È stata una serata all'insegna dell'approfondimento sul ritorno dei grandi predatori nel nostro territorio e sulle strategie per convivere con essi. Luca Giunti, guardiaparco e naturalista, e Filippo Zibordi, zoologo e divulgatore, hanno affrontato anche il tema dei timori diffusi tra la popolazione, proponendo strumenti concreti per favorire un dialogo tra conservazione della biodiversità e tutela delle attività umane. Hanno inoltre illustrato l'evoluzione normativa e ambientale e spiegato la lenta ma costante ricomparsa di specie come il lupo (Canis lupus italicus) e l'orso bruno (Ursus arctos), con al centro il ruolo ecologico del lupo, capace di spostarsi su grandi distanze e adattarsi a diversi contesti.
«Il ritorno di orso e lupo è il segno di un ecosistema che si sta rigenerando – ha dichiarato Michele Zanelli, Direttore del Parco Nazionale Val Grande – ma anche una sfida educativa e culturale: convivere significa prima di tutto capire, conoscere, ascoltare.»
La presenza dell'orso in Val Grande è un segnale positivo di biodiversità che prevede tuttavia che escursionisti e frequentatori della montagna seguano alcune semplici regole di comportamento, come tenere i cani al guinzaglio, rendere percepibile la propria presenza, evitare di abbandonare cibo o rifiuti organici e mantenere un atteggiamento rispettoso e prudente in caso di avvistamento.
L'incontro si è svolto in un momento particolarmente significativo anche dal punto di vista del monitoraggio: proprio nei giorni precedenti, il Parco Nazionale Val Grande ha confermato una nuova osservazione del plantigrado M29, grazie alle immagini registrate da una fototrappola attiva nella zona nord del Parco, in prossimità della Valle Vigezzo.
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