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Cemento millenario

Uno studio di un'università californiana ha mostrato che il segreto della durata del cemento usato dagli antichi romani stava in un ingrediente segreto: la cenere vulcanica

  • Claudia Bordese
  • Novembre 2014
  • Mercoledì, 12 Novembre 2014
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La grandezza di Roma è eterna, forse anche grazie a uno straordinario cemento.
Le costruzioni romane che hanno sopportato il peso del tempo per oltre duemila anni pare abbiano molto da insegnare ai costruttori moderni. Campioni di cemento risalente ai tempi di Cristo prelevati da un frangiflutti nel golfo di Pozzuoli hanno permesso a ingegneri e geologi dell'università californiana di Berkeley di esaminare la struttura fine del cemento impiegato dagli antichi romani, rivelando per la prima volta come questo composto incredibilmente stabile riesca a tenere insieme il materiale usato per costruire alcuni dei più solidi e duraturi monumenti edificati dall'uomo. Il cemento romano ha dimostrato di essere uno dei più durevoli materiali da costruzione, rimanendo coeso e solido per duemila anni anche in ambienti marini, come è il caso di porti, moli e frangiflutti sopravvissuti per duemila anni all'attacco delle onde e della salsedine.

Certo la ricerca di tale durezza non fu casuale; d'altronde la navigazione - e quindi la costruzione di porti che durassero nel tempo - era molto importante per la stabilità dell'impero, giacché garantiva l'approvvigionamento di beni e risorse e il trasporto delle truppe. Usato anche per edificare il Pantheon, la sua ricetta fu vergata da un ingegnere di Ottaviano Augusto, svelando l'ingrediente segreto: la cenere vulcanica, che mescolata alla calce formava la malta. Era parte del cemento anche un raro minerale idrotermale, la tobermorite di alluminio, le cui peculiari proprietà meccaniche sono state determinate sperimentalmente nel corso di questa ricerca.

Nei secoli l'uso del cemento romano si è ridotto fino a scomparire, forse perché con la caduta dell'Impero declinarono anche i trasporti via mare e diminuì la necessità di solide strutture portuali, oppure semplicemente perché le strutture erano costruite così bene che non avevano bisogno di essere sostituite. Il cemento romano, pur se molto durevole, non è adatto per le costruzioni moderne che richiedono un indurimento più rapido, ma le sue caratteristiche potrebbero essere applicate a nuovi cementi moderni durevoli e a minor impatto ambientale. Per esempio, la cenere vulcanica potrebbe essere un ottimo ed ecosostenibile sostituto della cenere volatile attualmente impiegata per produrre il cemento Portland - il più utilizzato -, e ricavata quale prodotto di scarto dalla combustione del carbonio, in un processo responsabile del sette percento delle emissioni annuali di anidride carbonica. Inoltre, la tecnica impiegata per produrre il cemento romano richiedeva temperature molto più basse di quelle impiegate oggi per produrre il cemento Portland, e aveva quindi un impatto minore sull'atmosfera e l'ambiente. Una scoperta che non è solo motivo di orgoglio per il genio italico, o una curiosità con cui arricchire i libri di storia, ma piuttosto l'opportunità ecosostenibile per migliorare la durata del cemento moderno, che, soprattutto in ambiente marino, mostra segni di degrado spesso già entro i 50 anni di età.

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