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Cappella di Missione: un miracolo sulla pianura

La chiesetta, l'acqua limpida della risorgiva, il bosco. Come altrimenti si può definire questo piccolo ma prezioso angolo fra Villafranca Piemonte e Cavour, sopravvissuto nella piana dei coltivi industriali. Un miracolo, appunto.

  • Toni Farina
  • Novembre 2015
  • Lunedì, 2 Novembre 2015
  • Stampa
La Cappella di Missione Foto Toni Farina La Cappella di Missione Foto Toni Farina
Autunno alla Cappella di Missione
Foto Toni Farina
La Cappela di Missione a primavera
Foto Toni Farina
Visita a Missione
Foto Toni Farina
Affreschi all'interno, Le Virtù e La Cavalcata dei Vizi
Foto Toni Farina
Affreschi all'interno, Madonna con Bambino
Foto Toni Farina
Affreschii all'interno, particolare della volta
Foto Toni Farina
La Bealera del Mulino
Foto Toni Farina
La Bealera del Mulino
Foto Toni Farina
La fontanella
Foto Toni Farina
Sambuco in fiore
Foto Toni Farina
Bosco della Missione
Foto Toni Farina
Calopterix splendens
Foto Toni Farina
In bicicletta a Missione
Foto Toni Farina
In bicicletta verso la Rocca di Cavour
Foto Toni Farina
Vista sul Monviso
Foto Toni Farina
Tramonto sul Monviso
Foto Toni Farina

Ai piedi delle montagne ci sono i frutteti. Da Saluzzo a Pinerolo, a nord e a sud di Cavour e della sua Rocca è tutto un filare. Più a oriente alla frutta subentrano mais e pioppeti. Altre geometrie, meno accattivanti, più difficili da vendere sul mercato del paesaggio.
Mais soprattutto. A settembre, da Barge a Torino si viaggia fra due muri. Uniche interruzioni i paesi, i loro centro storici, spesso recuperati, belli da vedere. Fra un paese e l'altro pochi sparuti alberi. Spesso solitari, o tutt'al più raggruppati in capannelli. Ogni chioma è un'occasione d'ombra e di riflessione.
E c'è davvero di che riflettere su questo paesaggio anonimo, così poco riconoscibile. Un paesaggio annullato.

Un'occasione d'ombra, di riflessione e di riposo

Questa è la Cappella di Missione. Ma anche un'occasione di stupore. Come non stupirsi infatti per questo insieme armonico di natura e arte scampato all'omologazione del paesaggio?
All'arte appartiene la chiesa. In aperta campagna, nel Comune di Villafranca Piemonte, in singolare posizione sulla sponda di un corso d'acqua di risorgiva, rappresenta uno dei monumenti di maggior interesse storico e artistico della pianura pinerolese. Una significativa testimonianza dei primi insediamenti di questo territorio: l'antico Borgo Soave, la cui fondazione risale all'età romano-cristiana.
L'interno è a navata unica, divisa in due campate: nella prima campata le pareti e la volta non sono decorate, ma rifinite con un intonaco bianco, nella seconda invece tutte le superfici sono state dipinte. Gli affreschi, di notevole valore, sono databili intorno al 1430 e in gran parte attribuiti all'opera di Aimone Duce (Dux Aimo).
All'esterno rimane affrescata solo la porzione sopra la porta dove è raffigurata l'annunciazione e altri frammenti di santi.

