Stylurus flavipes (Gonfo zampegialle) e Ophiogomphus cecilia (Gonfo serpentino) sono due specie di particolare interesse conservazionistico, inserite negli allegati della Direttiva Habitat dell'Unione Europea, e quindi oggetto di particolare attenzione nell'ambito delle politiche comunitarie per la tutela della biodiversità.
L'osservazione è avvenuta durante l'attività di monitoraggio condotta nel territorio gestito dall'Ente, lungo un canale irriguo della pianura vercellese, caratterizzato dalla presenza di abbondante vegetazione naturale sulle sponde. Un ambiente apparentemente ordinario, inserito in un territorio fortemente modellato dall'agricoltura, ma che può assumere un ruolo importante per la conservazione della biodiversità.
L'importanza dell'acqua per la biodiversità
Nelle Aree protette del Po piemontese sono state rilevate oltre 50 specie di libellule, un dato che restituisce la ricchezza e la varietà degli ambienti acquatici presenti lungo il Po e nella pianura piemontese.
Gli Odonati sono organismi particolarmente legati agli ambienti acquatici. La parte più lunga e meno visibile della loro vita si svolge infatti sott'acqua: le larve possono vivere per mesi o anche per anni nell'ambiente acquatico, mentre la fase adulta, quella che siamo abituati a osservare durante le giornate estive, è generalmente molto più breve.
Questa particolare biologia rende gli Odonati sensibili alle condizioni dei loro habitat e fa sì che possano fornire informazioni interessanti sui cambiamenti degli ambienti acquatici. Non si tratta però di indicatori assoluti della qualità di un ecosistema: nessun singolo gruppo animale può raccontare da solo lo stato di salute di un ambiente. Come sottolinea ISPRA, per valutare correttamente la qualità ambientale è necessario integrare diversi indicatori biologici con parametri fisici e chimici.
Le libellule possono quindi essere considerate utili indicatori ecologici, soprattutto quando vengono studiate attraverso il monitoraggio delle comunità e dei cambiamenti nella loro composizione nel tempo. La presenza o l'assenza di determinate specie può contribuire a comprendere come stanno cambiando un habitat e le condizioni che lo caratterizzano.
Canali, rogge e risaie: una rete ecologica da non sottovalutare
Nella pianura vercellese, l'acqua è presente attraverso una rete molto articolata: risaie, rogge, canali irrigui, fontanili e piccoli corsi d'acqua.
Questi ambienti, anche quando sono artificiali o fortemente modificati dall'uomo, possono svolgere importanti funzioni ecologiche. La loro capacità di ospitare biodiversità dipende però dalle modalità con cui vengono gestiti.
Per specie legate agli ambienti acquatici, infatti, la presenza dell'acqua da sola non è sufficiente. Sono importanti anche la struttura delle sponde, la presenza di vegetazione, le caratteristiche del fondo, la qualità dell'acqua e la continuità dell'habitat.
Ed è proprio qui che emerge la fragilità di questi ambienti. Interventi di manutenzione particolarmente invasivi, rimozione della vegetazione ripariale e modificazioni della morfologia dei canali possono ridurre o eliminare le condizioni necessarie alla sopravvivenza di molte specie.
La conservazione della biodiversità della pianura passa quindi anche attraverso una gestione attenta della rete irrigua, capace di conciliare le esigenze agricole e idrauliche con quelle ecologiche. Anche il clima cambia la distribuzione delle specie e, a questa pressione, si aggiunge quella, sempre più evidente, dei cambiamenti climatici.
L'aumento delle temperature sta modificando la distribuzione di numerose specie animali e vegetali. In molti casi gli organismi rispondono spostando il proprio areale verso nord oppure verso quote più elevate, alla ricerca di condizioni climatiche più favorevoli. Il fenomeno interessa anche gli insetti e gli Odonati. In Piemonte si osservano cambiamenti nella distribuzione di diverse specie, con alcune che possono raggiungere quote e aree geografiche che in passato frequentavano meno.
Non tutte le specie hanno la stessa capacità di risposta
Per una libellula fortemente legata a uno specifico ambiente acquatico della pianura non è sufficiente che la temperatura cambi: deve esistere un habitat adatto nel quale vivere e riprodursi. Nel caso di specie come Stylurus flavipes e Ophiogomphus cecilia, la conservazione degli habitat di pianura diventa ancora più importante in uno scenario di cambiamento climatico.
Abbiamo chiesto a Nicola Scatassi, guardiaparco dell'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese, che segue le attività di monitoraggio, quanto è importante aver trovato queste due specie nelle Grange vercellesi.
«È un dato sicuramente interessante, perché si tratta di due specie abbastanza rare e legate a particolari ambienti acquatici. Il fatto che siano ancora presenti in alcuni canali della pianura vercellese dimostra che questi ambienti possono conservare condizioni importanti per la loro presenza e riproduzione. I canali irrigui possono quindi avere un ruolo nella conservazione della biodiversità, rappresentando degli habitat importanti. Il problema è che questi ambienti sono molto vulnerabili e la loro gestione può modificarli profondamente. Tagliare la vegetazione, intervenire sul fondo o modificare le caratteristiche delle sponde può significare perdere proprio quelle condizioni che permettono alle libellule di vivere e riprodursi» prosegue Scatassi.
«Le libellule sono sicuramente organismi sensibili ai cambiamenti ambientali e possono fornire informazioni interessanti. Non direi però che siano da sole tra i migliori indicatori in assoluto dello stato di un ambiente. Per capire veramente come sta un ecosistema bisogna considerare più elementi. Il monitoraggio delle libellule è comunque molto utile, soprattutto se si osservano le comunità nel tempo e si confrontano i dati. La sfida per il futuro è quella di continuare a conservare e migliorare la qualità degli ambienti umidi. Anche un semplice canale irriguo può diventare un habitat prezioso se mantiene vegetazione naturale, continuità ecologica e una buona qualità delle acque. Monitorare queste specie ci permette di capire se stiamo andando nella direzione giusta» conclude Scatassi.
Piccoli habitat, grande valore
In un paesaggio dominato dalle risaie, la presenza di due specie così significative ricorda come la biodiversità possa trovare rifugio anche negli ambienti apparentemente più ordinari. Talvolta basta seguire il volo di una libellula per leggere, tra le rive di un canale, la storia di un ecosistema ancora capace di conservare il proprio equilibrio.
