Sono stati circa circa 4.000-5.000 i visitatori che hanno partecipato alla Fiera del bestiame delle antiche razze locali, organizzata dalle Aree Protette dell'Appennino Piemontese, domenica 27 luglio, confermandosi una delle manifestazioni più apprezzate sul territorio.
Quest'anno, la parte espositiva è stata caratterizzata dalla presenza di un minor numero di animali rispetto agli anni passati (soprattutto bovini e ovi-caprini) per un rispetto prudenziale delle norme sanitarie comunicate dal dipartimento di Prevenzione del Servizio Veterinario dell'ASL della provincia di Alessandria. Erano comunque presenti le razze bovine locali dell'Appennino ligure-piemontese: le vacche Cabannine e i buoi Montagnini, simbolo della Fiera del bestiame delle Capanne di Marcarolo.
Molto apprezzata, la mostra fotografica "Ritratti in fiera", allestita nell'ambito di un progetto di promozione territoriale delle Aree protette dell'Appennino piemontese in collaborazione con Piemonte Parchi e nata da un progetto dell'Ente parco e del settore Biodiversità e Aree Naturali della Regione Piemonte, con foto di Marco Tiso, funzionario regionale. La mostra rimarrà visitabile nella sede dell'Ecomuseo di Cascina Moglioni fino al 30 settembre.
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Sempre nelle aree protette appenniniche, l'anfiteatro naturale dell'Ecomuseo di Cascina Moglioni si è trasformato, venerdì 1 agosto, in un palcoscenico a cielo aperto per accogliere Andrea Pennacchi e il suo spettacolo "Una Piccola Odissea".
L'appuntamento, inserito nel calendario della decima edizione di ATTRAVERSO FESTIVAL, ha portato il teatro nel cuore del Parco Naturale Capanne di Marcarolo.
Pennacchi, volto noto del teatro e della televisione, ha proposto una rilettura personale e originale dell'epopea di Omero. Al centro del racconto, il ricordo di un'Odissea regalata dal padre durante l'adolescenza, punto di partenza per intrecciare il mito di Ulisse con esperienze e riflessioni personali. Il risultato è un monologo che alterna momenti di riflessione a momenti di pause ironiche, il cui protagonista dell'epica diventa lo specchio delle fragilità e della tenacia dell'uomo contemporaneo.
Sul palco, la narrazione è stata arricchita da continui cambi di ritmo e di registro, con Pennacchi capace di dare voce a più personaggi: Penelope, Telemaco, i compagni di viaggio, le divinità.
Fondamentale inoltre l'apporto musicale affidato a Giorgio Gobbo (chitarra e voce, autore delle musiche originali), Annamaria Moro (violoncello) e Gianluca Segato (lap steel guitar). Le sonorità acustiche e la varietà timbrica hanno accompagnato il racconto creando atmosfere epiche, intime, sottolineando la storia e coinvolgendo il pubblico in un'esperienza immersiva.
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