La natura: la risorgiva, il bosco

Nella pianura a est di Pinerolo, in particolare nella zona fra Villafranca e Vigone, a una ventina di chilometri dal piede delle montagne, è frequente la risorgenza spontanea di acque sotterranee di probabile provenienza dai bacini dei torrenti Pellice e Chisone.
L'acqua di risorgiva ha avuto in passato un ruolo importante nell'economia e nel paesaggio agricolo. In questa zona molti fontanili erano adibiti a maceratoi di canapa: i "nasor", realizzati allo scopo di ottenere la giusta morbidezza delle fibre.
All'inizio del '900 si contavano in questa zona fino a 200 fontanili, e ancora nel primo dopoguerra fontanili e risorgive erano una presenza cospicua. Con il venir meno dell'agricoltura basata sulla varietà delle colture e l'avvento della monocoltura intensiva di mais (prodotto particolarmente idrovoro) queste polle d'acqua sono state poi quasi tutte interrate.
Accanto alla Cappella di Missione scorre la Bealera del Mulino. Corso d'acqua di risorgiva che affascina con la limpidezza e l'esuberanza della vegetazione riparia. Pioppi, salici, ontani e robinie ne accompagnano il viaggio. La bealera sgorga circa un chilometro a monte, attraversa l'abitato di Villafranca e confluisce nel Po a mezzo chilometro dal paese. Un viaggio breve, sufficiente tuttavia a determinare una cospicua portata grazie al consistente apporto di acque sotterranee.
E si deve appunto alla ricchezza di acque di falda la presenza del boschetto e dell'area umida sulla sponda del corso di risorgiva. Un bosco relitto quasi unico nella piana pinerolese: noci, querce, frassino, pioppi bianchi, robinie, ontani, cespugli di biancospino. Insomma, biodiversità arborea, rinata grazie al lavoro del Comitato L'Ciuchè della vicina Borgata San Giovanni, i cui aderenti sono lo hanno ripulito e riportato alle origini con la riscoperta e il ripristino di polle d'acqua.
Infine il paesaggio. Attraversata la bealera si esce dal bosco al cospetto della chiesetta ... e al cospetto del Monviso. Condizioni meteo permettendo il Sovrano delle Cozie anima l'orizzonte di occidente, attorniato dai suoi paggi.
Lo scenario è ottimizzato dalla mancanza di elementi di disturbo. Anche questo è un miracolo.

Come arrivare

Un'occasione di riposo fra un giro di pedale e l'altro, questo è il "Parco della Missione". In effetti la bicicletta è il mezzo giusto, più consono, per arrivarci.
Più di uno sono i possibili punti di partenza e varie sono le possibilità di itinerari. La cappella si trova infatti al centro di un'area agricola pianeggiante , ben servita da una rete di ciclostrade e ciclabili. Le ciclostrade del pinerolese (tutte pianeggianti), dove inventare anelli è un gioco per tutti.

Da Villafranca Piemonte
È l'accesso più breve, due chilometri e mezzo sulla ciclostrada per Cavour e Pinerolo. Dal paese si attraversa la SP 139 (attenzione al traffico veloce) e si procede a occidente seguendo le indicazioni per la Cappella di Missione e il Castello di Marchierù. Trascurate alcune deviazioni laterali si procede in via San Giovanni e dopo un paio di chilometri, a breve distanza dalla Borgata San Giovanni, si svolta a sinistra guidati dall'indicazione per la cappella. Passato un grosso cascinale si giunge in breve ai margini al bosco che dispensa ombra a una piccola area attrezzata.
Tornati a Villafranca, da non perdere una puntata sulla riva destra del Po, dove è ormeggiata la chiatta dell'Associazione Amici del Po, attiva nelle attività di promozione e sensibilizzazione del territorio (la chiatta svolgeva servizio di traghetto a fune tra le due sponde, cessato con la costruzione del ponte a fine '800).

Da Cavour
Accesso più lungo sulla citata ciclostrada, in direzione inversa al precedente itinerario. Si transita alla Borgata Cappella del Bosco con l'omonima chiesetta e alla Borgata Soave, con il Castello (o Casaforte) di Marchierù.

Da Pinerolo
Località interessante perché servita da ferrovia, con la possibilità quindi di abbinare bici+treno.

Da Airasca
Come Pinerolo la località è servita da treno (linea Torino-Pinerolo). In più si arriva a Villafranca pedalando sicuri sulla Ciclabile delle Risorgive, realizzata sul sedime della ferrovia dismessa che collegava Airasca e Saluzzo.

Altre info sulla Cappella di Missione

Comune di Villafranca Piemonte

Zone umide del Piemonte

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