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Bentornato Sultano

Nel 1996 la reintroduzione del pollo sultano in Sicilia, dove si era estinto. oggi, dopo 104 animali liberati, la missione è compiuta: "l'anatra blu" vive e si riproduce

  • Massimo Piacentino
  • luglio 2014
  • Venerdì, 9 Luglio 2010
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Nella mappa qui sopra la distribuzione del Pollo sultano in Sicilia, aggiornata alla primavera 2007. I tondi di maggiori dimensioni indicano i siti dove sono presenti i nuclei riproduttivi più consistenti - Foce del Simeto (1) e Ponte Barca (2). I tondi più piccoli indicano le località dove sono state osservate 1-2 coppie nidificanti - Saline di Priolo (3), Pantani della Sicilia sud orientale (4) - o dove la riproduzione non è stata accertata ma è stata ritenuta probabile - Biviere di Gela (5), Saline di Siracusa (6), Lago di Pergusa (7). Le stelle segnalano gli avvistamenti di singolo individui. Fino agli inizi degli anni quaranta per le massaie di Catania era abbastanza comune poter acquistare tra i banchi del mercato “un’anatra” blu dal becco vermiglio piuttosto strana ma buona di sapore. Improvvisamente se ne persero le tracce, il Pollo sultano drammaticamente si estinse… Il Pollo sultano (Porphyrio porphyrio) è un uccello acquatico strettamente legato alle zone umide d’acqua dolce del Mediterraneo. Questo rallide di abitudini tipicamente sedentarie trova il suo habitat ideale in paludi costiere, canali d’irrigazione, fiumi e invasi artificiali caratterizzati dalla presenza di acque ferme con ampie formazioni di vegetazione ripariale come la canna d’acqua e la tifa. Purtroppo già dall’Ottocento, a causa della distruzione del suo habitat e dell’intensa persecuzione diretta, il Pollo sultano ha subito un rapido declino in tutto l’areale europeo. In Sicilia, benché un tempo fosse abbondante, si estinse presumibilmente negli anni ’50 (1957). Al momento questo rallide è ancora presente nella Penisola Iberica, in ristrette e localizzate aree del nord Africa (Tunisia, Algeria e Marocco) e in Sardegna. Considerando il suo problematico stato di conservazione, il Pollo sultano è specie particolarmente protetta nella normativa nazionale, è stato oggetto di un piano d’azione internazionale e nazionale ed è stato inserito tra le specie meritevoli di usufruire di fondi comunitari per l’avvio di misure di conservazione (LIFE Natura). Grazie a un’iniziativa congiunta dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (ex INFS divenuto ora ISPRA) e della Lega Nazionale Protezione Uccelli (LIPU), nel 1996 è nata l’idea di verificare la fattibilità di un progetto sulla reintroduzione del Pollo sultano in Sicilia. Dopo una prima fase di studio e di verifiche tecniche durata tre anni, nella quale sono state coinvolte Istituzioni come l’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia e sono stati avviati i contatti per le necessarie collaborazioni, finalmente nell’ottobre del 2000 si è passati alla fase operativa con il rilascio dei primi 14 esemplari nel Biviere di Gela. Fino ad oggi, con sei differenti liberazioni sono stati rilasciati complessivamente 104 giovani esemplari di cui: 66 alle foci del Simeto, 26 al Biviere di Gela e 12 alle Saline di Siracusa e Fiume Ciane. Contemporaneamente al primo rilascio è partita l’attività di monitoraggio per seguire l’evolversi del processo di colonizzazione del nuovo contesto ambientale. In Sicilia per riformare una popolazione vitale si è optato di utilizzare polli sultani provenienti dalla Penisola Iberica, in gran parte nati in cattività nel Centro de Estudio y Proteccion del Medio Natural (CEPMN) gestito dalla Generalitat Valenciana, Conselleria de Medio Ambiente (Spagna); pochi altri soggetti di origine selvatica, sono stati catturati nelle