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Cambia il clima e gli uccelli migrano prima

Lo dimostra uno studio dell'Ispra condotto su 225.000 esemplari nell'arco di 30 anni.

Mercoledì, 13 Maggio 2020
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I cambiamenti climatici stanno modificando la migrazione di molti uccelli. Le primavere sempre più anticipate in Europa portano le specie migratrici, di ritorno dall'Africa, ad essere stagionalmente in ritardo rispetto alle fasi di massima disponibilità di cibo.

E' quanto emerge da uno studio condotto dall'Ispra sulla base dei dati raccolti in 30 anni di monitoraggio delle specie migratrici. Grazie al lavoro di inanellamento dell'Istituto, sono state tracciate le rotte di sei specie di uccelli migratori a lungo raggio: Beccafico, Balia nera, Codirosso comune, Usignolo, Cannaiola e Torcicollo. I dati dimostrano che due di queste, la Balia ed il Codirosso, stanno rispondendo molto velocemente al climate change, anticipando di un giorno ogni 3-4 anni la data di migrazione primaverile. Il calendario è stato anticipato meno rapidamente da Torcicollo e Cannaiola, mentre Usignolo e Beccafico non mostrano variazioni significative.

L'anello posto dagli inanellatori volontari ISPRA su circa 225.000 uccelli migratori in 30 anni di attività primaverile sulle piccole isole italiane, ha consentito di applicare modelli che analizzano la variazione annuale della data di migrazione, tenendo conto di fattori meteorologici stagionali, della posizione e dell'identità dei siti di cattura e inanellamento.

Il mutamento climatico sta anche portando ad inverni progressivamente meno rigidi. Durante la stagione fredda gli uccelli accumulano grasso quale "assicurazione sulla vita" per ridurre i rischi di mortalità legata a possibile scarsezza di cibo. Allo stesso tempo un uccello grasso paga, però, un rischio maggiore di essere predato. Anche in questo caso, i modelli con i quali ISPRA ha analizzato le condizioni di oltre 80.000 uccelli inanellati nel cuore dell'inverno in Italia, a partire dal 1982, mostrano efficacemente come il peso medio diminuisca significativamente sia nel Pettirosso che nella Capinera.

Questi dati innovativi, derivati dai forti legami degli uccelli con la stagionalità delle condizioni ecologiche alle diverse scale geografiche confermano il ruolo che sia specie migratrici, sia svernanti hanno quali efficaci indicatori degli effetti del mutamento climatico sugli ambienti nei quali anche noi viviamo.

Quest'anno la Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori, celebrata lo scorso 9 maggio e organizzata dalla Convenzione di Bonn sulle specie migratrici, è stata dedicata al fenomeno della "connettività" migratoria. Di fatto, con i loro spostamenti gli uccelli migratori connettono connettono il Pianeta, sono gli araldi della primavera, ci forniscono campanelli di allarme sugli effetti drammatici del mutamento climatico globale e richiedono a noi, per la sopravvivenza loro quanto nostra, un'urgente consapevolezza dell'esigenza di connettere anche le politiche di conservazione, gestione ed uso sostenibile delle risorse naturali tra culture, Paesi e continenti diversi.

 

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