Il rapporto 2025 sugli "Uccelli Comuni delle Zone Agricole in Italia", realizzato nell'ambito della Rete Nazionale della PAC con il supporto della Lipu, restituisce un quadro allarmante sullo stato di salute delle campagne italiane. Al centro dell'analisi vi è il Farmland Bird Index (FBI), indicatore che misura l'andamento delle popolazioni di specie legate agli ambienti agricoli.
Dal 2000 al 2025 l'Italia ha perso circa il 33% dell'avifauna agricola. La situazione è particolarmente critica nelle aree di pianura, come la Pianura Padana, dove il calo arriva fino al 50%, a causa dell'agricoltura intensiva e della scomparsa di siepi e filari. Su 28 specie monitorate, il 71% risulta in declino, con diminuzioni marcate per torcicollo, calandro e saltimpalo.
Questi dati rappresentano un vero barometro ambientale: la riduzione degli uccelli riflette il degrado degli ecosistemi agricoli e la diminuzione delle risorse alimentari. L'FBI potrà assumere un ruolo strategico nel Piano nazionale di ripristino della natura. La sfida futura sarà trasformare queste evidenze scientifiche in azioni concrete, promuovendo un'agricoltura capace di integrare produzione e biodiversità.
Per approfondimenti
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)
