ISPRA, in collaborazione con il progetto Life Wild Wolf, ha elaborato un documento tecnico - presentato a Regioni e Province autonome in accordo con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste - che fornisce supporto agli enti locali nei percorsi decisionali.
L'incremento della popolazione del lupo in Europa ha interessato anche il territorio italiano. La rapida ripresa della popolazione italiana di lupo ha voluto dire un aumento del numero di individui, confermato dai risultati dell'indagine nazionale condotta da ISPRA negli anni 2020-21, e la diffusione della specie in molte aree da cui si era estinta, comprese zone con elevata presenza umana. Questo sta creando, in alcuni casi, allarme e nuovi conflitti all'interno delle comunità.
La sfida della gestione di queste problematiche, anche legate alle elevate densità abitative di una parte del Paese, è quella di coniugare la conservazione delle popolazioni di lupo con la necessità di prevenire e minimizzare i rischi per la sicurezza per l'uomo.
Al fine di fornire supporto tecnico-scientifico agli enti pubblici chiamati a gestire situazioni di allarme legate a comportamenti problematici assunti da individui di lupo, l'ISPRA, in collaborazione con il progetto europeo Life Wild Wolf, ha analizzato i casi noti per l'Italia fino alla fine del 2024 e, tenendo conto di letteratura scientifica e tecnica disponibile a livello internazionale, ha predisposto un Protocollo sperimentale per l'identificazione e la gestione dei lupi urbani e confidenti.
Il documento è stato presentato alle Regioni a febbraio di quest'anno, in occasione di una riunione convocata dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ed organizzata in contatto con il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
