I risultati di uno studio durato dal 2019 al 2021, svolto dal ricercatore Piero Varalda con la collaborazione di Elio Cazzuli, presenta i primi dati sulle farfalle notturne (Eteroceri) delle Aree protette del Po piemontese.
L'Ente di gestione ha voluto e seguito passo passo questo studio, che rientra nell'obiettivo 15 dell'Agenda 2030 UE "Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre": si tratta infatti di dati fondamentali per i ripristini ambientali, in quanto la progettazione viene fatta anche tenendo in conto delle esigenze delle singole specie.
Il territorio analizzato comprende il Parco naturale del Po piemontese nel tratto di compreso tra le confluenze con la Dora Baltea e con la Sesia, la ZPS (Zona di Protezione Speciale) "Palude San Genuario" in comune di Fontanetto Po, la ZSC (Zona Speciale di Conservazione) e ZPS "Fontana Gigante" nel comune di Tricerro e la ZSC e ZPS "Bosco della Partecipanza di Trino", per uno sviluppo di circa 40 km in linea d'aria nel Piemonte centro-orientale.
I risultati sono sorprendenti ed è davvero notevole il numero di specie rare legate agli ambienti umidi o palustri; il vero e proprio gioiello è la Diachrysia zosimiche che nella bassa pianura vercellese è rarissima se non sporadica e in precedenza era stata osservata una sola volta una trentina di anni fa e anche il piccolo gracillaride Ornixola caudulatella trovato, per la prima volta in trent'anni, nell'area rinaturalizzata "ex Brusaschetto nuovo" nel comune di Camino.
Per approfondimenti:
Sito dell'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese
