Nella mattinata del 10 giugno a Faule (CN) presso il Centro TerLab del Parco del Monviso, si è svolto l'incontro, a cura dell'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese, dedicato a tutti i fruitori del fiume, cittadini e operatori economici, nel quale si è discusso della vegetazione acquatica del Po, in particolare deii quattro principali fenomeni che causano lo sviluppo e il proliferare delle piante acquatiche esotiche invasive: la scarsità idrica, la lacustrizzazione di acque naturalmente a scorrimento veloce (l'acqua stagnante acutizza il processo di sviluppo delle piante), il surriscaldamento (conseguenza dell'aumento delle temperature dovuto alla crisi climatica in atto) e l'apporto di nutrienti, ossia dei residui rilasciati sia dai depuratori, sia dall'agricoltura intensiva.
A occuparsi delle operazioni di rimozione delle piante acquatiche che infestano il Po, tra cui l'Elodea nuttallii, è l'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese con la collaborazione dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo sostenibile (ENEA), al quale si aggiungeranno gli Amici del Po e le società remiere che durante l'incontro hanno dato la loro disponibilità a partecipare come volontari agli interventi. Il prossimo passo - prima del caldo estivo - sarà un incontro operativo sul fiume, fondamentale per riconoscere dal vivo l'Elodea nuttallii e apprendere le tecniche di rimozione.
Per ulteriori informazioni:
Sito Ente di Gestione delle Aree Protette del Po piemontese
