La conservazione della natura rappresenta una nuova frontiera per i musei naturalistici di tutto il mondo, e il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino ha messo questo obiettivo al primo posto promuovendo un progetto scientifico che ha indagato i processi di rarefazione ed estinzione delle specie animali, con particolare riferimento ai vertebrati contemporanei.
Questo è stato l'ambito in cui si è mossa la mostra "ESTINZIONI biodiversità dei vertebrati in allarme rosso", esposta a Torino lo scorso inverno.
Le prime cinque megaestinzioni di massa, riconducibili a fenomeni naturali, hanno richiesto 500 milioni di anni prima di far sparire per sempre decine di migliaia di esemplari viventi.
L'Antropocene, termine introdotto per la prima volta nel 2000 dal biologo Eugene Stoermer per indicare l'era geologica contemporanea: dalla rivoluzione industriale al presente, verrà invece ricordato per il ritmo vertiginoso nella scomparsa di organismi viventi a causa dell'azione dell'uomo.
Lo scenario attuale è allarmante, ma potrà diventare catastrofico se non si trovano rapidamente soluzioni globali di contrasto ai nefasti mutamenti climatici e alla drammatica riduzione della biodiversità.
Le letture recitate in occasione della chiusura della mostra ESTINZIONI sono state riportate e raccolte nella loro integrita' e con gli specifici riferimenti bibliografici.
