Era una donna fuori dagli schemi, racconta chi ha avuto la fortuna di conoscerla: decisa, appassionata ma anche umile. Proprio pochi giorni prima della scomparsa aveva parlato con i suoi collaboratori della necessità di uscire dall'emergenza pandemia con una nuova visione e un nuovo rapporto con la natura. Figlia di una dinastia di imprenditori illuminati nel settore del cotone, che avevano costruito il più grande villaggio operaio del Sud Europa e furono proprietari del Corriere della Sera, ebbe l'idea di fondare il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) a modello delle associazioni private anglosassoni che sostengono beni aperti al pubblico. Frai primi beni seguiti dal FAI ci furono il Castello della Manta di Saluzzo e il Castello di Masino, entrambi in Piemonte. Lascia un FAI in piena salute e ormai istituzione imprescindibile per la tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico e naturale italiano.Tra le sue battaglie vanno ricordate quelle per l'ambiente e per l'agricoltura biodinamica che lei stessa praticava e insegnava nell'azienda di cascine Orsine, immersa nel Parco del Ticino.
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La scomparsa della fondatrice del FAI
Giulia Maria Crespi è scomparsa a 97 anni, nel 1975 aveva fondato il FAI
