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Quando gli animali entrarono nel piccolo schermo

Correva l'anno 1956 e la trasmissione si chiamava 'L'amico degli animali', condotta da Angelo Lombardi. Oggi il figlio Guido ne ripercorre la storia, tracciando un curioso ritratto di quella che fu la prima trasmissione sugli animali della televisione italiana.

  • Gianni Boscolo
  • Maggio 2019
  • Venerdì, 19 Aprile 2019
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Quando gli animali entrarono nel piccolo schermo

 

Angelo Lombardi fu il conduttore della prima trasmissione sugli animali della televisione italiana. Nacque a Genova nel 1910 e morì a Roma nel 1996. Conduttore della prima trasmissione sugli animali della televisione italiana, proveniva da una famiglia di agricoltori trasferitasi in Somalia. Qui si dedicò alla vita del cacciatore di belve sulle orme di Karl Hagenbeck (1844-1913). Uno zoologo tedesco cui ora sono dedicati uno zoo e acquario a Colonia.

Lombardi divenne anche fornitore di esemplari per i giardini zoologici e ne aprì uno tutto suo a Salsomaggiore. Non disdegnò l'attività di domatore, tanto che nel Dopoguerra ricostruì lo zoo di Napoli distrutto dai bombardamenti. Approdò in televisione con la fortunata trasmissione L'amico degli animali, nel 1956, che gli valse la notorietà che seppe utilizzare come fornitore di animali per set cinematografici e consulente per le scene che richiedevano specie varie.

Una trasmissione che fece la storia della TV

La prima delle 78 puntate di quella trasmissione che porterà sul piccolo schermo gli animali e le loro abitudini, andò in onda un martedì: il 7 febbraio 1956, alla dieci di sera. Angelo Lombardi era assistito da Maria Bianca Piccinino e, soprattutto, un ascaro somalo, Andalù, che diventerà con la scimmia Cita, uno dei punti di forza dello spettacolo. Lombardi portò nelle case, e nei locali pubblici dove al tempo si vedeva la TV, la cattura di bestie feroci, il loro addomesticamento, l'estrazione del veleno dai serpenti... Ma non solo: basti pensare all'esotismo, tipo come trattare i gatti, i cani e quelli che oggi si chiamano "animali da compagnia". Etologia e scienze naturali erano ancora da divenire nella cultura del nostro Paese, legato alle conoscenze della cultura contadina da cui si cercava di emergere. La trasmissione andrà avanti fino all'anno successivo, portando per la prima volta, il mondo animale ogni settimana sul piccolo schermo per mezz'ora, e divenendo apripista delle trasmissioni naturalistiche che verranno negli anni successivi. Sia Lombardi che i suoi due assistenti divennero famosi, anche per il modo con cui lui li licenziava: "Andalù portali via!". Uno stilema, come il saluto con cui iniziava le trasmissioni: "Amici dei miei amici, buonasera".

Aneddoti curiosi

Il figlio Guido, che ne ha seguito le orme, ha raccontato in un agile libretto aneddoti e personaggi incontrati in quell'attività (Animali sul set, Testo & immagine, 2000): tra l'altro, Guido Lombardi fu anche per alcuni anni consigliere del parco della Maremma.
Tra gli attori, ricorda Jacques Sernas, all'epoca piacioso protagonista di numerose pellicole del filone peplo (come furono definiti i film a sfondo mitologico e storico negli Anni '60) alle prese con serpenti; ma anche Liz Taylor che avrebbe dovuto addirittura farsi mordere da un aspide nel colossal Cleopatra. E a proposito di colossal, come non ricordare La Bibbia di John Huston (che ospitava un giaguaro nella roulotte): su youtube si trova ancora oggi la processione degli animali preceduta da Houston a mo' di pifferaio magico o come putto celeste. Una carovana, quella capeggiata di Houston, dove fu necessario far convivere zebre, capre, cammelli, bufali e altre specie più pericolose. Il figlio ricorda che il colossal di Houston costituì la sua università.
Ma anche attori come Sordi, David Niven, Sophia Loren e altri nomi che hanno fatto la storia del cinema furono costretti sul set, in qualche modo, a incontri ravvicinati con animali.

Tra i diversi aneddoti dell'esperienza televisiva raccontati da Guido, ci sono anche vere stranezze, come, ad esempio, quando un funzionario pretese che nella gabbia di plexiglas fosse ripreso il lupo (mansueto e quasi domestico di Isernia) lasciando invece libero il ben più aggressivo dingo, o cane australiano. Oppure quando il pitone lungo sei metri non si decideva a uscire dal suo fondale di cartapesta allestito per l'occasione: le sei persone che lo spostarono resero l'idea delle sue reali dimensioni.
Alla trasmissione, non mancarono neppure riprese di elevato impegno tecnologico, come quell'anaconda ripresa in un'ampia vasca di Cinecittà. Erano gli anni in cui Folco Quilici portava le prime telecamere sott'acqua per il suo mitico Sesto Continente. La televisione, nonostante al tempo fossero soltanto 60mila gli abbonati, stava dispiegando la sua incredibile capacità di diffusione popolare e capillare.

 

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