Un nido a rischio. È questa la motivazione che ha fatto intervenire le Aree protette del Po piemontese e la LIPU sezione di Biella per mettere in sicurezza il nido delle cocogne - messo a rischio dal passaggio dell'elettricità - in collaborazione con la società che gestisce la rete elettrica che ha effettuato un intervento urgente di messa in sicurezza.
"Visti i rischi di folgorazione per le cicogne, i tecnici sono intervenuti per prevenire danni alla coppia e alla stessa linea elettrica - spiega Giuseppe Ranghino della LIPU. Al momento sono stati tagliati i rami più sporgenti e le parti più esterne dei nidi per evitare contatti con i cavi, in un secondo tempo, quando i giovani si saranno involati, saranno attuate ulteriori misure di messa in sicurezza, come l'isolamento dei cavi con guaine isolanti."
"Una notizia che ha fatto scalpore in quanto si tratta della prima nidificazione a Crescentino - ha aggiunto Stefano Costa, tecnico faunistico dell'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese. Sono animali fedeli al sito riproduttivo e se non verranno disturbati, potranno tornare il prossimo anno!"
La coppia di cicogne si aggiunge alle altre, numerose, che hanno realizzato nuovi nidi sul territorio di competenza della LIPU sezione Biella-Vercelli, dove si contano 35 nidi di cui 6 nuovi.
Si prevede per quest'anno l'involo di 75-80 giovani.
Le cicogne sono viaggiatrici instancabili: volano per migliaia di chilometri per arrivare in Europa e costruiscono il loro nido vicino ai centri abitati, in zone agricole aperte, ma anche su abitazioni, campanili e tralicci, proprio come è successo a Crescentino.
Per la costruzione del nido utilizzano rami, bastoncini, terra: il materiale è raccolto nelle vicinanze del nido sia dal maschio che dalla femmina: entrambi partecipano alla sua costruzione. Il nido ha un diametro di 80-150 cm, ma può arrivare anche a 2 metri. Se viene occupato un nido già esistente il maschio, che arriva per primo, inizia a sistemarlo.
