario online rivolto a escursionisti e alpinisti. Parallelamente ha analizzato le guide alpinistiche dagli anni Ottanta a oggi, con particolare attenzione al fenomeno della "sostituzione temporale", ovvero lo spostamento delle attività verso periodi dell'anno più sicuri.
Dalle prime evidenze emergono gli effetti del ritiro dei ghiacciai, della riduzione del manto nevoso, dell'aumento delle temperature e del degrado del permafrost, che rendono alcune vie classiche più pericolose e praticabili in finestre temporali sempre più ristrette. Si osserva anche un cambiamento nel profilo dei frequentatori, con un aumento degli escursionisti e dell'interesse per l'arrampicata sportiva e un calo dell'alpinismo tradizionale d'alta quota. Per i rifugi alpini crescono inoltre le criticità legate alla disponibilità d'acqua e alla produzione di energia.
La ricerca ha un forte orientamento applicativo: l'obiettivo è fornire indicazioni utili per adattare la gestione della montagna alle nuove condizioni climatiche, dalla manutenzione dei sentieri alla comunicazione dei rischi e alla pianificazione dei servizi. Il progetto è stato realizzato con il sostegno del Parco del Monviso, nell'ambito delle attività della UNESCO, e con una ricerca parallela presso il centro GLOMOS dell'EURAC.
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