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Foreste e avifauna vanno sempre d'accordo?

C'è chi considera le piantagioni come "deserti organici" o " deserti verdi" e chi invece le considera come un "male minore" poiché potrebbero aumentare la connettività del paesaggio per alcune specie. Come stanno davvero le cose? Le risposte in uno studio "tradotto" in un video divulgativo, per aiutarci a riflettere.

  • Alessio Mortelliti
  • Settembre 2014
  • Mercoledì, 17 Settembre 2014
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Pine fiction Pine fiction


Le piantagioni forestali sono estremamente diffuse nel pianeta, basti pensare che coprono una superficie complessiva di 260 milioni di ettari (equivalente al 7% della copertura forestale del pianeta). Le piantagioni forestali stanno incrementando a un ritmo impressionante: ogni anno aumentano di quasi 5 milioni di ettari (un'area che corrisponde alla superficie della Svizzera). La FAO ha stimato che per il 2020 le piantagioni forestali copriranno 300 milioni di ettari, ovverosia una porzione del pianeta equivalente a quella coperta dalla foresta amazzonica. Il motivi alla base di questo drastico incremento sono l'incremento nella domanda di legname e carta e la necessità di sequestrare il carbonio a causa del cambiamento globale.

Nonostante l'elevato numero di studi effettuato sull'argomento non c'è ancora un accordo tra ricercatori su quale sia l'impatto delle piantagioni forestali sull'avifauna. C'è chi considera le piantagioni come "deserti organici" o " deserti verdi" e chi invece le considera come un "male minore" poiché potrebbero aumentare la connettività del paesaggio per alcune specie. I sostenitori di quest'ultima ipotesi argomentano che per molte specie una area a foresta e' pur sempre meglio di un'area agricola o di un pascolo: gli animali sono più protetti e liberi di muoversi.
La mancanza di risultati coerenti tra diversi progetti di ricerca fa si che chi gestisce il territorio non ha a oggi elementi sufficienti per valutare l'impatto che potrebbe avere la conversione di un terreno agricolo a piantagione forestale.
Considerata l'elevata porzione del pianeta coperta dalle piantagioni appare importante capire che l'impatto delle piantagioni sulla biodiversità sia una priorità nell'agenda di ricerca degli ecologi del paesaggio.

In un recente articolo pubblicato sulla rivista Journal of Applied Ecology (Mortelliti A, MJ Westgate & DB Lindenmayer (2014). Experimental evaluation shows limited influence of pine plantations on the connectivity of highly fragmented bird populations. Journal of Applied Ecology. doi: 10.1111/1365-2664.12313) abbiamo esaminato in dettaglio l'impatto delle piantagioni su 52 specie di uccelli in Australia. Lo studio è basato sul 'Nanangroe experiment', uno dei più grandi e longevi studi di trasformazione del paesaggio mai effettuati. Lo studio è cominciato nel 1998 in un'area agricola del New South Wales. L'idea alla base di questo esperimento è molto semplice: vengono confrontati 50 frammenti boschivi di Eucalipto che sono stati progressivamente circondati da piantagioni di Pinus radiata con 50 frammenti boschivi di eucalipto in cui la matrice circostante è rimasta inalterata (ovverosia i frammenti sono rimasti circondati da prati-pascolo). Una caratteristica unica di questo esperimento è quindi il fatto che i boschi di Eucalipto, ovverosia l'habitat delle 52 specie di uccello esaminate, sono rimasti inalterati, mentre ciò che è cambiato è stato il contesto, la matrice che circondava questi frammenti. Il confronto tra frammenti ha permesso quindi di effettuare un vero e proprio esperimento (con trattamento e controlli) cosa estremamente rara per uno studio di ecologia del paesaggio.
Nel nostro studio ci siamo concentrati sulla connettività tra le popolazioni, ovverosia sul flusso di individui migranti tra una popolazione e l'altra e abbiamo preso in considerazione 15 anni di dati, quindi un lasso temporale molto ampio.

I risultati ci hanno permesso di dimostrare come le piantagioni di pino non incrementano la connettivita' delle 52 specie di uccello esaminate ma anzi, nel caso di 4 specie, costituiscono una vera e propria barriera che diminuisce le connessioni tra le popolazioni. I nostri risultati quindi dimostrano come non e' possibile giustificare l'impianto di pini quale strumento per aumentare la connettivita' delle popolazioni animali.

di Alessio Mortelliti
Fenner School of Environment and Society
ANU College of Medicine, Biology & Environment
The Australian National University
Canberra ACT 0200 Australia

Guarda Pine fiction! Il video divulgativo sullo studio dell'impatto delle foreste sull'avifauna

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