zone umide di Albufera a Valencia. All’età di 3-6 mesi, i polli sultani nati in Spagna, raggiunta l’indipendenza dai genitori,sono stati trasportati a Catania con voli di linea e il giorno successivo senza nessun periodo di pre-ambientamento in voliera, sono stati rilasciati in perfette condizioni nei siti ritenuti idonei. Nelle reintroduzioni è di notevole importanza verificare i risultati ottenuti attraverso i rilasci per capire come i soggetti fondatori reagiscono nell’ambiente naturale, in modo da programmare al meglio la prosecuzione delle attività. In Sicilia si è riscontrato che dei 104 animali liberati, tutti inanellati, solo 4 sono deceduti (2 per predazione naturale, 1 probabilmente intossicato e 1 per bracconaggio). Alle foci del Simeto, dove l’habitat risulta particolarmente favorevole, si sono concentrati gli sforzi di monitoraggio. Già nella primavera del 2002 si è registrata la nidificazione di almeno due coppie con la nascita di 5 pulcini! Questo piccolo successo ha alzato il morale dei ricercatori dimostrando la bontà e la fattibilità del progetto e convincendo anche i più scettici a continuare. Le osservazioni di diversi individui privi di anello, completamente sviluppati ed autonomi hanno dato prova come le nidificazioni abbiano avuto pieno successo incrementando la popolazione. Tutto ciò ha dimostrato non solo la velocità con cui i giovani polli si adattano al nuovo habitat, ma anche la notevole capacità di crescita della specie. L’11 dicembre del 2003 nella riserva Naturale del fiume Ciane e delle Saline di Siracusa è avvenuta l’ultima liberazione; successivamente si è deciso di interrompere i rilasci e intensificare i monitoraggi per seguire l’evoluzione della situazione con un crescendo di emozioni e scoperte continue! Degli ultimi esemplari liberati (e inanellati) quasi subito si sono perse le tracce, ma con sorpresa, successivamente uno di essi è stato avvistato al Simeto e l’anno seguente un altro ha nidificato con successo all’interno della Riserva Naturale delle saline di Priolo, portando 2 giovani all’involo. A settembre 2004 nella Riserva Orientata dell’Oasi del Simeto veniva già stimata la presenza di almeno 30-35 nuclei riproduttivi. A settembre 2005 le coppie nidificanti raggiungevano almeno le 40 unità mentre un altro nucleo riproduttivo si era insediato in corrispondenza dell’invaso di Ponte Barca (Paternò-CT). A fine 2009 un esemplare di pollo sultano presumibilmente siciliano, viene ritrovato a Malta dimostrando la tendenza all’espansione di questa specie. Attualmente si intende proseguire il lavoro di monitoraggio delle zone umide, (chiunque abbia dati al riguardo può contribuire al progetto comunicandoli a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) per avere conferma del buon andamento del progetto di reintroduzione e acquisire nuovi dati sulla biologia di questa specie, sino a ora poco studiata. Sulla base dei dati finora raccolti, a oltre dieci anni dall’inizio del progetto, sembrerebbe che l’intento di ricreare una popolazione vitale e diffusa in tutta la Sicilia sia stato raggiunto. Più impegnativo e difficile, sarà garantire la sopravvivenza del Pollo sultano nel lungo periodo: per questo già da ora si sta lavorando per creare nuovi ambienti idonei a ospitare la specie. Parallelamente sarà fondamentale diffondere nell’isola la consapevolezza dell’importanza della tutela delle zone umide, veri e propri forzieri di biodiversità da gestire e preservare con cura. L’autore ringrazia il A. Andreotti e R. Ientile per la professionalità e la collaborazione. Massimo Piacentino, genovese, collabora con diverse riviste di Natura-viaggi-ecoturismo. Ha realizzato reportage sia in Italia che all’estero. Collabora con il Corpo Forestale dello stato.

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