Il profilo imponente di un cinghiale si staglia all'improvviso nella nebbia di una nevosa giornata d'autunno; un'immagine potente e ancestrale, evocativa di un tempo in cui l'uomo aveva bisogno di cacciare il selvatico per sopravvivere.
Questa sagoma antica, primordiale, che ricorda quella di un bisonte nelle foreste primigenie dell'Europa centrale, non sembra forse suggerirci che, nonostante il desiderio umano di controllo e dominio del pianeta, abbiamo ancora bisogno del selvaggio, dell'inafferrabile?
Il cinghiale ci sfida, evoca le nostre passioni più recondite, ci rimanda a una natura selvaggia oramai scomparsa che permane tuttavia nel nostro immaginario profondo.
Quell'animale, il suo profilo, ci accompagnano alla riscoperta di un perduto, intimo, ritorno alle origini che è parte di noi.
H. D. Thoreau scriveva: "È inutile sognare una natura selvaggia distante da noi. Non esiste nulla di simile. È la palude nel nostro cervello e nei nostri visceri, il vigore primordiale della Natura dentro di noi a ispirarci quel sogno".
*Sono nato nel 1972 a Genova . Lì sono cresciuto (se così si può dire, almeno anagraficamente) e mi sono laureato in Lettere moderne. Da quell'incredibile città verticale il mio cuore, i miei occhi, il mio obiettivo fotografico spesso erano rivolti a quei monti dietro casa che presto sarebbero diventati il mio luogo di lavoro. La città di Eugenio Montale e di Giorgio Caproni confina infatti col Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, un Parco dai panorami sublimi, un Parco piemontese da cui si vedono il mare, la Corsica, l'arco alpino, dalle Alpi Liguri alle Giulie e le Apuane. Un'area naturale protetta sconosciuta ai più, uno scrigno di Natura da scoprire, anche per chi come me, da trent'anni, ha la fortuna di viverla come Guardaparco. Fin da ragazzo, ho coltivato un'inguaribile passione per la natura che ho sempre cercato di documentare attraverso la fotografia. Amo soffermarmi sui dettagli, sui particolari dei fiori, soprattutto delle orchidee, protagoniste del libro fotografico "Orchidee spontanee tra Marcarolo, la Val Lemme e il Piota", scritto insieme al professor Enrico Martini nel 2010.
