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Nei parchi, il lavoro è (anche) un’esperienza di conoscenza e condivisione

Percorsi di alternanza scuola-lavoro nell'Ente di gestione delle Aree protette dell'Appennino Piemontese

  • Elisa Enrica Arecco, Lorenzo Vay
  • Venerdì, 24 Agosto 2018
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 Arc. Ente parco Arc. Ente parco

Con la legge 107 del 2015 l'alternanza scuola-lavoro è diventata percorso di formazione obbligatorio per tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado e, da quest'anno scolastico, potrebbe diventare argomento di discussione del colloquio dell'esame di stato. L'alternanza scuola-lavoro può quindi trasformarsi in un'autentica e importante opportunità per offrire ai giovani esperienze lavorative concrete e stimolanti.

Nata da una concezione pedagogica ad ampio respiro e supportata da numerosi studi internazionali che si occupano di educazione permanente e di competenze chiave europee di cittadinanza, l'alternanza scuola-lavoro dovrebbe fondarsi su un efficace scambio culturale generazionale, finalizzato alla formazione di cittadini attivi, consapevoli, capaci di interpretare la complessità del mondo contemporaneo e aperti ad un apprendimento costante.

Negli ultimi anni, numerose sono state le proposte di aziende, associazioni ed enti pubblici ed è all'interno di un variegato panorama di iniziative che si inseriscono i progetti promossi dall'Ente di gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese che, a partire dal 2016, ha accolto studenti provenienti da diverse scuole del territorio.

L'Ente parco, insieme all'Ecomuseo di Cascina Moglioni, è risultato essere una realtà ideale per questa specifica esperienza di lavoro. Le aree protette e gli ecomusei piemontesi, oltre ad avere per definizione un rapporto privilegiato con le istituzioni scolastiche, infatti, nascono con l'obiettivo primario di contribuire, per mezzo di iniziative concrete, alla crescita culturale del singolo e della collettività; in particolare, si prefiggevano questa missione i primi ecomusei che, creati in Francia negli anni '70 del secolo scorso, coltivavano il sogno di diffondere una diversa concezione della cultura e della trasmissione del sapere. Muovendo dalle coeve idee di Paulo Freire, educatore brasiliano autore de L'educazione come pratica della libertà, uno dei due padri fondatori degli ecomusei francesi, Hugues De Varine, aveva posto proprio alla base del suo nuovo modello museale il concetto di conscientisation, un percorso collettivo di presa di coscienza di sé e della propria cultura. Ed è a partire da quella visione rivoluzionaria, riconducibile alla celebre espressione freiriana nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo, che l'Ente di gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese ha ideato, insieme alle scuole interessate, i suoi progetti di alternanza scuola-lavoro che non si limitano a mostrare 'un esempio di attività lavorativa' ma vogliono, in primo luogo, offrire strumenti per la formazione della persona.

Numerose sono le collaborazioni attivate in questi anni con istituti scolastici, come l'Istituto superiore "G. Parodi" di Acqui Terme, il Liceo scientifico "E. Amaldi" di Novi Ligure, l'Istituto di istruzione superiore "Primo Levi" di Ronco Scrivia, l'Istituto "S. Caterina" Madri Pie di Ovada, il Liceo linguistico Internazionale "Grazia Deledda" di Genova.

L'esperienza con il Liceo Linguistico Internazionale "Grazia Deledda" di Genova

Tra le tante, significativa è stata l'esperienza nata dalla stretta collaborazione tra l'Ente di gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese e il Liceo Linguistico Internazionale "Grazia Deledda" di Genova.
Partendo da una definizione condivisa del concetto di apprendimento, nel corso della progettazione si è cercato di coniugare alcune delle specifiche attività della scuola, finalizzate alla valorizzazione delle lingue come mezzo di conoscenza, di integrazione e di scambio1, con quelle didattico-formative dell'Ente di gestione, incentrate sulla tutela della biodiversità naturale e antropica e sulla diffusione di un turismo culturale e ambientale responsabile. Il percorso didattico, iniziato lo scorso maggio, è stato suddiviso in tre momenti, uno formativo e due operativi. Nella prima fase, dedicata alla preparazione degli studenti, sono state organizzate delle lezioni in classe e sul campo tenute dal personale dell'Ente di gestione; nella seconda, che avrà luogo a partire dal mese di luglio, invece, gli allievi si occuperanno dell'accoglienza dei visitatori presso l'Ecomuseo di Cascina Moglioni, in occasione degli eventi culturali in programma nella stagione estiva e per i quali è attesa una grande affluenza di pubblico; la terza, da completarsi nel prossimo autunno, prevede infine, la realizzazione, nuovamente da parte dei ragazzi, di materiale promozionale digitale, tradotto nelle lingue studiate nel loro liceo (inglese, francese, tedesco, spagnolo, arabo, cinese e russo).

In linea con i principi educativi da cui si era partiti, il progetto insiste sulla necessità di ristabilire un rapporto uomo-ambiente più equilibrato e di promuovere concreti scambi culturali nei quali ciascun individuo mette a disposizione dell'altro le proprie conoscenze. Immersi in un contesto lavorativo autentico, gli studenti potranno approfondire e sperimentare nuovi saperi e, al contempo, valorizzare le loro specifiche competenze, in particolare in ambito tecnologico e linguistico. La proposta, infatti, si basa sulla convinzione che la vera conoscenza si realizza soltanto attraverso il rispetto e la condivisione specialmente con i più giovani, grande risorsa intellettuale da riscoprire, così come si legge in un noto passo del Talmud, uno dei più antichi strumenti di studio dell'Occidente: ho imparato molto dai miei insegnanti, molto dai miei colleghi, ma più ancora dai miei allievi.

 

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